Spot televisivi: che divertimento!

Molesti quando interrompono la visione di un  film appassionante, provvidenziali  come pausa rigenerante  di un programma  noioso.  Ma… viva gli spot,  grazie alla fantasia  inesauribile dei creativi nostrani. Detto questo,  passiamone in rassegna alcuni.

    – Garibaldi –  Chissà perché, tutti  l’aspettiamo. Lo mandassero in  onda  centinaia di volte,  ci strappa  sempre una risata. Quel  giovane ‘eroe’ dalla giubba rossa (Neri Marcorè) che non si decide a fare l’Unità d’Italia, invano redarguito dalla madre chioccia (Marco Marzocca) !  La stessa che, ore al telefono per reclamizzare  l’offerta illimitata di telefonate da parte di una nota Compagnia telefonica,  sfogandosi  con la nonna o con la zia,  confida : “ Peppino?… risponde, risponde!”.
    –  La postina… della  Val Gardena –  Con la bocca dolorante per aver addentato una torta di noci, lei, portatrice di protesi dentarie, dopo l’adozione di noti ‘cuscinetti adesivi’ di cui si fa la promotion, tutta soddisfatta dice: “Adesso, davanti a una bella fetta …. di lamponi, me ne mangio due”!   Qui  sorge una domanda ai creatori del testo: se la postina ha davanti agli occhi una sola fetta di torta, come fa a mangiarsene due?  Non sarebbe stato più corretto dire: “Davanti a una bella torta di lamponi, me ne mangio due fette” ?.   E’ questa improprietà di linguaggio a porre l’attenzione dello spettatore sul prodotto? Escamotage  subliminale…
   –  Dante Alighieri –  La fantesca che legge la Divina Commedia, scritta da Dante su un rotolo di carta igienica, dice in toscano: “ Bella… ma  ‘un sarà ‘n tantino lunga?”
   Di sicuro, non sarebbe bastato un solo rotolo di quel tipo (più prezioso in certe… occorrenze di un rotolo del Mar Morto) per scrivere tutto il Poema divino!
   –  Deodorante per interni – Si vedono  due  ragazze di oggi, di cui una va a far visita all’altra  portandole  il classico “pensierino” consistente in un deodorante per ambienti.  La casa è all’avanguardia del design (all’altezza del moderno  air-fresh), un salone  di nitore agghiacciante,  assai ampio, praticamente vuoto, giusto un divano per sedersi.  A parte che fanno ridere queste case vuote di suppellettili, con un po’ di conti al metro quadro della borsa immobiliare di oggi, una casa così costa  una tombola! Ci si chiede: come fa  una ragazza tanto giovane ad avere una casa tanto lussuosa?  Qualche risposta.  Una,  che  è figlia di genitori assai benestanti, il padre sicuramente architetto, il quale, si spera, abbia dotato il piano superiore di qualche comodità, sai quelle che servono per vivere,  tipo letti, armadi, librerie, sedie, un ripostiglio per tutti gli impicci delle case  ‘ umane… L’altra è che la ragazza abbia un lavoro tanto remunerante (così giovane e di questi tempi !?) o tanto … che? Ma le fanciulle hanno un aspetto troppo  perbenino….  Misteri della pubblicità.
    –  Tema… incontinenza –  Ecco  due belle signore  non più che  45enni,  prese a prestito per reclamizzare  un certo tipo di ‘assorbenti’ per donne ( si presume di età  piuttosto avanzata) che presentino disturbi di incontinenza.  Le signore in questione no, sembrano ragazze tanto sono pimpanti!  Si scambiano confidenze in un ascensore appena dopo la discesa di  alcuni uomini compagni di viaggio. “ Prima, avevo paura che si sentisse… ” dice una delle due riferendosi al sussidio ‘assorbiodori’ che porta addosso. Quella bruna ancora molto appetibile  tutto sembra fuorchè una che… si perde qualcosa. E non la borsetta.  Ma proprio  la ‘non credibilità’  fa ricordare il prodotto! Anche qui messaggio subliminale.
   – Tatuaggi – Gara tra madre e figlia. Già questo non va. E non va perché ad essere competitiva non è la figlia, ma la mammina. Quando la ragazza, quasi timorosa, mostra alla madre un suo modesto e legittimo ‘tattoo’, la genitrice si affretta a mostrare le sue terga già ben  inchiostrate da uno scenografico  tatuaggio. Poi, si fa un bel parlare di genitori come punto di riferimento, di autorevolezza e bla bla bla….
   –  Spot  Audi –  E’ un po’ che l’hanno ritirato, ma rimane un classico, un pezzo d’autore. Si dipana tutto nel ‘ jingle’ ( la musica di accompagnamento)  e nel testo di una vecchia filastrocca inglese scritta da Harry Miller nel 1893, “ The cat came back”. E’ un  testo un po’ macabro, che racconta di un povero gatto giallo abbandonato più volte dal  padrone anti-animalista, ma il gatto  torna sempre a casa anche  da centinaia di chilometri, attraversando valli, fiumi e monti.  Quel cattivo di Mr. Johnson…. “he tried and he tried to give the cat away/ bu the cat came back the very next day/ Yes, the cat came back, the cat came back…..”  e così via.   Naturalmente, sulla corsa del gatto corre la veloce automobile.  Non  sappiamo quanti abbiano acquistato la macchina in questione, ma di certo abbiamo tutti canticchiato il leit-motiv  “The cat came back”.
 
    Pubblicità,  pubblicità… quanto migliore di certi programmi televisivi! Ma quanto pericolosi per la formazione dei giovani certi tipi di spot, che dovrebbero essere ritirati … e subito!
 
Angela  Grazia Arcuri 

5 marzo 2012

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