Tra sfide e successi: cosa aspettarsi dal 2024 in India
Il 22 gennaio 2024 passerà alla storia come il giorno in cui la borsa indiana ha superato quella di Hong Kong.
Nella costante competizione con la Cina, l’India si è proposta come una valida alternativa per gli investitori.
Favorevole al risultato raggiunto dalla borsa del paese più popoloso al mondo è, senza girarci troppo intorno, il complesso di difficoltà economiche riguardanti lo sviluppo dei listini della borsa cinese.
Favorevole, ma non determinante. Perché le prospettive di crescita stimate dagli economisti e le politiche economiche messe in campo restano il fattore chiave dietro questo importante risultato.
Il 2024 sarà un anno di consolidamento dei risultati raggiunti nel 2023: sono queste le previsioni degli esperti. Previsioni con cifre e trend ben superiori rispetto alla media delle previsioni per la Cina e per le altre economie emergenti.
Il Fondo Monetario Internazionale stima che da aprile 2024 a maggio 2025, il PIL dell’India crescerà del 6,3%. Di pochi punti percentuali in meno sono le previsioni del tasso di crescita dell’OCSE, che stima un PIL in crescita al 6%.
La sfida principale sarà quella di dover fare i conti con un vicinato che strizza l’occhio a Pechino: la democrazia cinese ha istaurato importanti relazioni con Pakistan, Nepal, Bangladesh, Sri Lanka, Myanmar e Afghanistan.
Verso le elezioni
In primavera circa 900 milioni di persone voteranno per il futuro dell’India. Per molti si tratterà di una mera formalità, poiché il Primo ministro – in carica dal 2014, con il suo partito nazionalista Indù e forte di ben tre mandati – è in testa a tutti i sondaggi. Fortemente in contrasto con il suo oppositore Rahul Gandhi che, invece, ha un’idea politica laica e multiconfessionale.
Narendra Modi, recentemente, è stato protagonista di un controverso episodio avvenuto nella città settentrionale di Ayodhya. Lo stesso giorno in cui la borsa di New Dehli superava quella di Hong Kong, il Primo ministro indiano inaugurava un tempio costruito sulle rovine di una storica moschea musulmana insieme a devoti provenienti da tutta l’India.
Dai tempi della sua elezione, numerosi analisti temono il susseguirsi di episodi violenti a discapito della minoranza musulmana in India. Nel 2002, Modi venne accusato di non aver fermato quello che passò alla cronaca come il “Massacro di Godhra, durante il suo governo nel Gujarat.
A Godhra, dopo la morte di 59 pellegrini indù in un incendio su un treno, più di mille musulmani furono uccisi e altrettanti furono costretti a fuggire a causa delle efferate violenze scoppiate.
Tuttavia, questo non ha fermato l’ascesa politica dell’ex governatore del Gujarat: è stato più forte il desiderio degli indiani di estendere al resto del paese il “modello Gujarat”, storia di successo e investimenti. Lo stato del Gujarat è stato definito dall’Economist come la locomotiva industriale dell’India.
L’operazione “Make in India”, implementata da Modi nel 2014, ha costituito un invito a imprenditori e aziende estere a investire e stabilire le proprie manifatture e poli tecnologici in India.
L’ambizione di rendere l’India in un polo tecnologico e l’attrazione di investimenti internazionali nel settore IT stanno sicuramente dando i loro frutti.
Il nazionalismo indù come freno all’attrazione degli investimenti esteri
Modi, insieme al partito Bjp (Bharatiya Janata Party), punta all’implementazione di un’agenza nazionalistica Indù. Nonostante l’innegabile successo derivante degli incentivi fiscali, del “Make in India”, dal grande capitale umano e delle politiche di attrazione di investimenti esteri, la democrazia indiana sta vacillando. E a pagarne le conseguenze sono le minoranze.
Il nazionalismo indù promosso da Modi, in grande contrasto con la Costituzione indiana del 1950, solleva dubbi da parte degli esperti sull’attrazione degli investimenti esteri e mette in discussione la stabilità della democrazia indiana.
L’India è chiamata ad affrontare una duplice sfida: mantenere il trend economico positivo e bilanciare il nazionalismo indù. Il corso degli eventi futuri dipenderà dalla capacità del paese di gestire con successo questi complessi equilibri di cristallo.
Le prossime lezioni contribuiranno a fornire un quadro più limpido della visione della maggioranza degli indiani.




