“Cose dell’altro mondo”

di Sebastiano Di Mauro

Un film comico di fantasia interpretato da Diego Abatantuono, che fa innervosire i leghisti

Sarà nelle sale cinematografiche dal 3 settembre, ma sul web da tempo imperversa la polemica per il film “Cose dell’altro mondo”, diretto da Francesco Patierno e interpretato da Diego Abatantuono, con Valerio Mastandrea e Valentina Lodovini. Il film pare innervosisce i leghisti veneti che sulla rete invitano al boicottaggio dicendo: “Cose dell’altro mondo ci diffama ed è razzista”, mentre i professionisti della diffamazione e del razzismo protestano contro musulmani, rom, profughi e poveri cristi del mondo.

La storia, sceneggiata dallo stesso Patierno con Diego De Silva e Giovanna Koch, è liberamente ispirata al film “A day without a mexican” di Sergio Arau e Yareli Arizmendi, ” e richiama ad una riflessione in chiave ironica sul concetto di integrazione. L’autore spiega come sia ininfluente che   la storia sia stata ambientata in Veneto, nonostante questa sia  la regione con più alta percentuale di immigrati con permesso di soggiorno, ma poteva essere ambientata in Piemonte e non sarebbe cambiato nulla nel veicolare il messaggio di un Nord egosita. Il film vuole solo raccontare in modo non serioso un argomento serio senza guardare in faccia nessuno, infatti  la coppia protagonista, Abatantuono e Mastandrea, non è stata scelta a caso, perchè è una di quelle che fanno ridere ma capaci anche di passare in un secondo dalla commedia al dramma.

Nel film Abatantuono è Mariso Golfetto, nei  panni di un padroncino razzista in un paesetto del Nord est, proprietario anche di una Tv locale che utilizza per fare i suoi comizi e urla “Conviviamo con i fondamentalisti islamici, gli zingari, i fancazzisti albanesi; prendete il cammello e tornate a casa”. Il personaggio è chiaramente un emulo dei Borghezio e dei Gentilini e coi suoi proclami tenta di convincere il suo pubblico di come si starebbe bene se tutti gli immigrati scomparissero. Quando poi questo nel film paradossalmente succede, e i bar chiudono, le aziende si fermano e non c’è più nessuno che faccia le pulizie nelle case o accudisca gli anziani, allora la situazione si fa così difficile che Mariso Golfetto non può che pregare: “Falli tornare indietro tutti”.

Evidentemente il film, in programma alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Controcampo italiano, prodotto da Marco Poccioni e Marco Valsania per Rodeo Drive, in collaborazione con Medusa e Sky Cinema, tocca un nervo scoperto di un aspetto di un Italia che dice di non essere razzista ma poi vive delle contraddizioni in alcune aree geografiche. Proprio per i suoi contenuti ha ottenuto anche il riconoscimento di film di interesse culturale nazionale dal ministero per i Beni culturali.

Su YouTube il trailer del film raccoglie più “non mi piace” che “mi piace”e sul web sono state scritte frasi come “voi italiani non siete stato in grado di integrarvi con i veneti perché non riuscite a comprenderli, perché troppo diversi culturalmente da voi”, oppure “Abatantuono attore da quattro soldi” e anche “film finanziato con 1,3 milioni di euro dallo Stato e hanno anche il coraggio di deridere i veneti che  li finanziano.

Abatantuono dice: “Spero che piaccia, è una fiaba morale e sono molto contento del risultato a  patto che, una volta al Lido, non mi picchino”. Poi riferendosi alle polemiche politiche aggiunge: ”I campioni della pubblicità involontaria sono all’opera da settimane ma nessuno di loro ha visto un fotogramma”. E ancora: “Prendersela con gli stranieri per i politici è l’espediente piu’ semplice per mantenere il comando. La paura produce voti. Così mentre Gheddafi crolla, la Borsa sprofonda e l’uranio è diventato un condimento, gli ambulanti rappresentano una grave minaccia.

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