Hunter Biden, una vita di luci e ombre
Non è la prima volta che il nome di Hunter Biden, secondogenito del Presidente degli Stati Uniti, salta alle luci della cronaca a causa di diversi sospetti mossi nei confronti della sua persona per azioni poco chiare. Negli anni, spesso, sono stati gli stessi avversari politici di suo padre ad utilizzarlo come pretesto per attaccare Joe Biden di corruzione e di aver sfruttato la forte posizione politica per fare i propri interessi.
E anche in queste settimane, dove il conflitto fra Russi a e Ucraina sta spronando la politica mondiale ad alzare la voce anche in maniera dura – e sicuramente in questo il presidente degli Stati Uniti non ha fatto mancare le proprie parole – nuove accuse, non totalmente chiare e verificate, sono state mosse nei confronti di Hunter, probabilmente anche con l’obiettivo di minare la credibilità del suo paese.
Le accuse
Nelle scorse settimane durante una conferenza stampa, il ministro della Difesa russo Peskov ha dichiarato che Hunter Biden potrebbe essere coinvolto nella gestione di laboratori per lo sviluppo di armi biologiche in Ucraina. Il capo delle Forse di protezione chimica e biologica Igor Kirillov avrebbe dimostrato, tramite alcuni documenti in suo possesso, che il fondo d’investimenti Rosemont Seneca Partners – di cui Hunter è uno dei fondatori –avrebbe sponsorizzato un programma, sostenuto anche dal Pentagono e altre agenzie americane, per lo sviluppo di queste.
Ma i russi non sarebbero gli unici ad avere in mano queste prove. Infatti, negli scorsi giorni, si sono susseguiti diverse notizie, e per capirle meglio bisogna fare un piccolo excursus nella vita di Hunter, tornando al 2014 quando senza particolari conoscenze ed esperienze nel mondo energetico e dell’Ucraina, entrò a far parte del consiglio di amministrazione della Burisma Holding Ltd. L’azienda privata cipriota operava per lo più in Ucraina possedendo azioni di un buon numero di altre imprese attive in questo settore. Hunter, nonostante il suo scarso sapere in materia, venne scelto in quel ruolo perché in passato, come avvocato, aveva svolto delle consulenze legali per Burisma, ma soprattutto perché la holding, con la sua persona, sperava di acquistare un’aria più europea e occidentale, distaccandosi così dall’area russa. Inoltre, il capo di Burisma, poco prima dell’arrivo di Hunter, venne accusato dalle autorità britanniche di riciclaggio di denaro.
Fondamentale ricordare che questi fatti accaddero nello stesso periodo in cui Joe Biden, come vicepresidente degli Stati Uniti, era molto attivo in Ucraina che stava cercando di far entrare nella Nato.
Ma perché questo piccolo excursus? Venendo a oggi, le prove e i documenti presentati dalle autorità russe, ma pubblicate anche dal New York Post e dal Daily Mail, trovate in un computer che lo stesso Hunter avrebbe abbandonato nel 2019 in un centro di riparazioni nel Delaware, attesterebbero che Hunter avrebbe cercato di far guadagnare diversi milioni di dollari a Metabiota, azienda californiana specializzata nella ricerca di malattie che causano pandemie utilizzabili come vere e proprie armi, anche tramite investimenti con il suo fondo Rosemont Seneca Partners, e che in seguito sarebbe stato l’artefice dei contatti fra Metabiota e Burisma, di cui era parte. Le email ritrovate parlarebbero esplicitamente dell’idea un “progetto scientifico relativo a biolaboratori” in Ucraina.
Luci e ombre
I rapporti e gli affari di Joe e Hunter Biden in Ucraina furono anche oggetto, nel 2019, del primo impeachment mosso nei confronti di Donald Trump che aveva accusato Joe Biden di aver chiesto il licenziamento di un procuratore ucraino che stava indagando sul figlio Hunter, nel consiglio d’amministrazione della holding Burisma fino allo stesso anno. Ma l’accusa fu rigettata dal momento che non erano presenti indagini aperte.
Certamente la vita di luci e ombre di Hunter Biden, che in passato venne congedato dai riservisti della Marina perché trovato positivo ad un test antidroga e che, anche nel 2020 è stato indagato per alcuni affari fiscali e per il mancato pagamento di alcune tasse assieme all’ex moglie, lo rendono un bersaglio comodo per i detrattori di Biden sia in casa che nel resto del mondo.




