Basket NBA: Paul George approda ad Oklahoma City

Basket NBA: Paul George approda ad Oklahoma City

Gli Oklahoma City Thunder riescono a mettere le mani sull’ambito Paul George. Ad Indiana andranno Oladipo e Sabonis. Nessuna scelta nello scambio.

Una trade inaspettata. Pochissimi immaginavano di vedere Paul George agli Oklahoma City Thunder nella prossima stagione. Inattesa non tanto nello scambio in se, Sam Presti al solito bravissimo a tramare nell’ombra, quanto per le condizioni accettate da Indiana. Oladipo e Sabonis, senza nessuna scelta. Diciamocela tutta, i Pacers avrebbero potuto ottenere di più dalla cessione di Paul George. Se non altro qualcosa di più funzionale ai loro progetti.

È vero peró che ci sono diverse attenuanti a favore della dirigenza di Indiana. Una su tutte la volontà dichiarata di George di voler andare ai Lakers al momento della scadenza del suo contratto, essendo lui nativo di Los Angeles. Questo ha fatto si che il suo valore si abbassasse notevolmente. L’outing di George ha messo quindi i Pacers in una situazione di svantaggio rispetto agli offerenti. Indiana infatti si è trovata con un “valore cestistico” enorme da scambiare ma con il rischio reale di perderlo senza “ricavi”. Il rischio era quello di generare uno snervante conto alla rovescia verso la prossima free agency.

Nulla di tutto ciò assolve però alcune “colpe” di Indiana. Secondo le indiscrezioni infatti, i Thunder non sono stati gli unici a fare proposte concrete per assicurarsi i servigi di PG13.

Boston per esempio era data come molto interessata all’acquisizione di George. Talmente tanto da offrire tre scelte al primo giro e due giocatori, uno dei quali Joe Crawder. Stesso vale per i Lakers che avrebbero offerto le scelte 27 e 28 del draft 2018 e l’ala Julius Randle. Con questo non si vogliono assolutamente screditare  Oladipo e Sabonis, ma alcuni dubbi, specie in virtù della situazione di Indiana, sorgono spontanei.Tanto per cominciare con la cessione di George Indianapolis si è automaticamente messa nella condizione di ricostruire, anche se non da zero. Quindi perché portare a conclusione una trade senza scelte? Inoltre Oladipo ha un contratto molto oneroso, più di 80 milioni per quattro anni. Appesantire quindi il salary cap non sembra il massimo per una franchigia in ricostruzione. Senza voler contare il rendimento altalenante di Oladipo delle scorse stagioni.

Per quanto riguarda il versante OKC invece la trade rinforza notevolmente il potenziale offensivo della squadra. Forse non è ancora abbastanza per competere con Golden State, ma il duo Westbrook-George sulla carta è un esperimento interessante. Oltretutto non possiamo sapere quali sorprese potrebbe ancora portare l’estate NBA.

 

 

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