L’Iran come storia del mondo nel manuale di Cereti
Parlare di Iran è come parlare della storia del mondo. O meglio, focalizzarsi su una parte di mondo, che però comprende un po’ tutto il globo. La storia dell’Iran è millenaria, la meravigliosa Persia, quella tanto sognata da Alessandro Magno, quella della dinastia seleucide greco-macedone, quella – solo dopo il 633 – degli arabi musulmani e, più tardi, dell’affermazione safavide. Parlare approfonditamente di Iran significa anche porre questo Stato come paradigma di complessità geo-politica e il lavoro di Cereti per Brioschi Editore ha questa aspirazione e intenzione. Inquadrare un pezzettino di quella storia, in questo caso squisitamente contemporanea, di quell’Iran di cui tanto si è parlato negli ultimi mesi in merito alle rivolte di Teheran e dintorni, per successivamente focalizzarsi sui punti comuni e di rottura. Inquadrare la struttura della Repubblica Islamica (e questa seconda parola ha un portato, come sappiamo, non indifferente) d’Iran, le sue dinamiche interne, ragionare attorno alla propria storia per poi comprendere, in maniera più allargata, il suo ruolo nel sistema dello scacchiere internazionale.
Notevole il ragionamento che si compie attorno all’universo sciita, una coscienza collettiva radicata nel Paese (essendo religione ufficiale di Stato), una potenza identitaria non di poco conto, con un forte potere aggregante. Alla base dell’identità di ciascuno sciita ci sono esperienze storiche perlopiù problematiche, basate su un innato sentimento di giustizia (o, dipende dai punti di vista, ingiustizia) frutto di complesse vicende storiche che hanno portato alla nascita della variante duodecimana (la più diffusa in Iran) che cerca di creare e gestire una società islamica quanto più giusta possibile al fine di preparare le condizioni per il ritorno dell’Imam Atteso.
Se il capitolo in merito al legame triangolare con Israele e Libano è, per forza di cose, uno dei più attuali, non di meno l’interesse è vivido per il quadrante settentrionale, tra Asia centrale e Via della Seta. L’Iran è una zona di stasi e passaggio allo stesso modo, in cui la regionalizzazione della politica estera l’ha fatta a lungo da padrone, per poi aprirsi soltanto nell’ultimo periodo con la Cina, vero partner commerciale per il futuro.
Il lavoro curato da Cereti è completo, frutto anche dei suoi saldi legami come consigliere culturale presso l’Ambasciata d’Italia a Teheran dal 2009 al 2017 e fa sempre piacere trovare all’interno di quello che si potrebbe porre come manuale per comprendere al meglio l’Iran contemporaneo anche delle curiosità circa l’analisi stilistica della letteratura persiana contemporanea, scoprire che sia terra di cose improbabili e surreali come la storia dell’arrivo del cinema in terra persiana (non vi spoileriamo nulla dello splendido capitolo undici), per poi chiudere degnamente analizzando l’urbanistica e l’architettura di Teheran post rivoluzione, che oggi conta quindici milioni di abitanti. Una terra complessa, stratificata, varia, caotica




