I SOGNI: come interpretarli senza lo “strizzacervelli”

I SOGNI:  come interpretarli senza lo “strizzacervelli”

Ci  piace tanto  interrogare  lo specchio come una  Sibilla  divinatrice,  ma  la superficie vitrea ci riflette  soltanto  quel  nostro involucro oggigiorno  tanto… ristrutturabile  ad opera dei maghi della chirurgia estetica.  E’ la notte  a venirci  in  soccorso  permettendoci di scoprire  chi siamo veramente,  quali  sono le  nostre alterità  nascoste , quali le nostre debolezze, potenzialità,  desideri,  paure.
Riteniamo di fare cosa gradita  ai lettori del giornale addentrandoci  nelle nostre  parentesi  notturne  per fare un po’ di luce  su  quelle immagini oniriche che, al  mattino, ci lasciano sconcertati  e  dubbiosi   a causa delle  indecifrabili  allegorie in esse contenute.  E per non annoiare i  lettori  queste note  saranno  di  carattere  divulgativo  e sintetico,  essendo il nostro un quotidiano e non un foglio specializzato.  Ci sarà inoltre necessario  diluire  il discorso in  brevi  puntate,  nella speranza di essere seguiti con  qualche interesse.
Primo approccio al mondo onirico sarà un prologo di carattere generale,  con una iniziale esemplificazione  coloristica  nella quale alcuni possono ritrovarsi.
Può accadere per esempio  che il signor Rossi,  timido  impiegato d’archivio,  si trovi nel mezzo della notte  quale  protagonista  di una temeraria  avventura alla James Bond nel corso della quale, munito di pistola a raggi mortali e scarpe con la punta avvelenata, tenta di  eliminare il temibile Agente 007. Il signor Rossi, al risveglio, non darà alcuna importanza al suo sogno interpretandolo come semplice reminiscenza di un film  di Sean Connery.  Ma ben altra cosa  maschera  la sua avventura.  L’agente 007 ch’egli tenta di sgominare non è altri che il suo dominante capo ufficio  e l’avventura stessa  il suo desiderio  inconfessato  di evadere dall’ambiente  ristretto in cui vive attraverso qualche  azione che lo renda importante  agli occhi della gente.
Questa, più o meno, la spiegazione del sogno del signor Rossi. Ma per un esperto di psicoanalisi  sarà una  spiegazione troppo semplicistica, laddove il caro Sigmund  Freud padre della psicanalisi   avrebbe  rinvenuto un chiaro  simbolo  sessuale nelle  “armi” alla 007. Lasciamo dunque il signor Rossi alle sue rivincite notturne  e vediamo insieme di scoprire quale importanza  rivestono i nostri sogni per una conoscenza più approfondita del nostro “io”.
C’è gente che se ne  ride dei sogni: niente di più sciocco. I sogni  sono l’espressione più vera di noi stessi e riderne vuol dire negare la nostra propria spiritualità.  Il sogno è un messaggio, un campanello d’allarme, una valvola di salvezza e quand’anche non ricordiamo da svegli di avere o meno sognato, l’inconscio  avrà  ugualmente  provveduto  ad esplicare  il suo  benefico compito  di  “scarico” di tutte le nostre emozioni . Sembra assodato che gli individui con una più significativa attività  notturna  vivano più a lungo.  Coloro che soffrono di insonnia, infatti,  non potranno godere di queste benefiche  parentesi  notturne  con  ripercussione sulla loro qualità di vita quotidiana.  Sottovalutare i sogni sarà dunque come rifiutare un valido aiuto offertoci da noi medesimi.
Sappiamo  quale importanza  si dava nell’antichità  all’interpretazione dei  sogni.  Ippocrate  forniva  la sua personale spiegazione, piuttosto empirica,  dicendo:  “quando il corpo è addormentato,  lo spirito veglia e si trasporta  laddove il corpo non potrebbe andare, riuscendo a vedere e conoscere cose che il corpo conoscerebbe se fosse sveglio”. Nella Bibbia numerosi  e importanti avvenimenti furono annunciati  da sogni profetici.  Nell’antica Grecia,  c’erano i famosi oracoli  ai quali ricorrevano tutti coloro che volessero avere spiegazioni circa i loro sogni, proprio come  in quei “moderni templi” che sono  oggi  le  rubriche giornalistiche e televisive.

     In epoca moderna,  il primo  a dare una spiegazione scientifica  ai sogni è stato  l’austriaco Freud   (qui ritratto  col suo inseparabile sigaro)  nel suo studio  “Interpretazione  dei sogni”,  scritto nel 1899 ma  pubblicato  nel 1900 per darne significato epocale.  Capostipite della psicanalisi,  Freud  venne discusso in seguito dai suoi allievi,  che sottoposero  a critica  l’importanza  eccessiva  data dal  maestro alla “sessualità”.  Attualmente, infatti,  si è  quasi  abbandonata  la linea  freudiana per seguire  il metodo psicoanalitico  junghiano.  Infatti  Carl Gustav Jung, uno degli allievi di Freud,  è andato al di là  dell’ inconscio  individuale accostando ad esso l’inconscio collettivo  che si esprime in simboli e archetipi,  gli stessi cui  hanno attinto  le correnti  espressionistiche tedesche.  La sua “psicologia  analitica del profondo”, pur non rinnegando la lezione freudiana,  ha servito il fiorire  nel ‘ 900  di tutto un  prosieguo di espressioni nei vari campi dell’arte e della letteratura.  Dunque, pur sempre schiavi  delle pulsioni erotiche, grazie a Jung  ci siamo  elevati  alla scoperta  del  nostro  “io”  più  antico e  misterioso.

       Nelle prossime puntate  esamineremo   la  “classificazione dei sogni”  e vedremo come quei nostri  viaggi  tra le braccia di  Morfeo  ci appariranno  assai meno  strani  e incomprensibili.

 

Angela Grazia Arcuri

Roma,  28 maggio 2013

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