Addio a Milan Kundera, autore de L’insostenibile leggerezza dell’essere
Ci sono alcuni scrittori che conosciamo bene anche se non abbiamo mai letto nulla di loro, alcuni romanzi che sentiamo nostri anche se non abbiamo mai sfogliato una loro pagina. Ci appartengono perché in qualche modo sono entrati a far parte della nostra vita. Crediamo di non sbagliare affermando che la maggior parte dei nostri lettori ha già sentito parlare de L’insostenibile leggerezza dell’essere, capolavoro di Milan Kundera.

La notizia della sua scomparsa, avvenuta proprio oggi, è stata accompagnata da una vena di tristezza e di malinconia molto sentita e subito il ricordo è andato ai momenti trascorsi nella lettura delle sue parole. Vogliamo onorare il ricordo dello scrittore cecoslovacco, poi naturalizzato francese, prendendo spunto da un’altra grande penna, quella di Javier Marias. In un racconto di Tutti i fuochi, un fuoco una coppia di giovani legge un romanzo mentre si trova su un treno, ogni volta che la pagina è stata letta, viene strappata e lanciata fuori dal finestrino, abbandonata al caotico turbinio del vento.
Faremo così anche noi, qualche riga sparsa de L’insostenibile leggerezza dell’essere, tra uno spaccato di vita e l’altro di uno dei più importanti scrittori europei del Novecento.

L’amore non si manifesta col desiderio di fare l’amore (desiderio che si applica a una quantità infinita di donne) ma col desiderio di dormire insieme (desiderio che si applica ad un’unica donna).
Studioso di letteratura e musica, vive a Praga nell’immediato secondo dopoguerra, si avvicina al Partito Comunista ma, prima allontanato, viene infine espulso poiché sostenitore della Primavera di Praga. In quegli anni, l’Unione Sovietica occupò il paese con in carrarmati in seguito alle rivolte.

Chi tende continuamente “verso l’alto” deve aspettarsi prima o poi d’essere colto dalla vertigine. Che cos’è la vertigine? Paura di cadere? Ma allora perché ci prende la vertigine anche su un belvedere fornito di una sicura ringhiera? La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura.
Dissidente politico, è costretto a lasciare Praga e si rifugia a Parigi dove trascorrerà il resto della sua vita. Qui, in questa patria d’elezione, scriverà e pubblicherà il suo capolavoro: L’insoutenable légèreté de l’être, e si, ammettiamo che il titolo francese dona qualcosa di ancor più etereo. Tuttavia, non bisogna lasciarsi ingannare, il romanzo, ambientato proprio a Praga, in un arco di tempo che racchiude anche gli eventi della primavera del ’68, è ben più densa di filosofia di quanto si possa immaginare.
L’idea dell’eterno ritorno è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi nell’imbarazzo: pensare che un giorno ogni cosa si ripeterà così come l’abbiamo già vissuta, e che anche questa ripetizione debba ripetersi all’infinito! Che significato ha questo folle mito?

L’idea di amore passionale viene affrontata in ogni sua sfaccettatura, l’aspetto erotico e perverso, l’attaccamento malsano verso l’altro, le pulsioni irrefrenabili, l’incomunicabilità, il farsi male e il proteggersi reciprocamente. Leggere Kundera da adolescenti può davvero turbare o educare profondamente.
Qualsiasi studente nell’ora di fisica può provare con esperimenti l’esattezza di un’ipotesi scientifica. L’uomo, invece, vivendo una sola vita, non ha alcuna possibilità di verificare un’ipotesi mediante un esperimento, e perciò non saprà mai se avesse dovuto o no dare ascolto al proprio sentimento.
Kundera non accettò mai l’esilio e non permise per decenni che la sua opera venisse tradotta in ceco, solo nel 2006, su pressioni dell’editore Atlantis, il romanzo venne pubblicato nell’attuale Repubblica Ceca.
Nel 1988, Philip Kaufman ne realizzerà una trasposizione cinematografica con un cast notevole, tra gli attori: Daniel Day-Lewis, Lena Olin e un’incantevole Juliette Binoche.

La nostra vita quotidiana è bombardata da coincidenze o, per meglio dire, da incontri fortuiti tra le persone e gli avvenimenti chiamati coincidenze. […]. L’uomo spinto dal senso della bellezza, trasforma un avvenimento casuale in un motivo che va poi a iscriversi nella composizione della sua vita.
Le vite di Tomáš, Sabina, Tereza e Franz si intrecciano in un turbinio di passioni e di non-detti che non può non affascinare. A distanza di anni, leggere queste pagine emoziona ancora una volta, ma questo, in fondo, è il vero potere di un grande romanzo, restare eterno.




