Volley femminile: Turchia battuta, continua il sogno olimpico per le azzurre

Volley femminile: Turchia battuta, continua il sogno olimpico per le azzurre

Nel torneo europeo di qualificazione olimpica la nazionale di coach Bonitta vince lo scontro da dentro o fuori con le turche padrone di casa e strappa così l’ultimo biglietto disponibile per sperare ancora in Rio 2016. La vittoria finale è della Russia che si qualifica direttamente per l’olimpiade sconfiggendo i Paesi Bassi. Le olandesi a maggio faranno compagnia all’Italia nel torneo mondiale di qualificazione olimpica, ultima chance per andare in Brasile.

Cinque giorni cominciati come un incubo, con una nazionale spenta e inspiegabilmente priva della verve delle sue veterane. Poi la svolta, il secondo set vinto in extremis contro il Belgio nella partita in cui una sconfitta avrebbe significato “addio Rio”. Una svolta solo parziale però, perché le montagne russe hanno continuato ad accompagnare il gioco delle azzurre, un gioco, bisogna dirlo, disordinato, che non ha mai convinto a pieno: imprecisioni tecniche evitabili, difesa e ricezione che latitano, mancanza di cinismo. Ma nonostante tutto il risultato minimo è stato ottenuto e il merito va anche al ct Marco Bonitta che ha avuto il coraggio di convocare giovani inesperte ma di belle speranze, di buttarle nella mischia quando le sue veterane hanno mostrato un’inspiegabile involuzione e di affidare loro tutta la responsabilità di questo risultato che, per ora, salva un movimento intero. Una mancata qualificazione all’olimpiade da parte dell’Italvolley femminile avrebbe sicuramente aperto discussioni e polemiche, ci siamo andati vicino ma per ora siamo salvi. Una delle poche note positive emerse da questo torneo sono proprio le giovanissime giocatrici di questa nazionale, ragazze dal futuro assicurato che hanno fornito prestazioni di alto livello alternate a errori di gioventù, ma che comunque hanno cambiato il destino di una nazionale già con un piede nella fossa dopo la partita con la Russia e l’inizio del match con il Belgio.

La qualificazione per Rio va però ottenuta e Bonitta avrà tempo fino a maggio per cercare di capire quali siano i nomi migliori da portare avanti in questo gruppo, rinunciando magari a qualche veterana che in Turchia ha deluso, e dare un gioco più fluido e attento ad un gruppo che sta affrontando un ricambio generazionale importante. Ma non possiamo nasconderci, non ottenere la qualificazione nel torneo mondiale di Tokyo significherebbe andare incontro a una débâcle ancora maggiore della scampata eliminazione ad Ankara. In Turchia davanti a noi si sono piazzate Russia e Olanda, due nazionali in questo momento di ben altro livello. In Giappone saranno tre i posti disponibili ed escludendo le olandesi tutte le altre squadre sono ampiamente alla portata delle azzurre.

Le pagelle delle azzurre in questo torneo

Paola Egonu – 9: una sola parola per descriverla: predestinata, a soli diciassette anni è una vera campionessa. Alla prima esperienza a livello internazionale si trova inaspettatamente a dover sopportare gran parte del peso dell’attacco azzurro ma non si spaventa. Anzi, sfodera prestazioni mostruose, potenza spaventosa e ottima tecnica. Certo gli errori anche banali non mancano, ma il merito di questo terzo posto è soprattutto suo. Se migliora (e tanto) in difesa e ricezione non avrà molte rivali del suo livello, e il tempo per farlo c’è tutto.

Martina Guiggi – 8: l’unica veterana a fornire sempre prestazioni importanti. Granitica a muro e precisa in attacco dove forse andava servita più spesso. Con la sua esperienza è una certezza anche a livello mentale per questo gruppo giovane.

Alessia Orro – 7.5: a soli diciassette anni si ritrova a dover guidare al palleggio una nazionale allo sbaraglio, e lei risponde presente. Come per Egonu gli errori e le ingenuità non mancano ma per ora la si può perdonare. Anche lei ha davanti una carriera promettente, che la nazionale abbia forse trovato la nuova Lo Bianco?

Valentina Diouf – 7: l’oppostone azzurro parte dalla panca ma è presto chiamata in campo per le brutte prestazioni di Centoni. Come al solito si fa trovare presente ma le manca sempre qualcosa e ancora una volta non è lei a caricarsi sulle spalle il peso della squadra quando conta. Di punti ne mette a segno, e neanche pochi, ma a volte sembra in affanno e si spegne alla prima difficoltà. Brava, ma da lei ci sia aspetta di più.

