Brazilian Jiujitsu: due chiacchiere con Aldo Baldino

Brazilian Jiujitsu: due chiacchiere con Aldo Baldino

Ciao Aldo e benvenuto su 2duerighe.com, andiamo con ordine: quando e come ti sei avvicinato al BJJ?

Era il 1994, frequentavo le superiori e già praticavo kickboxing. In palestra ebbi l’occasione di vedere una videocassetta dell’ufc (mi pare fosse Ufc 2). Rimasi subito colpito da come Royce Gracie sconfiggeva gli altri combattenti con relativa facilità usando la lotta a terra. Già allora avrei voluto provare ma sono quasi certo che a Roma (e credo anche in Italia) all’epoca non esisteva nessuno che praticasse ne tantomeno insegnasse il BJJ quindi ho dovuto desistere.

Ho continuato a praticare discipline di striking fino al 2010 quando un giorno, nella palestra dove mi allenavo regolarmente, vidi un corso di BJJ (tra l’altro diretto da un ottimo maestro). Mi iscrissi subito per provare e da allora non sono più riuscito a smettere.

Rimaniamo sui primi passi: ogni arte marziale ha le sue difficoltà specie nei primi mesi, nel BJJ quali sono le più frequenti?

A mio avviso un primo scoglio è determinato dal fatto che muoversi principalmente a terra richiede di affinare degli schemi motori che normalmente una persona adulta non utilizza quindi anche persone sportive (o che si considerano tali) possono avere difficoltà all’inizio.

Il problema principale, sempre secondo il mio punto di vista, è la quantità delle tecniche e delle posizioni da assimilare, i primi mesi di pratica ci si può sentire travolti dalla grossa mole di informazioni e di concetti e difficilmente si percepisce il quadro d’insieme, alcune persone hanno la sensazione di non progredire e questa cosa può scoraggiare i meno determinati.

Hai alle spalle un bel po’ di gare e podi, uno dei ricordi più belli legati alla tua carriera agonistica. 

Ricordo con piacere la prima vittoria ottenuta lottando con il Gi nelle cinture bianche (se ricordo bene era il Roma open cup 2011).

Il mio maestro Gianfranco delli Paoli tiene molto alla pratica con il GI ma fino a quel momento purtroppo ero riuscito a portare a casa qualche risultato solo nelle gare di grappling NOGI.

Ero anche fresco della delusione di una sconfitta nella finale del campionato italiano di Grappling di serie B e fu una grande soddisfazione spuntarla contro tutti quei ragazzi (molti dei quali 10 o più anni più giovani di me), ma soprattutto ricordo il supporto di molti compagni di allenamento dell’epoca, molti amici che per motivi personali, scelte di vita od impegni lavorativi non riesco più a vedere sul tatami.

Rispetto ad alcuni sport, si dice che il passaggio di cintura sia un processo che richieda più tempo; è vero? 

E’ una disciplina complicata, ci vuole pratica costante e dedizione, non si può improvvisare nulla quindi i bravi insegnanti tendono giustamente a non regalare le cinture, poi trovo che il fatto che non ci siano esami o passaggi di grado a pagamento sia positivo visto che il maestro (sempre che sia un maestro serio) non ha alcun interesse ad essere di manica larga.

Il tatami non mente ed è una disciplina dove ci si confronta spesso sia tecnicamente che a livello di sparring in palestra, quindi puoi raccontarti balle quanto vuoi ma se porti una cintura che non meriti appena ti alleni in una palestra seria o peggio vai a gareggiare vieni smascherato immediatamente.

Sono dell’idea che un praticante scarso con una cintura pesante faccia pessima pubblicità al suo maestro, al suo gruppo ed alla disciplina in generale, fortunatamente da quello che vedo mi sembra che la maggior parte degli insegnanti la pensino in questo modo.

Gi e NoGi, come preferisci lottare? 

Non saprei, mi piace praticare sia con che senza il Kimono e penso che la pratica NoGI porti benefici anche alla pratica con il GI e viceversa, ci si abitua a controllare ed interagire con l’avversario in modi diversi ed a situazioni/ritmi/problematiche differenti quindi praticare in entrambi i modi può fare solo che bene.

Lo scorso mese hai portato a casa due ori in categoria più quello nell’assoluto ed un argento sempre in categoria al Roma Open, hai già messo in agenda la prossima competizione alla quale parteciperai? 

Grazie delle belle parole ma ci tengo a precisare che essendo un “vecchietto” lotto quasi sempre nei Master, è molto più facile andare a medaglia quindi tutti i risultati hanno valore relativo (infatti devo ancora capire perché mi stai intervistando….).

Tornando alla domanda, se lavoro e vita privata lo permetteranno mi piacerebbe partecipare all’Europeo Master a Barcellona ma sono molto dubbioso, a Maggio andrò al Napoli Challenge che è un appuntamento a cui il mio maestro (essendo di origini campane) tiene particolarmente e sicuramente a Giugno saremo a Firenze per l’Italian BJJ Open cercando di chiudere decentemente la stagione.

Hai avuto modo di combattere e vedere sul tatami atleti di tante nazionalità, in Italia il livello dei nostri atleti a che punto è rispetto al resto del mondo?

Francamente ho la percezione (forse errata) che da un certo livello in poi la maggior parte degli atleti adult (ma non solo) di altre nazionalità siano praticamente dei professionisti. Competere con persone che possono allenarsi più volte al giorno e/o fanno preparazione fisica specifica con costanza diventa complicato per atleti che magari devono passare 9/10 ore al lavoro.

Comunque abbiamo anche noi alcune eccellenze, atleti eccezionali che se la possono giocare alla pari praticamente con chiunque e ultimamente ho visto atleti italiani giovani e molto forti che si stanno facendo valere anche nelle cinture blu/viola e marroni.

Le federazioni che abbiamo sul territorio secondo me stanno facendo un ottimo lavoro per promuovere e diffondere queste discipline, ci sono tantissime gare, seminari, camp e ranking quindi se si ha voglia di fare attività c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Ultima domanda prima dei saluti; solitamente chiediamo “a chi consigli la pratica del Bjj” stavolta la domanda è: a chi sconsigli il Brazilian Jiu Jitsu?

 Non è una disciplina per:

 

  • Chi è in cerca di qualcosa di facile
  • Chi getta la spugna facilmente
  • Chi non sopporta la pressione (fisica o psicologica che sia)
  • Chi cerca la cintura od il diploma facile
  • Chi è pensa di diventare istruttore in un week end
  • Chi non è disposto (almeno all’inizio) ad essere costantemente battuto da avversari più piccoli di lui o addirittura da qualche ragazza

Per tutti gli altri consiglio di fare un tentativo, se vi appassionerete verrete ricompensati dalla migliore forma fisica che abbiate mai avuto ed un sacco di gente simpatica con cui rotolarsi a terra e magari farsi una birra subito dopo.

Grazie mille per la disponibilità e in bocca a lupo per le prossime gare.

Grazie a voi, e viva il lupo.

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