Meloni sospende il decreto sul redditometro: no al “GF fiscale”
Con un video sui social, la premier Meloni ha annunciato la sospensione del tanto contestato decreto Leo sul redditometro.
Ciò è accaduto un giorno dopo l’esplosione delle polemiche in merito. Il dibattito riguarda ora quale opzione scegliere tra la sospensione, abrogazione o modifica di tale decreto.
Nella grande lotta all’evasione, non è chiaro come mettere i giusti paletti alla discrezionalità dell’amministrazione finanziaria (come cercava di fare il redditometro), continuando però a tutelare i contribuenti onesti.
La premier Meloni sul redditometro
Nel video, la premier Meloni ha dichiarato la sospensione del decreto sul redditometro, in quanto il governo è contrario all’applicazione di meccanismi invasivi e senza limiti.
L’intento espresso è infatti quello di contrastare la grande evasione, ma evitando di vessare le persone comuni. I principali soggetti nel mirino devono quindi essere i finti nullatenenti, gli evasori totali, fenomeno inaccettabile, per citare la presidente.
Ecco perché il decreto sul redditometro, opera del viceministro al Mef Maurizio Leo, è stato ufficialmente sospeso.

Redditometro vecchio e nuovo
La Lega ha chiesto il superamento del redditometro, l’istituto per l’accertamento sintetico dello scostamento tra reddito e spesa, che è sempre stato residuale, come ha affermato Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate.
Per ricostruire una breve storia recente del decreto, questo era stato abolito dal governo Conte I: nel tentativo di demolire il sistema anti-evasione di Renzi, l’ex premier aveva lasciato così un vuoto normativo.
Ergo, con il tempo, si è andato a creare un meccanismo di redditometro permanente, senza cioè alcuna limitazione per l’amministrazione.

Il redditometro voluto dal ministro Leo, introduce l’obbligo di doppio contraddittorio. Il contribuente può quindi dimostrare di aver sostenuto le spese con redditi diversi, rispetto a quelli presenti nel periodo d’imposta.
Non solo, il nuovo istituto aumenta le categorie di controllo: Consumi, Investimenti, Risparmio e Spese per trasferimenti. Un universo di analisi molto più ampio.
Dopo la sospensione
Fatto sta che il redditometro, seppur rinnovato, è stato congelato. Ora c’è molta indecisione sul da farsi: mantenere la sospensione, abrogare il decreto (opzione supportata dal ministro degli esteri Antonio Tajani) o modificarlo?
Ma i postumi della sospensione sono stati anche altri: dal Pd è giunta la richiesta di dimissioni sia del ministro Leo che di Giorgetti, in quanto entrambi smentiti dalla premier, circa il redditometro.
Un istituto di questo tipo, considerata la reazione generale, è quindi fuori questione: non ci sarà nessun Grande Fratello fiscale.




