L’ECCELLENZA E IL PROTOCOLLO
L’osservazione attenta dei gesti del maestro, i tentativi dapprima maldestri e via via più precisi di ripeterli, il calcolo esatto dei tempi di ogni fase del processo di lavorazione.
Tutto questo significa anche capacità di accettare l’errore, di correggerlo, di passare attraverso la frustrazione dell’insuccesso, di sforzarsi al massimo delle proprie capacità per superare la difficoltà.
L’apprendistato non soltanto è indispensabile per imparare un mestiere, forgia il carattere.
Nessuno diventa veramente bravo nel suo lavoro se non è passato attraverso questo percorso.
Durante l’apprendistato i segreti di un’arte vengono trasmessi dal maestro, il dominus, a colui che impara. Si tratta di una ricchezza inestimabile, che consentirà al nuovo artigiano che si sta formando di eccellere nella sua arte.
Ecco perché un tempo, al dominus, veniva tributato grande rispetto e la sua figura veniva trattata con timore reverenziale. L’apprendistato inoltre non era retribuito, il travaso del sapere costituiva il compenso per colui che apprendeva e che al suo dominus sarebbe stato per sempre grato.
Chi può aggiungere alle conoscenze acquisite lo scintillio della propria personalità conquista la vetta dell’eccellenza e diventa un esempio da seguire.
Le arti italiane hanno bisogno di nuove eccellenze che se ne rendano interpreti, affinché non vada perso ciò che ci rende unici al mondo.




