I SOGNI: come interpretarli senza lo “strizzacervelli” (4)
L’ultima puntata sulle nostre peregrinazioni notturne ci viene allietata dai cari amici a quattro zampe, i quali non solo assolvono quella funzione cosiddetta di “pet terapy”, assai preziosa, ma vengono ad aiutarci anche in sogno . Non a caso ci sono stati messi accanto come esseri a noi complementari.
Il bestiario dei sogni
Ogni specie di animali esistente sulla faccia della terra possiede una sua peculiare simbologia onirica, ma tutti ci offrono una lettura più o meno simile dei nostri istinti più profondi. Non stiamo quindi a scomodare lo zoo al completo, limitandoci ad… “intervistare” gli animali che più ci sono vicini e chiedere loro perché mai vengono a comparirci durante la notte. Sentiamo cosa hanno da dirci:
Il cane – “ Bau …. Sono il tuo amico più fedele e l’intermediario più sicuro tra te e le forze del tuo istinto. Quando mi vedi nel sogno tranquillo, accucciato ai tuoi piedi o con la voglia di giocare magari sbavandoti sul viso, vuol dire che sei in pace con te stesso e con le forze del tuo istinto. Attenzione invece quando abbaio minaccioso e digrigno i denti, allora significa che tu stai in competizione con quelle stesse energie che reclamano i loro diritti. Ci siamo capiti? Ed ora … aspetto una buona dose di croccantini “.
Il gatto – “ Miaoo….. Non ce la faccio più ad essere considerato infedele, espressione atavica del femminino traditore, dell’incostanza del gentil sesso e della sua irrazionalità. Aggiorniamoci! Se vengo di notte a “soffiare” sul tuo cuscino, significa che è giunto il momento che la tua coscienza si appropri di quegli aspetti inconsci del tuo istinto che necessitano del loro spazio vitale. Sto parlando del tuo femminile interiore, della tua anima, guarda dentro te stesso e apriti! Il mio sguardo fisso scandaglia le profondità misteriose della psiche umana. Davanti a me non avrai bisogno di nascondere nulla di te stesso e, se saprai amarmi e fugare le mie diffidenze feline, ti saprò dimostrare la mia silenziosa fedeltà come quel chiassoso di Bau. Beninteso, devi rispettare le mie scelte, sai che non amo le costrizioni, e vedrai che di notte ti sarò sempre vicino a metterti in pace con te stesso…. Però, quale nostalgia degli Egiziani, loro sì che mi consideravano! Ed ora, please, un pesciolino e poi a nanna…..”.
Il cavallo – “ iiiiih!… Sono una delle apparizioni più nobili del tuo bestiario notturno. Mi sento regale, un po’ superiore, un saggio. Se ti vengo in sogno nel mio splendido mantello bianco, ebbene mio caro, debbo dirtelo, sei il tipo un po’ fuori dalla realtà, ti crogioli in un certo distacco dal terreno su cui poggi i piedi. Svegliati, sii più concreto, non sono questi tempi da castelli in aria! Quando poi mi vedi nel mio abito da sera nero, non si va a festa di gala, ma verso il tuo inconscio più oscuro e misterioso, ove primeggia la lotta degli istinti. Sei forse un po’ troppo materialista? Invece, se mi appiccico addosso un paio di ali, divento il Pegaso della situazione, l’espressione di un’energia squisitamente spirituale rivelando quegli aspetti della tua personalità che ama allontanarsi del tutto dal reale per rifugiarsi in un suo mondo speciale, magico, fantastico, legato ancora alla tua infanzia. Sono il Pegaso dei geni poetici, per intenderci. Ed ora, mi merito una bella strigliata e una zolletta di zucchero, amico?”.
Ed ecco avvicinarsi strisciando un tipaccio che proprio non fa parte del nostro bestiario domestico, ma che reclama a tutti i costi il microfono per essere legittima figura dei nostri simboli notturni.
Il serpente – “ssss…… ssi, sono proprio io, Mister Snake. Lo so che ti faccio paura e ribrezzo dai tempi del Paradiso Terrestre. Sono infido, ingannevole, ti avveleno con la mia lingua biforcuta. Ma se non fosse stato per me, Adamo ed Eva non si sarebbero illusi di diventare simili a Dio addentando quella famosa mela del Bene e del Male e mettendo al mondo l’umanità intera. Da quel momento, sono diventato l’archetipo per eccellenza della sessualità e per questo vengo anche associato alla fertilità. Rappresento la tentazione, il disvelamento di pulsioni erotiche, specie nel ragazzo adolescente che desidera affermare la propria virilità. Invece la fanciulla, carina lei, nutre verso di me paura e attrazione allo stesso tempo. Beh, paura… forse una volta…. lasssciamo stare… Ssssì, sono la parte più ossscura della vostra psssiche…. Mi dileguo togliendo il disssturbo”.
I sogni dell’alba
Il nostro sonno attraversa varie fasi, più o meno profonde. Tutti abbiamo sentito parlare di quella che è chiamata la fase R.E.M. ( Rapid Eyes Movements – rapidi movimenti oculari), scoperta dagli studiosi Aserinsky e Kleitman nel 1953. Questa fase, che si alterna alla Non- REM, contiene i sogni più intensi e poiché il momento più lungo del REM si verifica prima del risveglio, spiega il motivo per cui ricordiamo più facilmente i sogni dell’alba. Bisognerebbe tenere un taccuino a portata di mano sul comodino per annotare i sogni più significativi, se proprio ci teniamo a studiare noi stessi.
Un invito particolare è quello di non sottovalutare i sogni ricorrenti: essi ci rivelano un problema che ci assilla trascinandosi nel tempo. Spesso si presentano solo in determinate fasi della nostra vita, fasi importanti di cambiamento, ma se essi vanno a ripetersi anche nel prosieguo della nostra esistenza, ebbene certi problemi, certe ansie, certi timori sono stati soltanto rimossi, stratificandosi nel nostro inconscio. Cerchiamo di fare piena luce dentro di noi per chiarirci e riuscire a cambiare certi atteggiamenti spesso deleteri anche per chi ci circonda.
Volevamo anche sottolineare che il sogno ama assai prendere in prestito le persone operando dei “transfert”. Cosicchè, ci vediamo nei sogni a compiere un’azione qualsiasi in compagnia di qualunque persona appartenga al nostro vivere quotidiano, magari con la giornalaia sotto casa che somiglia a Margherita Hack o il professore della facoltà universitaria oppure il dottore della mutua. E ciò senza distinzioni di sesso, età e familiarità.
Per concludere, il nostro ha voluto essere un approccio non accademico e purtroppo assai incompleto sull’argomento, una specie di elementare “Bignami” dei sogni, nella speranza di avervi anche divertiti e sicuri che ognuno, con la sua dose di intuito, può essere psicanalista di se stesso. Forse, una buona camomilla prima di coricarci ci regalerà cieli stellati, con buona pace di Freud e di Jung. Bonne nuit!! ….
Angela Grazia Arcuri
Roma, 26 giugno 2013




