Sragionamenti sull’anarchia
“L’anarchico è uno che vuol portarsi appresso tutto il suo mondo, costi quel che costi. Nelle sere estive gli capita di pensare, se io che non sono niente di speciale sono capace di vivere senza fare troppi danni, allora possono farlo tutti…”. Così, l’autore del libro Paolo Morelli, descrive e disegna la figura dell’anarchico. Attraverso racconti, idee, esempi e dottrine prese in prestito da grandi intellettuali come Montaigne, Leopardi o Wen Zi, si cerca di delineare un percorso basato sul pensiero anarchico. Dall’individuo alla società, dal singolo al popolo, dagli inizi dell’Ottocento sino ai giorni nostri.
“Non ho bisogno di stare tranquillo!” è la frase, detta da Malatesta Errico, che meglio sintetizza il pensiero che l’autore cerca di snocciolare in questo “saggio”. Già dal titolo, Sragionamenti sull’anarchia, comprendiamo il caos e il disordine dell’idea centrale ed è molto interessante vedere quali strumenti usa l’autore per dominare e controllare questo disordine, ammesso che sia questo l’obiettivo. I Koan, ad esempio, sono domande orientali tradizionali, irrisolvibili razionalmente, ma necessari per tenere viva la mente e ci pongono i fatti che incontriamo ogni giorno. “Ai Koan bisogna rispondere, bisogna accettare la sfida, esporsi nella risposta in prima persona, quindi sarebbe meglio addestrarsi a farlo.”
Una parte significativa, leggendo il testo, oltre che al simpatico e rappresentativo episodio di Ferdinando V di Bulgaria, a cui è dedicato un capitolo per la capacità di sintetizzare alla perfezione il concetto del libro, rimane l’Anarco test. Diverse pagine strutturate come domande a cui seguono tre opzioni di risposta (Però, mi ci fa pensare; Buffone; Non saprei) a seconda di come il lettore ha percepito il quesito o il concetto. Un’idea intelligente per sviluppare dinamiche di conversazione e ottimi spunti di riflessione che vanno oltre la semplice lettura e che, per esperienza personale, sono state capaci di farmi sospendere la lettura per qualche secondo per poter pensare alla risposta da dare.
Un saggio stimolante e interessante per larghi tratti, non scorrevole come un romanzo qualsiasi e che impone al lettore una maggiore attenzione nella comprensione delle parole e dei concetti. Suddiviso in maniera chiara, compreso un finale in cui l’autore decide di attuare una vera e propria sconfessione, il libro tratta un argomento delicato usando diversi escamotage narrativi capaci di intrattenere e “istruire” il lettore su una tematica forte e al tempo stessa delicata.




