Gli anni più belli, secondo Gabriele Muccino

Gli anni più belli, secondo Gabriele Muccino
https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/02/13/gli-anni-piu-belli-il-racconto-generazionale-intimo-e-onesto-di-muccino-quarantanni-di-amicizia-tra-speranze-ostinazione-e-fallimenti/5704658/

Le amicizie sono delicate, le amicizie vanno curate e protette dalle intemperie della vita.

Spesso succede che proprio questi rapporti si rivelino così importanti e così fragili insieme e nello stesso momento, che la vita per prima ce li fa dimenticare.

Così succede nelle vite di Giulio (Pierfrancesco Favino), Paolo (Kim Rossi Stuart) e Riccardo (Claudio Santamaria), amici fin dall’adolescenza, protagonisti di quell’amicizia pura, semplice, limpida, fatta di crescita insieme.

Il regista Gabriele Muccino ritorna sugli schermi narrando una storia diversa dalle solite, meno incentrata sull’amore tra due soggetti, focalizzata di più su quello che in fondo può riguardare (e riguarda) la vita di ogni persona.

Si nasce, ci cresce, si coltivano dei rapporti: questi diventano sempre più importanti a fasi alterne, perché quando si è piccoli e poi ragazzini, gli amici sono la scappatoia da casa quando i genitori non possono capire i turbamenti dell’adolescenza perché ci sono passati anche loro, ma li hanno dimenticati.

Giulio, Paolo e Riccardo ne combinano di ogni durante gli anni ‘80, fin quando si aggiunge un elemento che causerà molti turbamenti all’interno del gruppo. Di colpo entra nella loro vita Gemma (Micaela Ramazzotti), che viene portata dentro questa triade di amici perché inizia ad uscire con Paolo negli anni in cui si scoprono i primi sconvolgimenti amorosi, i primi baci dati goffamente, le prime emozioni perché la mano di Gemma incrocia quella di Paolo.

Poi anche quella fase della vita cambia e va avanti inesorabile, e se si affacciano le difficoltà quando si è così giovani, ma soprattutto se si devono affrontare delle sofferenze grandi come la perdita di un genitore e il conseguente trasferimento in una città diversa, in cui devi ricominciare tutto dall’inizio e nel frattempo hai lasciato i tuoi affetti da dove sei dovuta andare via, allora lì la vita ha deciso di darti uno schiaffo e improvvisamente devi crescere e cambiare.

Così succede a Gemma, ma anche ai tre uomini del gruppo che tentano dunque di provare a costruire la loro vita per sopravvivere e tentare di non deludere le aspettative di nessuno; insieme capita il più classico e amato degli incidenti, ossia una donna contesa da due uomini, nel momento in cui Giulio si innamora di Gemma, tradendo così l’amicizia e il rapporto speciale che aveva con Paolo e spaccando di fatto il gruppo, per sempre.

Intanto la loro vita va avanti, Paolo decide di dedicarsi al sogno che più o meno segretamente ha sempre coltivato: insegnare, trasmettere agli altri la passione per la parola scritta, per la lettera stampata, per il pensiero dei grandi scrittori, delle menti che fin dall’antichità hanno cercato di comunicare la loro passione attraverso quelli che poi sono conosciuti da tutti come i grandi classici.

Si passa dagli anni ‘80 agli 2000 con velocità, i tre amici hanno tre vite diverse, incompatibili tra esse e dunque anche la loro frequentazione si fa più sporadica fino a sparire. Poi il caso li fa rincontrare ad una stazione e li spinge a darsi ancora una possibilità.

Una cena con abbondante vino, in cui non si vuole smettere di ricordare tutte le cose che si sono affrontate insieme, tutti i momenti di gioia e di dolore che ci si è letti negli occhi anche spesso cercando di rispettare il silenzio dell’altro: perché ci sono rari istanti in cui il non dire nulla va rispettato ed è più importante che cercare di trovare sempre la parola giusta.

Un Gabriele Muccino un po’ diverso da come lo si ricordava, più maturo, forse più attento a quello che la Vita propone a ognuno di noi ogni giorno e dove non conta chi tu sia, quale ruolo tu abbia, quale sia la tua storia.

I rapporti sono vita, i confronti sono aria che dobbiamo avere intorno a noi perché diversamente si può rischiosamente soffocare da soli.

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