Playboy non avrà più nudi integrali

Playboy non avrà più nudi integrali
Hugh Hefner, fondatore della rivista Playboy.

Il magazine americano avrà ancora le conigliette ma in scatti soft. La decisione è il frutto di un cambiamento editoriale rivoluzionario per il mensile di Hugh Hefner.

Puo’ una rivista erotica cessare di pubblicare fotografia di donne senza veli? Si, soprattutto se si trova nel 2015 con internet che conquista quotidianamente potenziali utenti. Playboy, il magazine che da quel primo albo del 1953 – con in prima pagina Marilyn Monroe – ha nutrito le fantasie di generazioni, non pubblicherà più foto di nudo integrale a partire da marzo 2016. La decisione è stata diramata attraverso un’intervista al New York Times che ha spiegato come la svolta in senso “hipster” stile Vice voglia adattarsi al mercato del pubblico adulto senza l’ausilio delle luci rosse. La nuova forma della rivista includerà anche una “sex column” redatta da una donna, articoli d’inchiesta e immagini artistiche per giovani professionisti.

Già nel 2014 Playboy eliminò immagini di nudo integrale dal sito web ottenendo un incremento del 250% del traffico, prevalentemente composto da un pubblico più giovane. Quest’ultima mossa editoriale potrebbe quindi incentivare una riscossa del magazine stesso all’intero del martoriato mercato della carta stampata. Rimane da capire come i piani alti dell’azienda intenderanno gestire gli altri canali del marchio Playboy come le produzioni televisive e i formati video, aperti anche alla pornografia vera e propria. Ma in California sembrano avere le idee chiare. “Vedere una donna nuda non è più provocante – ha dichiarato Scott Flanders, a.d. di Playboy Enterprises alla Nbc – e in realtà può limitare l’audience”; il target adesso sono giovani uomini che vivono nelle città e  “con un lavoro” ha aggiunto Flanders.

La rivoluzione è stata concordata il mese scorso insieme a Hefner, 89 anni e tuttora direttore formale della testata, che ha dato via libera al cambiamento. “Siamo rimasti vittima del nostro stesso successo – ha ammesso Flanders riferendosi alle battaglie per la liberazione sessuale condotte dal magazine negli anni sessanta e settanta – e quelle battaglie sono state combattute e vinte. Oggi però sei a un clic di distanza da ogni atto sessuale immaginabile possibile”.

Nel novembre del 1972 Playboy infranse il record con oltre sette milioni di copie vendute. Nel corso del tempo le foto senza veli di Madonna, Sharon Stone e Naomi Campbell – tra le tante al culmine della loro fama – si accompagnavano a racconti di autori famosi come Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, pubblicato a puntate nel 1954. Anche personaggi della politica come Malcolm X o Jimmy Carter non disdegnavano di farsi intervistare fra nudi ed erotismo. Da allora però il declino. Attualmente Playboy, tra i brand più riconoscibili al mondo, vende oltre 800mila copie.

 

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