“Va bene, confesso ma portatemi lontano da questo spaventapasseri”

di Pamela Alfonsi

Il tenente Colombo ci lascia, ma cosa ricordiamo del telefilm? Un approfondimento su una delle serie tv piú amate

Tutti quanti ricorderanno il mitico tenete Colombo, questo omino buffo dalla giacca beige e dall’occhio di vetro che con il suo immancabile sigaro e la sua aria un pó smarrita, riusciva senza alcun sforzo apparente a risolvere i casi di omicidio piú complicati. Da oggi i criminali possono tirare un sospiro di sollievo perché Peter Falk, l’attore che impersonava il personaggio Colombo, si é spento ieri all’etá di 83 anni nella sua casa di Beverly Hills.

Ma quale é stata la formula vincente di questa serie Tv che ha fatto il giro del mondo, tanto da essere vista persino in villaggi remoti dell’Africa, come Peter Falk stesso amava ricordare?

A differenza di altri tv show polizieschi, Colombo non fu mai un giallo drammatico. All’inizio di ogni episodio potevamo vedere l’omicida, spesso persona ricca e famosa, commettere il suo delitto (quasi) perfetto, e conoscendo giá da subito il colpevole, potevamo gustarci la battaglia sottile tra il killer e l’acutissimo ingegno del tenente, che inevitabilmente riusciva a smascherarlo.

Oltre a questo lieto fine dove si riportava alla giustizia il furfante di turno, ricordiamo gli altri pilastri che sorreggevano questo grande personaggio e le sue vicende.

Primo tra tutti il sempre presente riferimento a sua moglie e alla sua vita coniugale: la moglie gli compra camicie, impermeabili (sempre uguali), mutande, sigari e cappelli, ma poi voi l’avete vista questa fantomatica moglie? No di certo, perché non é mai apparsa sullo schermo. La curiosa figura del cane, questo povero basset-hound che si appisolava ovunque e di rado si muoveva, a cui Colombo non aveva mai trovato un nome proprio e che continuava semplicemente a chiamare Cane. La famosissima frase finale del tenente che lasciava di stucco il colpevole, felice ormai di averla fatta franca “Mi scusi, un’ultima cosa..”, presentato quasi fosse un ripensamento, catturava quasi sempre la vittima in contropiede, che per sfinimento alla fine si arrendeva alla genialitá molesta di Colombo. L’onnipresenza scenica di un pezzo musicale quasi sempre fuori luogo, che forse rimane tra gli elementi piú enigmatici della serie; alcune volte era semplice musica di sottofondo casuale, ma piú spesso era il tenente stesso a fischiettare e canticchiare, ovviamente nei contesti meno adatti. E vi ricordate com’era fiero del suo macinino, l’epica e scassata Peuget 403 grigia importata appositamente dalla nostra Europa, che mai e poi mai avrebbe sostituito?

Colombo, creata da William Link e Richard Levison nel 1968 e interpretata appunto da Peter Falk, sono le appassionanti vicende di questo tenente della polizia di Los Angeles, che lavorava agli Omicidi. Sugli schermi italiani Colombo fa la sua prima apparizione nel lontano novembre 1974 su Telecapodistria, mentre debuttava su Rai2 nel luglio del 1977 ed andó in onda successivamente su Rete4 fino al 2004.

Va segnalata una curiositá rispetto al primo episodio della serie regolare “Un giallo da manuale”, il primo in cui compare Peter Falk del resto, perché per quanti non lo sapessero ce n’é voluto di tempo per il regista prima di trovare un attore che impersonasse alla perfezione questo tenente che sembrava cader dalle nuvole, ma che atterrava sempre nel punto giusto. Ebbene fu Steven Spielberg, allora appena ventiduenne colui che diresse per primo Peter Falk nel 1971, una inaugurazione di tutto punto che segnó l’enorme successo di questa serie che ha fatto la storia della televisione a livello mondiale. Cosa si mangia per cena dunque? Onoriamo il tenente con un bel piatto di chili e un panino di burro di arachidi e uvetta, rigorosamente preparato da “sua” moglie.

 

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