“Il Partito Comunista Cinese e lo sviluppo della Cina”, di Zhang Baijia e Chen Shu
Il Partito Comunista Cinese, fin dai suoi albori, ha detenuto un ruolo di fondamentale importanza all’interno dello scenario cinese, un valore che ha condotto e gettato la Cina nelle braccia di uno sviluppo a cui era, forse, destinata. Il contributo di Zhang Baijia e Chen Shu offre una prospettiva a 365° sulla crucialità del Partito Comunista Cinese e su come il cammino della Cina, per accaparrare quella posizione da lei oggi detenuta, è perfino precedente alla nascita del PCC.
Un percorso lungo, una storia che necessitava di essere raccontata e che pone in luce come siano state proprio le sfide, come l’invasione straniera, o l’amministrazione delle varie etnie ad influire sulla vittoria della Rivoluzione cinese portata avanti da Mao Zedong. Un sentiero tortuoso che è stato affrontato a testa alta giungendo, così, nel 1921 alla fondazione del Partito Comunista Cinese, partito che accompagnerà la Cina stessa ad essere una delle protagoniste del quadro internazionale. Il Partito Comunista Cinese e lo sviluppo della Cina, di Anteo edizioni 2023, marca le varie tappe dei “Grandi” che hanno governato la Cina, che hanno introdotto innovazioni e invenzioni, ma che soprattutto, desideravano affermarla come grande potenza. Un ruolo difficile da ottenere, che si è dovuto far spazio nella Guerra civile cinese, nell’occupazione giapponese e in uno scenario economico-agricolo totalmente arretrato.

Con la fondazione della Repubblica Popolare Cinese, nel 1949, si evince la preponderanza del PCC per la risoluzione delle differenti problematiche, una rilevanza dovuta non solo alla posizione da questo occupata, quanto alla dedizione e devozione che il popolo cinese gli riserba. Risulta facile comprendere come vi sia una collaborazione costante tra il Governo e la popolazione, una cooperazione che può essere considerata l’arma segreta dei successi della Nazione, tenendo in considerazione le mobilitazioni e la partecipazione attiva di tutto il Paese che ha visto i frutti del proprio operato, che è riuscita a cambiare il destino della Nazione, realizzando il sogno di indipendenza e liberazione. Una prima fase di evoluzione, il grande balzo in avanti e la redazione di piani quinquennali per condurre il Paese verso un orizzonte colmo di sviluppo, in cui prosperità e crescita economica sono le chiavi, gli obiettivi, per la realizzazione di una nuova Cina.
Un’ampia parte, a cui dedicare un occhio più attento, concerne la fase successiva al Grande balzo, ovvero quella dal 1978. Il Partito Comunista Cinese ha introdotto un nuovo progetto, con gli ideali predisposti da un nuovo leader, Deng Xiaoping. La Cina, fino a quel momento, aveva sempre chiuso le porte agli interlocutori internazionali e, inoltre, non accettava l’economia di mercato, vista come un peccato, come la figlia del capitalismo. Una visione che vedrà dei cambiamenti, l’inserimento di nuove prospettive e l’accettazione di un’apertura dei commerci a livello internazionale. Quello di Deng Xiaoping fu un operato di grande rilevanza, un contributo che ha permesso al Paese di incrementare il PIL e inserirsi in un contesto salariale congruo. È da qui che il Grande balzo in avanti ha avuto i suoi risultati, è così che la Cina è giunta ad essere la seconda economia mondiale. Una fase da non sottovalutare e a cui Zhang Baijia e Chen Shu hanno dedicato un ampio margine, comprendendone il valore e conducendoci in un quadro ove si percepisce l’evoluzione, il miglioramento, lo sviluppo.
Il processo non si arresta con l’aumento del PIL, o con il miglioramento del tenore di vita; la Cina deve andare avanti, il PCC deve continuare ad operare e a presentare piani che possano condurla verso uno sviluppo più ampio, in prospettiva di un orizzonte dove la forza, l’economia e l’affermazione internazionale siano finanziate esclusivamente dall’interno: una Nazione inserita nel contesto mondiale, ma priva di alleanze, la Cina non vuole omologarsi o mischiarsi alla massa, vuole raggiungere il traguardo in una totale autonomia. Si tratta di un desiderio, del sogno cinese che vede ogni giorno un piccolo passo in meno da compiere verso l’obiettivo ultimo, soprattutto grazie alle azioni del Partito che, non vengono compiute solamente per porre delle riforme negli ambiti economici e finanziari, piuttosto il rinnovamento deve essere anche politico. Un rafforzamento e un progresso che vogliono essere incisivi per i miglioramenti della Nazione, ma soprattutto che mirano a intrattenere, sempre, degli stretti legami con il popolo.
In passato la Cina si è occupata di amministrare le varie etnie, di sancire la superiorità della legge e della Costituzione su ogni tipo di azione o scelta, ed ha predisposto un intervento perfino nell’ambito religioso riconoscendo il principio di libertà, piuttosto oggi si muove in un nuovo scenario, costernato da guerre asimmetriche che, però, non devono essere fronteggiate con la resistenza passiva, ma con la forza, un vigore che la Nazione ha raggiunto e che oggi sfrutta per riuscire ad ottenere il primato all’interno di un nuovo quadro conflittuale, quello informatico.
Un nuovo passo, una nuova era dove il socialismo con caratteristiche cinesi viene portato avanti, dal 2012, dal leader odierno Xi Jinping. Le azioni del Presidente della RPC marcano come il PCC abbia operato per la realizzazione di una società moderatamente prospera, mirando ad una riunificazione del Paese, non abbandonando mai il sogno di una Cina unica, piuttosto che il desiderio cinese di ringiovanimento nazionale. Due fasi per costruire ulteriormente sulle fondamenta della società, due tappe per ammirare la realizzazione della modernizzazione socialista, che dovrebbero vedere la luce dal tunnel entro la metà del XXI secolo.
Anteo Edizioni offre la narrazione di Zhang Baijia e Chen Shu sul Partito Comunista Cinese e lo sviluppo della Cina, offrendo un’immersione in un quadro che conduce dagli albori della storia ad oggi, da un Paese diviso e feudale ad uno forte governato da un Partito idolatrato e amato dal popolo, l’artefice del destino cinese, che ancora non ha raggiunto, però, quel sogno di una Cina unita e unica.




