Genitori onesti, manuale per l’uso scritto e diretto da Valeria Fioretta

Genitori onesti, manuale per l’uso scritto e diretto da Valeria Fioretta
Genitori onesti, un manuale scritto e diretto da Valeria Fioretta

Essere genitori nel 2020: è davvero un’impresa così impossibile? Non secondo la scrittrice e mamma Valeria Fioretta, la quale conduce una prima stagione di podcast dedicati alla genitorialità dal titolo “Genitori onesti”, approdato da poco sulla piattaforma di audio streaming Storytel.

Genitori onesti

Quanto si è narrato di questa tematica? Quanti libri e film e serie TV? Ma anche documentari, programmi in TV: insomma, se una qualsiasi coppia che si trova ad affrontare questo cambiamento nella propria vita volesse anche solo provare ad informarsi per vie traverse, non avrebbe che l’imbarazzo della scelta.

A volte però quello che viene rappresentato della genitorialità attraverso un racconto romanzato (che sia in un film o in un libro) spesso non riflette davvero la realtà di un fatto così grande e così variopinto.

Certamente, ci si può rivolgere alle mille figure professionali che oggi si specializzano nell’ambito infanzia, bambini, neonati, gravidanza, allattamento, svezzamento e tutto quello che deriva poi nella successiva fase della crescita non soltanto del bambino, ma anche e soprattutto dei genitori.

Valeria Fioretta è prima di tutto una donna e vive a Torino; nel suo curriculum vitae figurano un lavoro a tempo pieno, la creazione e manutenzione di un blog divertente e pieno di contenuti ricchi per l’anima (lo potete trovare qui: https://gynepraio.it/) e una famiglia, in cui figurano un papà e un bimbo pieno di ricci.

In aggiunta a ciò, ha pubblicato un libro “Se tu lo vuoi” e ad oggi si ritrova anche ad aver prodotto un podcast composto da sei puntate, arrivato su Storytel da qualche settimana.

Nessuna falsa promessa, solo realtà

Ogni puntata di questa prima stagione è dedicata a ciascuno di quei momenti che vanno ad arricchire una coppia che decida di diventare un 2+1, ma allo stesso tempo è rivolta anche a coloro che non sentono e magari non sentiranno mai il desiderio di allargare il proprio nucleo familiare e anche a chi ci si ritrova già dentro a questa nuova realtà e magari non sa più nemmeno da che parte è girato.

Perché come ci fa capire anche Valeria, la verità più pura e semplice è davvero questa: quella meravigliosa frase che io non so più quante volte ho ascoltato.

Un figlio ti cambia la vita.

Frase d’impatto, certo: ma cosa vuol dire concretamente? Come si quantifica e qualifica questo cambiamento?

Attraverso alcune interviste fatte a ostetriche, medici, ma anche amiche e amici, Valeria cerca di dare non una risposta univoca a questa domanda, bensì un’interpretazione che possa in un qualche modo essere ascoltata e compresa da qualsiasi persona.

L’ironia, questa sconosciuta

Una delle cose più particolari che si sente ascoltando queste 6 puntate è indubbiamente il sorriso e la conseguente risata spontanea che scatena in tutti gli ascoltatori: Valeria riesce a mettere già nei titoli delle puntate quella sottile ironia che sa di realtà (che caratterizza anche il suo blog e che sia sempre benedetta!) e che fa veramente sorridere anche il cuore.

Fin dagli albori della gravidanza, quando la donna si trasforma in quel mostro dominato dagli ormoni, con quella pancia che cresce a dismisura e che sembra affascinare come anche spaventare le persone che le girano intorno.

Poi arriva il parto e la puntata presenta il seguente titolo: “due spinte e vedrai che esce”. A me già ha fatto sorridere, ma nel racconto non solo del suo parto, ma anche di quelli di altre donne che intervista, vengono fuori alcuni avvenimenti comuni, come allo stesso tempo si capisce che il travaglio e il momento stesso della nascita siano due avvenimenti che ogni donna vive e fa propri, senza poter essere paragonati a quelli di un’altra.

Altro importante messaggio: il film “Nine Months” non ci ha insegnato un bel tubo di niente, ma forse ci ha solo spaventato per tutte quelle urla e gli svenimenti dei papà in sala parto. Però gli si perdona anche questo, ma solo per la presenza di un giovanissimo Hugh Grant.

Altri momenti si susseguono dopo la nascita, che per chi ancora figli non ne ha spesso vengono dipinti come magnifiche altalene di notti insonni e gioie inattese quando il piccolo mostra il suo primo sorriso, ancora quel meraviglioso momento in cui si spalma il sugo della pasta fino dentro le orecchie, come quando ti regala il suo primo disegno.

Nessuno può scrivere e incidere sulla pietra il manuale del perfetto genitore, penso sia onestamente impossibile. Ma per fortuna c’è qualcuno come Valeria Fioretta che ha cominciato a scrivere il manuale del genitore onesto, che è a mio parere molto più importante.

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