L’intrigo dadaista di Terzaghi ne Il manuale del fosforo e dei fiammiferi
Per Quodlibet esce un libro interessante, di Matteo Terzaghi, classe 1970 della Svizzera italiana, di casa a Bellinzona: Il manuale del fosforo e dei fiammiferi. Un manuale in due parti, forse tre, forse non definibile manuale, ma forse anche sì. È un libro intrigante, uno zibaldone di concetti, non per forza utili ma con la cifra stilistica che contraddistingue Terzaghi, ossia la curiosità per tutto lo scibile umano. Dal perché i fiammiferi a inizio Novecento fossero di fosforo puro al cambiamento, con una miscela meno potente, per renderli di quel colore rosso che li contraddistingue, oggi famoso.
Basandosi sui vecchi manuali Hoepli, Terzaghi traccia un sentiero di anti-moda letteraria, ponendo indirettamente una domanda: ma oggi, nel 2024, chi è più interessato ai manuali? Risposta: sicuramente chi scrive. Da leggere come libro di lettura o durante quei dieci minuti nel mentre che si cuoce la pasta, Il manuale del fosforo e dei fiammiferi incanta per l’incredibile quantità di nozioni presenti. Poi, sul finire, una seconda parte nettamente più enciclopedica: scenette di vita, altre descrizioni accurate di oggetti peculiari, azioni di vita quotidiana che raccontate dal bellinzonese assumono tutto un altro sapore.
È un libro che a tratti incanta, in altri momenti fa riflettere, in altri ancora sei rilassato e rischi di pensare ad altro mentre concludi il personale viaggio tra le pagine. È forse quest’ultimo il difetto di un libro fatto di momenti brevi, iconici, piccoli. Delle macchie che, però, non gravano per nulla sull’economia globale di gradimento del lavoro.
Nota a margine per la copertina: una delle più belle viste ultimamente. Rappresenta un Markus Raetz del 1975. Per il pittore svizzero il tema principale del suo lavoro è stata sempre la natura della percezione. La parola d’ordine è stata sempre non la rappresentazione, bensì come queste ultime vengono percepite. Spesso tali opere richiedono l’interazione dello spettatore e, alcune, possono essere comprese solo se viste in movimento o da particolari angolazioni. Vale anche per Il manuale del fosforo e dei fiammiferi: non per tutti ma per tutti a patto che ognuno ne dia una definizione propria, personale e, pertanto, differente.




