Botte e brividi nel finale, ma le romane non si fanno male

Botte e brividi nel finale, ma le romane non si fanno male

Un punto che accontenta entrambe ma non fa pienamente contento nessuno, soprattutto in virtù del pareggio dell’Inter a Bergamo. Al termine della settimana europea più folle nella storia recente del nostro calcio, le facce opposte della stessa medaglia capitolina non si fanno troppo male: finisce a reti inviolate il 149esimo derby di campionato tra Roma e Lazio, un match convulso, fisico, giocato sui centimetri per 80′ e sui nervi per i restanti 10, con la Lazio sotto di un uomo dopo l’espulsione di Radu. Nel complesso la Lazio si lascia addirittura preferire, facendo più possesso e coprendo meglio il campo, ma le occasioni migliori sono della Roma, che a fine primo tempo centra un palo col redivivo Peres e nel finale di partita vede dirsi di no per tre volte su Dzeko, prima con un super Strakosha, poi da un nuovo legno – quello superiore, quindi da una manciata di centimetri. Quelli che separano il siluro del bosniaco dal palo destro difeso dal portiere albanese. Prima di questo la Lazio sfiorava il clamoroso vantaggio con Marusic, appena un paio di giri d’orologio dalla dipartita di Radu. Le romane rimangono quindi appaiate a quota 61, un punto sopra l’Inter, con la Roma terza in virtù degli scontri diretti.

PIU’ CARTELLINI CHE TIRI IN PORTA – Le formazioni sono quelle annunciate, Inzaghi sceglie Felipe Anderson vicino a Immobile e lascia in panchina Luis Alberto, mentre Di Francesco se la gioca modello Barcellona, riproponendo lo stesso modulo e la stessa formazione, fatta eccezione per Bruno Peres al posto di Florenzi. La Lazio inizia meglio, prova a tenere alti i ritmi e a soffocare con un pressing asfissiante il gioco della Roma. Al 7’ la prima occasione è per Parolo: Jesus e Kolarov si addormentano su un pallone vagante in area, il centrocampista arriva in corsa e spara alto il destro. La linea difensiva della Roma gioca molto alta: in appena 15 minuti Manolas e compagni mettono in fuorigioco cinque volte gli attaccanti di Inzaghi. Così la gara si impantana a centrocampo, dove le due squadre provano a giocare massimo a due tocchi nella speranza di trovare un’imbucata vincente. Proprio questa è la giocata di Milinkovic al 29’: pallone dietro la linea giallorossa per Parolo che non capisce di essere solo – seppur in posizione defilata – e invece di controllare accelera la conclusione sbagliandola. L’ultimo quarto d’ora è invece di marca Roma, che al 37’ confeziona l’unico tiro nello specchio della porta del primo tempo: Nainggolan confezione un gioiello per Peres tagliando fuori Radu, il brasiliano controlla solo davanti a Strakosha spostato sulla destra e centra il palo con un diagonale. Un minuto dopo Dzeko non arriva in tempo al tap-in a pochi passi da Strakosha, dopo un cross di Kolarov. Il match è duro come non può non essere un derby, se è vero che Mazzoleni deve usare quattro volte il cartellino giallo.

LA LAZIO GIOCA, LA ROMA CREA – Il secondo tempo comincia sulla falsariga del primo: è la Lazio a fare la partita, la Roma si abbassa e prova le ripartenze. Al 7’ un errato disimpegno di Manolas favorisce Immobile, che s’invola verso Alisson ma sbaglia l’ultimo controllo e consente il recupero dei difensori della Roma. Il primo cambio è di Di Francesco, che sostituisce un evanescente Schick con Under. Proprio una ripartenza del turco porta alla conclusione Dzeko, al 13’: destro a giro, alto. Inzaghi risponde con un doppio cambio: al 14′ fuori Felipe Anderson e Lulic, dentro Luis Alberto e Lukaku. Al 16′ primo nello specchio della Lazio: sinistro di Marusic, Alisson blocca a terra. L’occasione più grande, per la Lazio, arriva all’inizio del minuto 21: Peres perde un pallone in uscita, Milinkovic dal limite scucchiaia per Immobile che allarga troppo l’esterno destro sul secondo palo. Al 29’ Manolas, colpito duro in precedenza da Immobile, lascia il campo a Florenzi: Di Francesco non cambia modulo, Kolarov scala a fare il terzo centrale, Peres va a sinistra, Florenzi a destra. Non passa neanche un minuto, la Lazio buca a sinistra, il pallone arriva a Luis Alberto che dal limite sfiora il palo con il destro. Al 35′ la Lazio resta in dieci: Radu trattiene Under, Mazzoleni estrae il secondo giallo per il romeno. A quel punto Di Francesco toglie Peres inserendo El Shaarawy per un 4-2-3-1, mentre Inzaghi rinuncia a Immobile per Bastos. L’inerzia cambia totalmente, la Roma si riversa nella metà campo avversaria alla ricerca dei tre punti, anche se Milinkovic si mette a fare l’attaccante e proprio lui costruisce un’occasione d’oro per Marusic, sul quale è provvidenziale il recupero di El Shaarawy al momento del tiro. Poi Dzeko ha tre grandi occasioni in meno di un minuto, tra il 45 e il 46’: prima si vede parare da Strakosha il colpo di testa su cross di Under, poi stampa sulla traversa un’altra zuccata a Strakosha battuto, infine sfiora il palo con una conclusione dal limite. C’è ancora spazio per un recupero di Kolarov al 48’ su un contropiede Lazio e un tentativo da metà campo di Milinkovic che spaventa Alisson. Lo 0-0 sa di Champions, qualificazione che oggi sarebbe centrata da entrambe le squadre.

TABELLINO – LAZIO-ROMA 0-0 (0-0)

LAZIO (3-5-1-1) Strakosha; Luiz Felipe, de Vrij, Radu; Marusic, Parolo, Leiva, Milinkovic, Lulic (dal 14’ s.t. Lukaku); Felipe Anderson (dal 14’ s.t. Luis Alberto); Immobile (dal 37’ Bastos). A disp. Guerrieri, Vargic, Caceres, Wallace, Basta, Murgia, Di Gennaro, Nani, Caicedo. All. Inzaghi.
ROMA (3-4-2-1): Alisson; Fazio, Manolas (dal 29’ s.t. Florenzi), Jesus; Bruno Peres (dal 36’ s.t. El Shaarawy), Strootman, De Rossi, Kolarov; Nainggolan, Schick (dal 10’ s.t. Under); Dzeko. A disp: Skorupski, Lobont, Capradossi, Lu. Pellegrini, Silva, Lo. Pellegrini, Gonalons, Gerson, Antonucci. All. Di Francesco.
ARBITRO Mazzoleni di Bergamo
Meritano 2duerighe 
DZEKO – Probabilmente il migliore, nonostante nel finale, tra Strakosha e sfortuna, non riesca a trovare il colpo di grazia. E’ il regista offensivo dei suoi, catalizza palloni e difensori, apre gli spazi. Imprescindibile.
RADU – Non fosse per l’espulsione sarebbe pure uno dei migliori, ma uno con la sua esperienza non può farsi buttare fuori così in una partita del genere. E non è la prima volta…
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