Storia e curiosità sul Cioccolato: dall’invenzione della prima barretta alle follie “cioccolatose”

Storia e curiosità sul Cioccolato: dall’invenzione della prima barretta alle follie “cioccolatose”

Storia e curiosità sul Cioccolato: dall’invenzione della prima barretta alla follie “cioccolatose”
Storia e curiosità sul Cioccolato: dall’invenzione della prima barretta alla follie “cioccolatose”

La storia del cioccolato: dalle origini a oggi – Suonerà strano leggere che per centinaia di anni quello che è uno dei cibi più voluttuosi di tutti i tempi, il cioccolato, veniva consumato solo in forma liquida, come bevanda: la cioccolata. Ma è questo quanto leggiamo, curiosando nei libri della storia del cioccolato. Fino al 1828 nessun essere umano aveva avuto ancora la fortuna di addentare una barretta di cioccolato. Prima di quell’anno, infatti, il cioccolato veniva preparato macinando i chicchi, da cui si otteneva una sorta di pasta liquida che veniva servita come bevanda calda.

Dobbiamo al chimico olandese Coenraad J. Van Houten il merito di aver dato il via al processo per arrivare al cioccolato solido e per aver brevettato nel 1828 un nuovo tipo di pressa idraulica, utile per solidificare la cioccolata. Infatti, il chimico del cioccolato aveva semplicemente l’obiettivo di migliorare la qualità del cioccolato da bere – cosa che andò a buon fine –, ma un effetto collaterale non previsto della sua invenzione rese possibile la proposta sul mercato di un cioccolato in forma solida così come lo conosciamo oggi. La pressa di Van Houten produceva una massa solida che poteva poi essere macinata ottenendo una polvere da cui era possibile ricavare una bevanda di alta solubilità, digeribilità e dal prezzo conveniente. La pressa lasciava Van Houten con un ultimo residuo, il burro di cacao. E fu proprio questo prodotto marginale che circa vent’anni dopo divenne la base per il cioccolato solido sviluppato da Joseph Fry, che lo rimescolò alla pasta di cacao. Nel 1847  l’azienda dolciaria Fry&Sons di Bristol UK, fusasi poi con la Cadbury Limited nel 1919, fu la prima a vendere “chocolate delicieux a manger” (delizioso cioccolato da mangiare). Furono poi i fratelli Cadbury a  rielaborare la ricetta del “cioccolato da mangiare” tale da rendere il sapore della barretta molto più simile a quello tanto gradito nei giorni nostri. A quell’epoca si produceva soltanto un cioccolato puro, di colore scuro, che veniva utilizzato per essere modellato in blocchi e barrette, o per ricoprire centrotavola al sapore di frutta. Nel 1875 nasce la prima barretta di cioccolato al latte. Fu un artigiano svizzero, Daniel Peters di Vevey, a produrla utilizzando latte in polvere. In realtà l’idea di combinare il cioccolato con il latte non era del tutto nuova, poiché già i fratelli Cadbury tra il 1849  e il 1875 vendevano una bevanda di latte e cioccolato ispirata alla ricetta originaria di Sir hans Sloane. Dal 1897 così furono proprio i fratelli Cadbury i primi veri e propri produttori, a livello industriale, di barrette di cioccolato al latte. Si trattava di cioccolato “asciutto”, da mangiare, creato mescolando il latte in polvere con gli ingredienti fondamentali del cioccolato: burro di cacao, polvere di cacao e zucchero. Da quel momento Daniel Peters perfezionò la sua ricetta e cominciò ad utilizzare latte condensato piuttosto che latte in polvere per produrre cioccolato con un gusto e un impasto più gradevole.

Curiosità sul cioccolato
Curiosità sul cioccolato

Curiosità sul cioccolato – Alcuni studi scientifici confermano le voci di corridoio che associano il cioccolato ad un afrodisiaco: contiene caffeina, feniletilamina e teobromina, combinazione di tre sostanze che aiuta a rendere la persona più allegra e disinvolta, ma soprattutto più eccitata.

In merito all’ uso di bere il cioccolato, sono molte le testimonianze, anche riportate da personaggi illustri, come il noto poeta napoletano Ippolito Cavalcanti: egli dice che era abitudine in tutta Europa bere una tazza di buon cioccolato dopo ogni pranzo ufficiale.

Sul cioccolato furono scritti addirittura dei veri e propri manuali, tra i quali “La manovra della cioccolata e del caffè”, forse tra i più celebri di Vincenzo Corrado. Anche altri nomi illustri facevano volentieri uso del cioccolato: Alessandro Manzoni, Gabriele D’ Annunzio, Salvador Dalì, solo per citarne alcuni.

Sapevate che si può uccidere per la cioccolata? E’ accaduto nel 1630 in Messico: un vescovo proibì di bere la cioccolata durante le funzioni religiose. Pare, infatti, che durante la celebrazione della Messa i fedeli non riuscissero a resistere alla tentazione di bere l’amata bevanda e vissero il divieto come una vera tortura. Il religioso fu ucciso con una bevanda a base di cioccolato e veleno.

Dunque, non lo possiamo negare: il cioccolato ci fa diventare tutti matti, è un alimento a cui quasi nessuno sa resistere, capace di consolarci, di sedurci, di tentarci e di mandarci in estasi – in tutti i sensi –.

Sonia Carrera

11 maggio 2014

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