Milano riaccende le speranze, vince gara-4 e si porta sul 3-1

Tensione a mille al Mediolanum Forum per gara-4 della finale di Lega A di basket. È l’ultima possibilità per l’EA7 Olimpia Milano di restare aggrappata al treno scudetto. Una vittoria rappresenterebbe una forte iniezione di fiducia e speranza in vista di una rincorsa su Siena resa difficilissima dopo la sconfitta casalinga di gara-3, che ha portato la serie sul 3-0. La Mens Sana Montepaschi Siena vuole chiudere qui la questione scudetto, per regalarsi quel record solitario di titoli nazionali consecutivi che fino all’anno passato apparteneva proprio alla squadra milanese.

Milano si schiera con il suo solito quintetto base: Cook, Mancinelli, Fotsis, Bourousis e Hairston. Siena risponde con: Stonerook, McCalebb, Andersen, Moss, Aradori.

Appena due minuti e Siena è già in allungo su Milano grazie a Stonerook, che, lasciato colpevolmente libero dagli uomini di Scariolo, è riuscito a insaccare due tiri dalla lunga distanza. Dopo 3 minuti di gioco siamo già sul 3-10. Bourousis accende la luce biancorossa con 5 punti consecutivi. Siena fa già le prove di fuga: dopo 6 minuti siamo 7-15. Melli finta il tiro e si libera con una magia della marcatura, riuscendo a siglare un magnifico canestro in sospensione. Ancora Melli, lasciato libero dal limite del perimetro, realizza da tre punti. A due minuti dalla fine del primo quarto, la partita è sul risultato di 12-17. Lavrinovic segna un tiro libero su due. Poi Carraretto, da fuori il perimetro, trasforma l’offensiva senese nei tre punti che fissano il risultato sul 12-24, proprio prima della sirena che sancisce la chiusura del primo quarto.

La partita riprende nel segno di Melli, abile a destreggiarsi in area e a scaricare il tiro del 14-24. Ancora Melli trasforma in oro un rimbalzo recuperato dai suoi compagni con un bomba dalla lunga. Esce Gentile, autore finora di una prestazione non all’altezza del suo potenziale, ed entra Hairston. L’Olimpia è bloccata, non riesce a concretizzare come vorrebbe in zona offensiva e non è abbastanza rapida nel chiudere gli spazi una volta perso il possesso. Siena ha la partita in discesa. Dopo 14 minuti di gioco, il risultato è sul punteggio di 17-28. Radosevic e Rocca riportano l’EA7 a -7. Lavrinovic e Cook si sfidano con i tiri dalla lunga: tre punti per entrambi. Ancora Lavrinovic realizza quattro punti consecutivi, spingendo il risultato sul 26-35. Time-out EA7, Scariolo vuole riportare concentrazione e convinzione nella testa dei suoi giocatori, finora avuta a sprazzi. Le parole dell’allenatore dell’Olimpia funzionano: Mancinelli riparte due volte in contropiede e regala ai tifosi biancorossi quattro punti consecutivi, che significano -5 dalla Montepaschi. Bremer è spettacolare nel liberarsi al tiro e nell’insaccare dalla lunga nonostante l’equilibrio precario. Il primo tempo si chiude sul punteggio di 33-37.

Al ritorno in campo Fotsis fa subito capire che Milano venderà cara la pelle: due punti e punteggio sul 35-37. Melli e Mancinelli confezionano il sorpasso. Fotsis recupera un canestro preziosissimo e Cook da fuori il perimetro non spreca l’occasione che gli si presenta. Grande carattere dell’Olimpia, che in tre minuti, con un parziale di 11 punti contro 0, opera il sorpasso e si porta a 7 punti di vantaggio su Siena. La Menssana commette due falli consecutivi in zona offensiva. Gli uomini di Pianigiani non riesce più a trovare i corridoi giusti, troppo frenetica negli ultimi metri. La squadra toscana riesce a trovare il canestro su tiro libero dopo quattro minuti abbondanti passati a guardare gli avversari giocare e allungare nel punteggio fino al +7. Mancinelli è favoloso a divincolarsi in area e a girare a canestro nonostante la pressione avversaria (48-42). Melli commette il suo quarto fallo personale e Andersen fa due sue due dalla lunetta. Hairston pesca libero Bourousis, che da sotto il canestro si alza in volo e schiaccia violentemente. Entra Gentile per Cook, JR Bremer scala in posizione di playmaker. Zisis per il -4. Hairston, nell’azione successiva, ristabilisce le distanze (54-48). Mancinelli è un mago questa sera, ancora una magia in sospensione per lui. Siena risponde colpo su colpo e non permette all’Olimpia di spingersi oltre il +6. Proprio prima della sirena, però, Bourousis si procura un fallo e realizza entrambi i tiri liberi. 6” di possesso sono sufficienti a McCalebb per innescare il turbo di cui solo lui è equipaggiato e appoggiare la palla nella retina. Il terzo quarto termina con l’EA7 in vantaggio di sei punti sulla Menssana.

Nell’ultimo quarto Milano non deve avere cali di concentrazione. Lo sa bene Mancinelli, che si priva del tiro per scaricare la palla su Gentile, che dalla lunga distanza buca il canestro. Ancora Mancinelli e Gentile, i più attivi in questa frazione di gioco, regalano ai tifosi biancorossi i punti del + 8. Cook, dalla lunetta, porta il vantaggio dell’Olimpia in doppia cifra. Il punteggio si muove a elastico tra il +8 e il + 10 milanese. Mancano 5 minuti alla fine della gara e il risultato è sul 77-67. Bourousis non riesce a centrare il canestro da pochi centimetri. Milano si apre ai contropiedi senesi, la sua difesa non funziona per niente. McCalebb e compagni recuperano fino al -2, insperato fino a un minuto prima. Hairston realizza tre punti pesantissimi, prima che Kaukenas non riesca a controllare un palla facile facile. Infrazione di passi per Bourousis. McCalebb sigla il canestro del -3. Bourousis, con un tap-in dopo un errore da sotto il canestro, riporta l’Olimpia sul +5. Ancora Bourousis, questa volta dalla lunetta, permette ai suoi di allungare. Stonerook è l’ultimo ad arrendersi e segna il canestro (da tre punti) che permette ai suoi di ritornare in partita a 50 secondi dalla fine (84-81). Siena si porta ad un solo punto dall’Olimpia, ma Cook, dalla lunetta, fa 2 su 3. Sull’ultimo tiro libero sbagliato da Cook, però, Milano si fa trovare pronta sul rimbalzo, a differenza di quanto accaduto in gara-3, riuscendo a condurre in porto la partita. Il punteggio finale è 88-83.
Milano vince gara-4 e si porta sul 3-1 nella serie, riaccendendo almeno in parte le speranze in uno scudetto che manca ormai da tanto, troppo tempo.

Giuseppe Ferrara
15 giugno 2012

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