Louis-Ferdinand Céline: narratore e scienziato del virus del negazionismo
Credete davvero che il negazionismo sia nato soltanto l’anno scorso? Per nostra sfortuna no, perché quella del negazionismo non è soltanto una storia recente, ma anzi è una storia che ha radici più profonde indagate non solo da sociologi o storici, ma anche da letterati. Per esempio, è stato Louis-Ferdinand Céline a raccontare la storia di un medico austriaco che ha lottato, fino alla pazzia, per dimostrare ai suoi colleghi che la morte di centinaia e centinaia di partorienti, causata dalla febbre puerperale, si sarebbe potuta evitare con un semplice lavaggio delle mani.
Céline: il medico e lo scrittore
Louis-Ferdinand Auguste Destouches (1894-1961), saggista e scrittore, autore di capolavori come Viaggio al termine della notte (1932) e Morte a credito (1936), è stato anche un medico che, attraverso la sua magistrale narrazione, ha dato vita nel 1924 ad una tesi di laurea divenuta uno dei racconti più illuminanti della letteratura francese del Novecento, Il dottor Semmelweis.
Nato a Courbevoie, all’età di 13 anni si trasferisce prima in Germania e poi in Inghilterra per imparare le lingue; è da sua nonna materna Céline Gouillu che il Nostro assumerà lo pseudonimo con cui oggi è noto.
Ma trascorsero diversi anni prima che Céline giunse alla scrittura; dopo aver lavorato come commesso gioielliere, decide di arruolarsi nei corazzieri inconsapevole del fatto che soltanto due anni dopo un evento avrebbe cambiato la storia mondiale e la sua storia personale. È il 1914, la Grande Guerra colpisce la mente e il corpo di Céline: una ferita lo riporta a casa.
Iniziano così gli studi di medicina di Louis-Ferdinand Céline, terminati, come già anticipato, nel 1924, anno in cui inizia a lavorare nella sezione di igiene della Società delle Nazioni e proprio l’igiene diventerà per lui un’ossessione, una metafora del suo voler vedere tutto in profondità senza trascurare nulla. D’altro canto, la medicina era stata proprio questo per Céline, uno strumento di verità che permettesse di sapere tutto quello che di un essere umano si possa sapere. Eppure, è proprio di disumanità che verrà accusato: il Céline disperato per la desolazione che l’umanità ha manifestato attraverso la materialità, è lo stesso Céline antisemita, razzista e omofobo.

Il dottor Semmelweis
Tra le scoperte scientifiche più rilevanti del primo Novecento, è da considerare sicuramente quella attribuibile al medico ungherese Ignác Semmelweis: a Vienna, nel 1846 aveva scoperto la causa della febbre puerperale. Gli studenti, infatti, dopo aver praticato la dissezione dei cadaveri, facevano partorire le donne senza prima essersi lavati le mani, provocando così la trasmissione di batteri evidentemente letali.
“Idratare e detergere le mani”, suggeriva Semmelweis, “in quello sta la soluzione”. Purtroppo, la sua scoperta era ancora troppo fresca per essere presa in considerazione e troppo innovativa per essere accettata e riconosciuta da tutti, specialmente dai suoi superiori. Con l’introduzione della disinfezione delle mani grazie a Semmelweis, i decessi diminuirono notevolmente, ma il suo destino, per ironia della sorte, lo condusse ad una morte dovuta ad un’infezione contratta mentre un giorno, in preda ad un delirio, facendo a brandelli un cadavere, si ferì accidentalmente.
«Rarissimo è colui che, trovandosi in mezzo a tanta ossessiva atmosfera definita dai più Fatalità, osa e trova in sé la forza necessaria per contrastare il Destino comune che travolge».
Anche oggi basterebbe il lavaggio delle mani per evitare il peggio, ma finché ogni realtà verrà negata, il delirio céliniano di Semmelweis troverà sempre una sua giustificazione.
A cura di Fabiana Notargiacomo




