I 5 locali storici di musica dal vivo che hanno fatto storia
Non (necessariamente) i migliori, né quelli in cui ci sia un’acustica da capogiro: ecco la lista dei cinque locali che, secondo noi, hanno fatto la storia della musica dal vivo.

Cavern Club – Liverpool
Situato al numero 10 di Mathew Street si ricorda poiché è stato uno dei luoghi propulsivi della scena Merseybeat della città, e per aver ospitato svariate esibizioni di gruppi beat inglesi. Fu inaugurato il 16 gennaio 1957 da Alan Sytner, il quale si ispirò ai locali dei quartieri parigini dove si suonava prevalentemente il jazz. Volle imitare la tendenza dei club come “Le Caveau” che erano dei veri e propri scantinati sotterranei a forma di cantine. Quando Sytner ritornò a Liverpool trovò un luogo adatto alle sue intenzioni, un ex rifugio bellico. Ad ogni modo, la celebrità su scala mondiale arrivò durante i primi anni sessanta grazie alle esibizioni dei Beatles (ben 292) effettuate nei primi anni ’60. I Beatles misero piede, per la prima volta, nel locale il 21 febbraio 1961, al loro ritorno da Amburgo dove suonarono in lunghe e faticose esibizioni, della durata complessiva di otto ore a notte.
Nel 1973 fu demolito per poi essere ricostruito nel 1984, in una vera e propria riproduzione del vecchio locale, con addirittura gli stessi mattoni.

Le Zénith – Parigi
Oggi chiamato anche La Villette, Le Zénith, nel cuore della Parigi borghese, è uno dei locali da vedere almeno una volta nella vita e a cui assistere ad un concerto all’interno. È uno dei più grandi auditorium della capitale francese, con più di seimila posti tra sedute e parterre in piedi. Iconico il concerto dei Muse nel 2001, che diede lo slancio definitivo alla band di Teignmouth per sfondare in tutta Europa. Ad oggi Le Zénith ospita almeno cinque concerti a settimana, con le band di tutto il mondo (soprattutto del genere indie-alternative).

Blue Note – New York
Situato a Greenwich Village, nel cuore di Lower Manhattan, il Blue Note è uno dei più importanti jazz club di New York. Il club è stato inaugurato il 30 settembre 1981 dal proprietario e fondatore Danny Bensusan, con il Nat Adderley Quintet come protagonista della serata. Il programma del club prevede spettacoli ogni sera alle 20.00 e alle 22.30 e un brunch jazz domenicale con esibizioni alle 12.30 e alle 14.30. Il locale ha anche avviato una serie bisettimanale di Late Night Groove che offre agli artisti emergenti di New York di jazz, soul, hip-hop, R&B e funk l’opportunità di mostrare il proprio talento il sabato e la domenica mattina alle 12:30.
Per quanto è divenuto rinomato nel corso del tempo, il Blue Note ha aperto anche una propria casa discografica indipendente, la Half Note, che comprende musicisti del calibro di James Carter, Elvin Jones e Odean Pope, iconico sassofonista di Philadelphia.

Flex – Vienna
Torniamo al di qua dell’oceano e soffermiamoci sul Flex di Vienna, uno dei locali più importanti di tutta Europa. Fondato nel 1990, nel 1995 si trasferì in una galleria dismessa della metropolitana lungo il canale del Danubio. Da allora il Flex non ha mai smesso di offrire il miglior sound della città. Se all’inizio era predominante l’orientamento rock, oggi si dà maggiore spazio a techno e dub. Ora il Flex è un club molto apprezzato per la giovane scena drum’n’bass, in cui la sofisticata tecnica di amplificazione non ha eguali in Europa.

Circolo degli Artisti – Roma
Fu un locale di Roma. Uno dei più belli, iconici, rimasti nel cuore di tutti gli abitanti della Capitale. Il Circolo degli Artisti venne fondato nel 1989 da Romano Cruciani ed era inizialmente situato negli edifici dimessi della Centrale del Latte. Successivamente, la sede venne spostata in via Casilina Vecchia e lì inizio la sua ascesa: il locale ebbe grande fortuna, soprattutto fra i giovani, ospitando concerti di musica rock e alternativa, nonché presentazioni di libri e altri eventi culturali. Il primo concerto degli alt-J in Italia fu proprio lì, ma anche alcuni dei primi gruppi “indie” (quelli veri) sono nati lì: il Circolo degli Artisti era una fucina di talenti continui. Addirittura con il brano Le coppie per “Soluzioni Semplici”, I Cani (Niccolò Contessa) esordì lanciando la web tv del Circolo Degli Artisti.
A metà degli anni ’10, alcuni dipendenti del Circolo, fra cui lo stesso Cruciani, furono in seguito accusati di aver occupato abusivamente il locale di proprietà del Campidoglio per oltre tre lustri e di aver sotterrato dei materiali pericolosi come l’amianto in un’area interna del club. La controversia portò alla chiusura del Circolo degli Artisti nel 2015.
Da quel giorno, purtroppo, è un polo multifunzione in dimissione e completo abbandono.