Anna Danesi – 7: l’altra giovane azzurra si ritrova anche lei nella mischia in seguito al parziale infortunio di Chirichella e non la fa rimpiangere. Braccio veloce in attacco e buone prestazioni a muro dove però può migliorare. A soli diciannove anni ha il futuro dalla sua.

Antonella Del Core – 6.5: se non fosse per l’ultimo set contro la Turchia la sufficienza sarebbe risicata ma questa giocatrice, a trentacinque anni, è solo da applaudire. Soffre per tutto il torneo, con Egonu accanto è costretta a sorbirsi tutto il peso della ricezione e nella partita con l’Olanda tocca picchi bassissimi mai visti da una come lei. Ma la capitana è sempre lì a lottare fino a quando mostra tutta la sua classe nel momento più importante per tutto il volley azzurro. Una vera campionessa.

Cristina Chirichella – 6: il fantozziano infortunio alla caviglia della notte di San Silvestro non la mette k.o ma si fa sentire. Gioca bene anche se paga un po’ in attacco ma comunque non riesce a reggere per tutto un match senza dover porre un po’ di ghiaccio sul piede. Ormai è una certezza di questa nazionale, speriamo di rivederla in forma.

Monica De Gennaro – 6: il libero inizialmente titolare soffre, e non poco, all’esordio contro la Russia in una giornata dove la febbre la debilita. Lascia spazio a Sansonna nelle partite successive entrando solo per qualche scambio a risollevare ricezione e difesa. Nel tie-break con le turche si ritrova inaspettatamente in campo e fa la sua buona figura in un momento delicatissimo. L’influenza non l’ha certamente aiutata ma questa nazionale ha bisogno della miglior De Gennaro.

Alessia Gennari – 6: inspiegabilmente poco considerata da Bonitta nei primi giorni, anche quando Del core soffre, fa il suo esordio solo nella partita già compromessa contro l’Olanda. Contro la Turchia è chiamata a tenere in ricezione e lo fa bene. Forse avrebbe potuto dare un contributo migliore se fosse stata chiamata più spesso in causa.

Francesca Ferretti – 5: dopo aver passato anni a fare la seconda di quel fenomeno che è stato Lo Bianco ha avuto finalmente l’occasione di partire titolare in cabina di regia ma non ha risposto presente. Dalla partita con il Belgio lascia il posto alla giovane Orro, entra poi in campo qualche volta quando la collega entra in difficoltà senza demeritare ma senza neanche brillare. Le sue qualità sono indiscusse (cinque scudetti non si vincono per caso) ma è necessario metterle a disposizione della squadra quando serve.

Stefania Sansonna – 5: chiamata a sostituire De Gennaro gioca come sa solo contro il Belgio, poi una serie di prestazioni insufficienti che mostrano una Sansonna lontana parente di quella ammirata a Piacenza prima e a Novara adesso. Titubante in ricezione e sposso fuori posizione in difesa. Poteva fare meglio e se vuole mantenere il posto deve fare attenzione perché i liberi forti in Italia non mancano.

Nadia Centoni – 4,5: con la sua esperienza doveva essere una delle trascinatrici del gruppo e invece manca totalmente l’appuntamento con questo torneo. Malissimo all’esordio con la Russia e con il Belgio, lascia il posto a Diouf entrando solo per qualche scampolo di partita ma senza mai convincere. La sua grinta e la sua esperienza potrebbero servire ancora a questa nazionale, ma come detto per Sansonna deve fare attenzione perché la concorrenza anche nel suo ruolo non manca affatto.

Lucia Bosetti – 4,5: la più grande delusione di questo torneo. Spiace dire questo di una giocatrice delle sue qualità ma bisogna prendere atto che dopo l’infortunio al legamento nell’estate del 2014 sembra non essere più la stessa. Dopo le prestazioni opache dell’europeo si presenta forse ancora peggio in Turchia. Parte titolare ma è irriconoscibile e lascia il posto a Egonu. Nelle altre partite fa qualche apparizione in seconda linea rispondendo presente, ma da lei ci si attende ben altro.

Sara Bonifacio – s.v.: chiamata in extremis per il mezzo infortunio di Chirichella non viene quasi mai utilizzata. È anche lei una giovanissima e ha già dimostrato di promettere bene a Novara. Può solo crescere.

Marco Bonitta – 7: se fosse arrivata l’eliminazione sarebbe stato il capro espiatorio, ma, seppur con tante difficoltà e paure, questo non è successo. Ha sbagliato qualche convocazione fidandosi troppo delle veterane ma ha capito i suoi errori mostrando (forse un po’ in ritardo) il coraggio di cambiare. Mezzo punto in più per aver dato fiducia alle giovanissime in cui in pochi credevano. Il lavoro da fare verso Rio è tanto, ma ad un ct che ci ha fatto vincere un mondiale si può chiedere anche questo

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