Art&Glass#2: la materia | Le rocce fluide di Flavie Audi e i vortici geometrici di Niyoko Ikuta

Art&Glass#2: la materia | Le rocce fluide di Flavie Audi e i vortici geometrici di Niyoko Ikuta

L’artista franco-libanese Flavie Audi, basata a Londra, rinnova sia l’idea di geologia che quella di vetro con la sua serie di sculture, Fluid Rocks.

Dal vetro soffiato Audi non crea vasi rigidi e delicati, ma trasforma il materiale in gemme colorate traslucide con superfici vibranti.

Sebbene mantenga le sue specifiche tecniche un segreto, l’incorporazione dell’artista di oro e argento nel vetro contribuisce a creare la traslucenza che fa cambiare il colore. Questo processo, che fa sì che il vetro mostri simultaneamente colori diffusi e riflessi completamente diversi, risale almeno al IV secolo come documentato anche da reperti di vetro di età romana.

“I lavori traducono il meccanismo della vita e della luce e assomigliano a frammenti di un paesaggio etereo”, scrive Audi sul suo sito web. “le forme che si scorgono catturano un’energia effimera e vivente,  e suggeriscono una certa ambiguità, sospesa tra schermo digitale e corpo celeste”.

Fluid rock 26 — 2017 glass – Photos: http://flavieaudi.com/

L’artista Niyoko Ikuta invece utilizza il vetro per creare vortici  geometrici, eleganti forme translucide create con diversi strati.

Sin dai primi anni ’80 Niyoko Ikuta ha esplorato le proprietà del vetro che usa per creare strutture a spirali geometriche:  si manifestano come eteree sculture a strati.

Figure di spicco dell’arte del vetro giapponese, le sue opere sono state raccolte da istituzioni di tutto il mondo tra cui il Victoria&Albert Museum .

L’artista racconta: “Sono affascinata dalla complessità della luce che si riflette, rifrange e passa attraverso le sezioni trasversali di vetro rotto. Nel 1980 ho iniziato a realizzare opere d’arte con strati di vetro laminato usando adesivi ed esponendo le sezioni trasversali.”

“Le mie idee derivano da sensazioni di dolcezza e asprezza e paura, dall’espansione illimitata sperimentata attraverso il contatto con la natura, da immagini di musica, da conflitti etnici, dal cuore colmo di gioia e di rabbia, e dalla preghiera.”

“L’immagine che si imprime sullo spettatore rappresenta la natura vera e definitiva del mio lavoro.” spiega Niyoko Ikuta.

Le sculture dell’artista giapponese sembrano progetti tridimensionali. Il risultato appare incorporeo: le curve sono delicate e i vortici sembrano evaporare da un momento all’altro. FdA

 

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