Il caso “politico” di Enes Kanter

Il caso “politico” di Enes Kanter

Enes Kanter, centro degli Oklahoma City Thunder è stato ripudiato dalla famiglia a causa delle sue dichiarazioni contro il presidente turco Erdogan.

Continua la diatriba interna alla famiglia Kanter che vede il lungo di OKC, seguace dell’ imam Fethullah Gulen ( sospettata mente del recente colpo di stato turco) scontrarsi duramente con il resto della famiglia, fedele al presidente turco Erdogan.

Nei giorni scorsi il padre di Enes, ovvero Mehmet Kanter, aveva già rilasciato alla stampa dichiarazioni di dispiacere per le posizioni del figlio, riferendosi ai tweet riguardanti il fallito “golpe”. Il genitore è infatti un fervente sostenitore del governo ed il centro di OKC un detrattore di Erdogan e seguace della opposizione.

La situazione tra le due parti è andata sempre più logorandosi fino alla pubblicazione di una lettera in cui Mehmeth ha dichiarato il distacco dei Kanter dalle posizioni del ragazzo e la decisione di diseredarlo in seguito ai suoi gesti irrispettosi verso il presidente e la Turchia stessa.

La risposta del numero 11 dei Thunder non è tardata ad arrivare.

Infatti, dopo il rifiuto del governo degli Stati Uniti di estradarlo in Turchia, su richiesta dello stesso presidente Erdogan, ha pubblicato sui suoi profili social una lettera di risposta. Nella suddetta ha attaccato i familiari ed ha preso posizioni chiarissime in merito alla vicenda turca.

Il testo della lettera recita frasi come : ” oggi ho perso la mia intera famiglia e parenti”. Segno inequivocabile della netta separazione di Enes dal resto dei consanguinei.

Il giocatore inoltre esprime anche la sua profonda fedeltà a Gulen. Scrive di essere disposto a sacrificare la madre, il padre, i fratelli ed addirittura se stesso pur di veder vincere il movimento di opposizione.

La parte finale del testo racchiude la rottura più profonda tra le due parti. Enes infatti scrive di avere ormai un nuovo supporto: “da oggi in poi la mia famiglia sarà Gulen” e rivela suo nuovo cognome cambiato in seguito ai fatti descritti, firmandosi Enes Gulen.

 

 

 

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