Bombardamenti in Libano: la risposta israeliana contro Hamas
Sono iniziati alle 3:30 (ora italiana) i bombardamenti israeliani in risposta ai 34 razzi lanciati ieri dal Libano. Come è abitudine in questo periodo (l’inizio della Pesach ebraica, il bel mezzo del Ramadan), i rapporti tra Israele e Palestina si incrinano.
I nuovi bombardamenti in Libano e a Gaza
Dopo quella che è stata chiamata “la più grande raffica dal 2006”, Israele ha attaccato in primis la regione di Tiro, nel Sud del Libano, dove sono stati colpiti 3 obiettivi di Hamas.
Il secondo turno è toccato alla Striscia di Gaza, dove sono stati colpiti più di 10 siti di Hamas, a cui vanno aggiunti vari tunnel e postazioni, secondo quanto afferma l’aviazione.

Nella riunione dei vertici israeliani di ieri sera, Netanyahu lo aveva preannunciato: “Colpiremo i nostri nemici e pagheranno un prezzo per ogni loro azione”.
Altrettanto minacciose sono state le parole del Ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant, dopo l’ordine di “preparare tutte le opzioni di risposta”.
In tutto ciò, “Libano e Israele non vogliono una guerra”, assicura paradossalmente l’Unifil (Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite).

Irruzioni nella Spianata delle Moschee
La situazione stava degenerando già ieri, e non solo per la raffica dei 34 razzi libanesi, di cui 25 intercettati da Israele.
Ad aumentare la tensione ha contribuito anche l’episodio presso la Spianata delle Moschee, a Gerusalemme, nella moschea di Al-Aqsa.
Quest’ultima è uno dei più importanti luoghi di culto per l’Islam, il terzo per importanza, dove ieri la polizia israeliana ha fatto irruzione, la seconda in questi giorni.
Gli effetti sono stati duri: arresti, sparatorie e persino l’omicidio di un medico che stava opponendo resistenza.

Il bisogno di una de-escalation
Gli eventi degli ultimi giorni sono stati condannati da Antonio Guterres, Segretario Generale dell’ONU, che ha richiesto massima moderazione da entrambe le parti.
Per quanto riguarda l’Italia, il Ministro della Difesa Crosetto, giunto in Libano, ha incontrato Joseph Aoun, comandante delle Forze Armate libanesi.
Dopo aver ribadito quanto queste siano fondamentali per la stabilità e sicurezza dell’intero Mediterraneo, ha affermato che l’Italia continuerà a fornire il proprio appoggio all’Unifil.
L’intento generale, comune anche alla Casa Bianca è di mantenere la temperatura del conflitto più bassa possibile ed evitare altre escalation.




