Parlamento UE: Fratelli d’Italia esclusi dalle cariche chiave
Dopo il voto contrario di Giorgia Meloni alla riconferma di Ursula von der Leyen come presidente della Commissione Europea, si è configurata una situazione delicata per Fratelli d’Italia (FdI) e la coalizione di governo italiana nel Parlamento Europeo. Nonostante non sia ufficialmente dichiarato, sembra essersi formato un cordone sanitario attorno a FdI e ai gruppi dei Patrioti e Sovranisti, escludendoli sistematicamente dalle posizioni di rilievo.
La reazione della nuova maggioranza europea si è manifestata chiaramente nelle elezioni dei presidenti e vicepresidenti delle commissioni parlamentari. L’Italia ha ottenuto solo due posizioni di rilievo, entrambe assegnate a membri delle opposizioni: Antonio Decaro del Partito Democratico (Pd) guiderà la commissione Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare (ENVI), mentre Pasquale Tridico del Movimento 5 Stelle (M5S) sarà al vertice della sottocommissione per le Questioni Fiscali (FISC). Invece, i partiti di governo, tra cui Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, non sono riusciti a ottenere presidenze.
L’unico risultato positivo per l’esecutivo Meloni è stata l’elezione di Antonella Sberna come una dei 14 vicepresidenti del Parlamento Europeo. Tuttavia, la gioia è parziale: Sberna è stata eletta come 13esima per numero di voti, un dato che indica una scarsa convergenza sulla sua nomina e le riserva deleghe meno prestigiose. Al contrario, Pina Picierno del Pd è stata eletta quinta, ottenendo una posizione più favorevole.
La situazione è peggiorata per il governo con la perdita di presidenze da parte di Forza Italia, che non è riuscita a compensare l’uscita di Salvatore De Meo dalla presidenza della commissione Affari Costituzionali. Nonostante il gruppo ECR (Conservatori e Riformisti Europei), al quale appartiene FdI, abbia ottenuto sette presidenze, nessuna di queste è andata a rappresentanti italiani del partito. La Lega, colpita dal cordone sanitario, non ha ottenuto posizioni di rilievo.
Tuttavia, Fratelli d’Italia ha ottenuto alcune vicepresidenze di commissione, tra cui Alberico Gambino in Affari Esteri (AFET), Pietro Fiocchi nella commissione ENVI, e Francesco Ventola nella commissione Sviluppo Regionale (REGI). Anche Forza Italia ha ottenuto qualche ruolo, come Caterina Chinnici prima vicepresidente della commissione Controllo dei Bilanci (CONT). Esponenti del Pd sono stati eletti in altre vicepresidenze, come Alessandro Zan nella commissione Libertà Civili (LIBE) e Giuseppe Lupo nella commissione Bilanci (BUDG).
Nel ruolo di coordinatori di gruppo all’interno delle commissioni, Fratelli d’Italia ha comunque ottenuto incarichi significativi. Questi ruoli, pur meno visibili rispetto alle presidenze, sono cruciali nel processo legislativo, in quanto i coordinatori influenzano l’ordine dei lavori e le decisioni su file, relatori, agende e audizioni. Carlo Fidanza sarà coordinatore in commissione Agricoltura, Chiara Gemma in Occupazione e Affari sociali, Lara Magoni in Cultura e Istruzione, Denis Nesci in Sviluppo regionale, Daniele Polato in Commercio internazionale e Ruggero Razza in Sanità pubblica. Giovanni Crosetto sarà vice coordinatore in Affari economici.
Tuttavia, resta l’incertezza su come la nuova maggioranza di von der Leyen gestirà le relazioni con il governo italiano. Se la linea della maggioranza sarà quella osservata finora, ci saranno ancora sfide significative per l’esecutivo di Giorgia Meloni nell’affermare la sua influenza a livello europeo.




