Le considerazioni di Panetta a una settimana dal G7 di Stresa
A una settimana esatta dal G7 di Stresa, durante il suo tradizionale appuntamento di fine maggio, il governatore della Banca d’Italia ha sostenuto che se l’Europa vuole avere un futuro deve unire i suoi mercati e dotarsi di titoli di debito comunitari.
Bisogna, inoltre prendere decisioni definitive in materia di Difesa e Intelligenza artificiale. Tutto ciò è stato affermato sotto i riflettori di una platea di banchieri, imprenditori ed economisti del calibro di John Elkan e, nondimeno, alla presenza dell’ex presidente della BCE, già premier, Mario Draghi.
Le considerazioni di Panetta sull’economia mondiale
Panetta ha rimarcato quanto l’economia mondiale, nonostante il tono restrittivo della politica monetaria di molti paesi e i crescenti conflitti internazionali, si sia espansa. Le prospettive rimangono, comunque sia, deboli. Nel 2024 si stima che il PIL globale salirà del 3% “sensibilmente sotto la media dei primi vent’anni di questo secolo”. In tutto ciò, la crescita si presenta eterogenea sia tra i Paesi avanzati, che quelli emergenti e quelli a basso reddito. È importante però, soprattutto in questi ultimi, avere una gestione ordinata delle crisi che avrebbero, altrimenti, conseguenze gravi per le economie coinvolte e potrebbero inasprire i conflitti geopolitici. È per questo che, afferma Panetta, “nei prossimi anni l’economia mondiale risentirà di una dinamica contenuta della produttività in molte aree, dell’esaurirsi degli stimoli fiscali introdotti per contrastare la pandemia e, soprattutto, di relazioni internazionali che non accennano a rasserenarsi”.
In crisi, stando alla sua visione, è la globalizzazione in generale. Quel decennale processo di integrazione nell’economia internazionale sembra ormai essersi arrestato. Ad esempio, dal 2010 gli investimenti diretti esteri hanno ristagnato a livello globale. Le diverse valute stanno assumendo valenza strategica oltre che economica. Il dollaro e l’euro stanno vedendo crescere la competizione del renminbi cinese. Lo si può notare “crescente utilizzo nei pagamenti transfrontalieri e nella fatturazione degli scambi commerciali”. Panetta ha poi ricordato dell’urgenza di politiche comuni in materia ambientale, di Difesa, di immigrazione e di formazione in un Europa ancora troppo vittima del suo individualismo. “L’impegno finanziario sarà ingente: per le sole transizioni climatica e digitale e per aumentare la spesa militare al 2% del Pil, la Commissione europea stima un fabbisogno di investimenti pubblici e privati di oltre 800 miliardi ogni anno fino al 2034”.
Le sfide europee
O si emette debito comune o si muore. Questo il mantra sostenuto da Panetta, non a caso “in Europa vi sono 59 mercati azionari regolamentati, […]. Negli Stati Uniti operano 24 […]. Per progredire verso un unico mercato dei capitali europeo vanno risolti due problemi fondamentali. Il primo è la mancanza di un titolo pubblico europeo privo di rischio: un titolo comune esente da rischi agevolerebbe la valutazione di prodotti finanziari quali le obbligazioni societarie e i derivati, stimolandone l’espansione”. Uno dei passaggi chiave delle prime Considerazioni di Panetta è stato poi quello sui tassi. Il governatore si batte da tempo per un allentamento del costo del denaro da parte della Bce. La nostra è l’ultima chiamata per tagliare i tassi, proprio perché nei prossimi mesi, se i dati risulteranno coerenti con le attuali previsioni, si profila un allentamento delle condizioni monetarie.
E il ruolo italiano? È risaputo che quella della penisola è una delle produttività più basse d’Europa. Eppure, ha precisato Panetta, “non siamo tuttavia condannati alla stagnazione. La ripresa registrata dopo la crisi pandemica è stata superiore alle previsioni e a quella delle altre grandi economie dell’area”. È importante investire nell’innovazione tecnologica, ma perché le imprese investano è innanzitutto necessario che le politiche garantiscano un adeguato contesto regolamentare e concorrenziale e un ambiente macroeconomico stabile. Le protagoniste saranno, per forza di cose le banche. Ma non bisognerà farsi trovare impreparati da future possibili tensioni, infatti “ad aprile abbiamo chiesto alle banche di costituire entro la metà del 2025 una riserva di capitale macroprudenziale pari all’1% delle esposizioni domestiche”.
Panetta non si risparmiato nelle considerazioni sulla situazione riguardante l’Intelligenza Artificiale. Ancora, il suo impatto è tutto da decifrare. L’importante è abbracciare questa sfida senza voltarsi dall’altra parte: “L’Intelligenza Artificiale determinerà cambiamenti potenzialmente dirompenti nell’economia mondiale. Essa sosterrà la produttività e la crescita, anche se costi e benefici potrebbero distribuirsi in modo disomogeneo tra settori e nella società, soprattutto nel breve termine e comporta inoltre enormi consumi di energia. È auspicabile l’ingresso di aziende europee nello sviluppo di questa tecnologia. Iniziative comuni tra operatori di diversi paesi consentirebbero di reperire più agevolmente le enormi risorse finanziarie necessarie per competere con i produttori esteri e di fare leva sulla ricerca scientifica di eccellenza condotta nell’intera Unione e permetterebbero inoltre di contrastare il potere di mercato dei giganti tecnologici esteri”.




