Basket NBA: Millsap si opera, out a tempo indefinito

Basket NBA: Millsap si opera, out a tempo indefinito

Il lungo di Denver Paul Millsap dovrà operarsi al polso a seguito di un infortunio. Sarà fuori dal campo a tempo indeterminato.

Oltre al danno la beffa. Non sono stati i 127 punti presi dai Nuggets contro i Lakers, non proprio la prima della classe, l’avvenimento peggiore di giornata per coach Malone. La vera batosta arrivata nei pressi di Denver, Colorado, è infatti stata la notizia dell’ infortunio di Paul Millsap. Il numero 4, ex Hawks, nel secondo quarto di gioco ha dovuto abbandonare la gara per infortunio. Si pensava inizialmente ad una lesione del polso sinistro, diagnosi rivelatasi poi errata. Gli accertamenti di routine hanno rivelato una vera e propria rottura del legamento del polso sinistro del giocatore, che dovrà quindi sottoporsi ad un intervento chirurgico.

Lo stop stimato è almeno fino all’ All-Star Game, ma non è ancora possibile fare una previsione definitiva. I Nuggets perdono quindi il pezzo pregiato acquisito nel mercato estivo, subendo una ulteriore perdita nelle posizioni di ala piccola ed ala grande. Con Wilson Chandler ai box per problemi alla schiena coach Michael Malone dovrà quindi ricorrere ai meno utilizzati Plumlee e Faried, riserve di lusso rilegate in panchina in questo inizio di stagione.

Con lo stop di Millsap Denver perde il suo secondo miglior realizzatore dietro Jokic, 15 punti e 6 rimbalzi di media. Inoltre nella fase offensiva gli era destinato un possesso su quattro, particolare che renderà necessaria una redistribuzione delle responsabilità offensive. Oltre al lato offensivo, di ottimo livello, Denver dovrà anche sopperire alla mancanza di un riferimento in difesa. Millsap infatti è un difensore ampiamente sopra la media in una squadra che non abbonda di specialisti difensivi. Fortunatamente per Denver le alternative, sulla carta, non mancano. Le riserve a disposizione di Malone, come già accennato, sono sicuramente di ottimo livello, anche se probabilmente non saranno equivalenti ad un All-Star affermato e con esperienza come il giocatore infortunato.

Toccherà a Nikola Jokic, ormai sempre più leader di questi Nuggets, prendere le redini della squadra. Il suo apporto, soprattutto alla luce dell’assenza del numero 4, diventerà sempre più importante per i destini della franchigia del Colorado.

Opportunità o investimento fallito?

L’acquisizione estiva di Paul Millsap è stata più delicata di quello che può sembrare. Molte franchigie infatti si erano fatte avanti per assicurarsi i suoi servigi.  Una dopo l’altra hanno però rinunciato di fronte alla richiesta di Paul di un contratto pluriennale. I rifiuti non sono stati ovviamente figli di dubbi di natura tecnica, il talento del giocatore non si discute, ma legati alla sua età. L’ex Atlanta infatti si è ritrovato a testare la free agency a 32 anni, una condizione non semplice per un giocatore con il suo status e stipendio.

Considerando anche l’oneroso contratto quindi i Nuggetts si sono presi una grande responsabilità. Tre anni, due più una player option, a  90 milioni. In Colorado avevano quindi messo in preventivo di osservare l’andamento del giocatore nei due anni certi di contratto per poi eventualmente esercitare l’opzione per il terzo. L’infortunio però ha complicato notevolmente le cose. Millsap infatti perderà una buona parte della stagione in una squadre che vuole puntare ai difficili playoff della western. Inoltre rientrerà in servizio quando avrà già compiuto i 33 anni, c’è infatti la possibilità un giocatore del suo chilometraggio possa risentire del lungo stop in termini di prestazioni. Tutto questo proprio nel momento più complicato per la squadra, ovvero la seconda parte di stagione, dove si decideranno le classifiche della offseason.

Facendo i dovuti scongiuri, nel caso peggiore Denver si ritroverebbe senza un pezzo importante del suo roster e con un contratto pesante da dover onorare. Al contrario però, se le cose dovessero andare per il meglio, si ritroverebbe a godere dei frutti del suo investimento nel momento più caldo della stagione con un gruppo di giovani giocatori ormai abituati a giocare senza un cosi importante riferimento.

 

 

 

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