Roma – Genoa 1-0: decide Lukaku
Serve una vittoria per sperare ancora in un posto in Champions League, Atalanta permettendo, e la vittoria arriva, seppur sofferta, con un gran colpo di testa di Lukaku su perfetto cross di El Shaarawy.
La partita è tutta qui, un vantaggio acciuffato in dieci uomini, complice uno sciocco Paredes che si becca l’espulsione per insulti al fiscale Manganiello. L’argentino lascia la Roma in inferiorità numerica con il risultato ancora in pareggio quando i giallorossi stavano spingendo ed erano vicini al vantaggio.
Fin lì una Roma impalpabile, stanca e lenta, fiaccata da un tour de force di 40 giorni fatto di partite ogni tre giorni che non ha lasciato benzina nei serbatoi degli uomini di De Rossi. Un primo tempo tutto fatto di tiri fuori area, tutti fuori bersaglio, se si eccettua un bel cross dalla destra di Lukaku che si libera di un difensore e mette palla al centro dell’area ma Pellegrini manca il tap in, molti sui piedi di Cristante, unico a prendersi la responsabilità di provare a far centro.
Le azioni lente e troppo manovrate dei giallorossi danno modo al Genoa di sistemarsi in difesa in blocco basso – e lo fa molto bene – e pronto a ripartire con Retegui ed Ekuban che danno molto da fare a Llorente, questa sera un po’ distratto.
La ripresa vede sempre Cristante al tiro da fuori con la Roma senza velocità a cercare un giro palla statico quanto infruttuoso che dà modo al Genoa di stringere le maglie. De Rossi, impaziente, cambia Baldanzi per Dybala ed El Shaarawy per uno spento Pellegrini e la partita si accende
La partita si sblocca al 72’, proprio nel momento migliore della Roma, quando il vantaggio era nell’aria. Paredes si becca il cartellino giallo per proteste e, non contento, manda a quel paese Manganiello al quale non resta altro che sfoderare il rosso, che vuol dire espulsione.
Serve vincere, serve il sesto posto per raggiungere l’Europa League e forse di più. La Roma lo sa e al 79’ El Shaarawy pennella dalla destra una palla deliziosa che Lukaku colpisce di testa alla perfezione. Uno a zero, come il risultato finale, che rimane tale anche grazie ad una splendida parata di Svilar su un tiro potentissimo di Malinoskiy nel recupero.
Finisce la stagione della Roma, con grandi rimpianti. Il solito sesto posto, che vuol dire addio Champions League, che, forse, vuol dire addio Lukaku e vuol dire, speriamo, via tanti calciatori che hanno dato poco o niente in questa stagione.
Ci penserà Ghisolfi che arriverà a Roma domani, pronto ad affrontare tre stagioni in giallorosso (è questo il contratto che ha firmato con la società) e a decidere con l’allenatore quale sarà la migliore strategia sul mercato. Mercato che potrà essere più corposo senza il blocco del Transfer Balance, uno dei tanti paletti imposti dalla Uefa con il Fair Play Finanziario.
Ci sperano tutti, addetti ai lavori e tifosi. La squadra, nei suoi 13-14 uomini migliori, ha dato tutto quello che poteva e non è possibile supportare una serie impegnativa di incontri, in campionato come in Europa, senza ricambi validi (Mourinho docet). Dopo la mancata finale in Europa League la squadra si è come sbriciolata, arresa, spenta come rassegnata alla sua attuale posizione.
L’unica certezza di questa stagione, e delle prossime, è il pubblico presente all’Olimpico quei 67.334 tifosi che hanno regalato il loro tributo al mai dimenticato Kevin Strootman in un finale da brividi e commozione.
Tabellino:
Roma – Genoa 1-0
Roma (4-3-3): Svilar, Celik, Llorente, Ndicka, Angelino (81’ Mancini), Cristante, Paredes, Bove, Baldanzi (El Shaarawy), Pellegrini (63’ Dybala – 90+2’ Kristensen), Lukaku (90+2’ Abraham). All.: De Rossi
Genoa (3-5-2): Martinez, Vasquez, De Winter, Vogliacco (81’ Vitinha), Martin, Strootman (67’ Thorsby), Badelj (81’ Malinovskiy), Frendup (90+1’ Ankeye), Spence, Retegui, Ekuban (67’ Gudmundsson). All.: Gilardino
Arbitro: Manganiello di Pinerolo
Marcatori: 79’ Lukaku (R)
Espulsioni: 72’ Paredes (R)




