Una grande Trieste affossa la Fortitudo 69-64

Una grande Trieste affossa la Fortitudo 69-64

Partita di altissimo livello all’Alma Arena: i biancorossi di coach Dalmasson ora sognano in grande

Al termine di una partita avvincente come poche altre, ricca di contenuti tecnici ed emozionali (tanti gli ex della partita, su tutti il coach Boniciolli), è “Forza Trieste” il grido dilagante che risuona fra le mura dell’Alma Arena allo scadere di 40 minuti di autentica battaglia, in cui si sfidavano due protagoniste del campionato di A2-Est, Alma Pallacanestro Trieste e Fortitudo Kontatto Bologna. L’occasione, big match di giornata, vedeva i padroni di casa dell’Alma sfidare una grande della pallacanestro italiana, quella Fortitudo Bologna capace di scrivere pagine importanti della storia di questo sport. Il punteggio finale premia i triestini 69-64, ma lo spettacolo messo in campo dalle contendenti va ben oltre la semplificazione di vincitori e vinti e sintetizza, piuttosto, quanto sia delittuoso limitare questo campionato di A2 – di altissimo profilo – ad una sola promozione nella massima serie.

Con questa ennesima vittoria – la decima consecutiva in casa – Trieste conferma il suo percorso inesorabile di crescita, che adesso la lancia ufficialmente tra le grandi del campionato, peraltro in un girone che, val la pena ricordarlo, ospita realtà storiche, fra cui Treviso e Bologna, sponda Virtus.  La Fortitudo, dal lato suo, può trarre indicazioni positive da una partita comunque contesa fino all’ultimo minuto e giocata con intensità straordinaria, senza alcuna esagerazione. Il neoacquisto Legion appare un ottimo colpo su cui fondare un cammino vincente fino ai playoff promozione.

La cronaca

In una cornice da oltre 5000 spettatori, da fare invidia a più di qualche piazza della serie superiore, il match si apriva con una palla rubata di Parks e conseguente schiacciata in contropiede del giovane atleta americano, che aveva il merito di accendere immediatamente la bolgia del palasport. Nel primo quarto la partita proseguiva sull’onda dell’equilibrio, caratterizzandosi per grandi duelli individuali (Da Ros – Mancinelli; Bossi – Ruzzier) e per il talento espresso dagli americani Parks, Green, Legion e Knox, davvero di primo livello. I primi dieci minuti si chiudevano sulla tripla allo scadere  del bolognese Montano (22-19). La seconda frazione, invece, poneva alla ribalta la difesa delle due squadre, si segnava pochissimo nonostante le squadre non spendessero neanche troppi falli. I due liberi di Pecile valevano un risicato +2 per Trieste a metà gara.

Alla ripresa l’avvio era tutto nel segno dei padroni di casa, che approfittavano alla grande di una Fortitudo uscita dagli spogliatoi un po’ sopita. Il primo break della gara era sul 39-33, fino alla chiusura del quarto sul 55-47 con inerzia dalla parte biancorossa. Nel nervosismo generale, a tratti anche eccessivo, Trieste la spuntava ottimamente, dimostrando di essere matura per partite ad altissima intensità fisica e nervosa. Eppure, quando ormai la partita sembrava aver preso una direzione, con l’Alma che arrivava fino al +11, emergeva tutto il talento e l’orgoglio dei bolognesi. Un immarcabile Legion riavvicinava la Effe ad un solo possesso di distanza, fino a quando la tripla apertissima del possibile pareggio – capitata, quasi per un segno del destino, fra le mani del triestino d’origine Ruzzier – si spegneva sul ferro.

Due liberi del giovanissimo Baldasso a 27 secondi dalla fine valevano il +5 in un momento estremamente delicato della gara, specie se si pensa che precedentemente altri compagni, ben più esperti, avevano tremato proprio dalla lunetta. Fra i tanti e profondi contenuti tecnici proposti da questa partita, i liberi di Baldasso rappresentano – forse più di qualsiasi altro canestro – l’immagine della crescita di Trieste e del modo di questa società di proporre la sua pallacanestro. Un modello destinato a fare scuola, con tanti che cominciano a chiedersi fin a dove potrà arrivare. In tal senso, Boniciolli, ex contestatissimo dal pubblico della sua città natale, ha le idee chiare: “I triestini facciano pure gli scongiuri, ma Trieste vincerà la Coppa Italia“. Sarà profeta in patria?

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