Impressioni di settembre
Nel 1971, il suono dei “figli dei fiori” stava gradualmente svanendo, ma “Impressioni di Settembre” rintocca la campana verso la melodia che ha inciso un epoca . Questo brano cattura l’essenza di un momento in cui le certezze erano scosse e l’emozione impetuoso divampava sulla paura del cambiamento . L’ascoltatore viene trasportato in un viaggio emotivo attraverso la voce e la musica, senza preoccuparsi di cosa potrebbe riservare il futuro.
Un aspetto fondamentale di “Impressioni di Settembre” è l’innovazione sonora. Il brano è stato il primo a sfidare le convenzioni musicali dell’epoca, presentando un ritornello strumentale suonato attraverso un sintetizzatore Moog. Questo strumento, con le sue capacità di creare suoni sintetici ha portato un elemento di freschezza e originalità alla musica italiana. La PFM ha adottato il Moog dopo averlo scoperto in un disco di Emerson Lake & Palmer e ha contribuito a diffonderne l’uso nella scena musicale italiana. Il testo è di Mogol e la straordinaria interpretazione della PFM.
“Impressioni di Settembre” si conclude con la triste constatazione che “il sole tra la nebbia spunta già, un giorno come sempre sarà”. Questo finale è un richiamo al cambiamento costante, una costante nella vita. La canzone suggerisce che, nonostante le incertezze, la vita continua a fluire.
In conclusione, il brano è molto più di una semplice canzone; è un simbolo di un’epoca di cambiamenti tumultuosi e di speranza in un futuro migliore.
Settembre è un mese di impressioni, da un lato la nostalgia di una stagione che diventa piano piano fioca, il sole del leone si schiarisce e diviene fresco, della vergine e bilanciato ;
dall’altro lato ci sono i buoni proposti di un cambiamento.
Se l’estate era un cinghiale , settembre è una sentinella ben poco impietosa.
La luce che trascina via la bella estate cangia con poca diplomazia e tutto ricomincia . La sentinella ha sulla groppa io signor inverno , sempre pieno di ricordi d’amore, a volte invadente a volte velato. Col suo lunghissimo mantello nero da pioggia, pronto per una lunga relazione con noi. Settembre con il suo profumo di quaderni nuovi e pioggia fresca è anch’esso come il precedente Agosto un assetto dell’anima più che una stagione dell’anno.
Per affrontarlo si consiglia vivamente di aggiungere nella vostra personale playlist l’opera della straordinaria “Premiata Forneria Marconi “ e cantare a squarcia gola :” sembra quasi un mare l’erba” !
Il miracolo del brano è quello di portare con sé gli odori , i colori e le sensazioni delle parole che Mogol come sempre ha scelto .
Ogni settembre ci chiediamo se ce la faremo ancora, ce la faremo sempre:
“un giorno come sempre sarà “.




