Altro che biscotto: è Pan di Spagna (ma il Dottore è per sempre)

Altro che biscotto: è Pan di Spagna (ma il Dottore è per sempre)
Valentino Rossi durante le prove libera del venerdì nel circuito Ricardo Tormo di Valencia © Tino Martino

Nell’ultima tappa del motomondiale sfuma per il pesarese il sigillo sul decimo titolo iridato. Rossi: “è biscotto. Sono triste ma è andata così”.

Valentino Rossi non ce l’ha fatta. L’occasione di conquistare il decimo mondiale in carriera viene meno. A Valencia “il biscotto spagnolo” – come ha dichiarato lo stesso pilota di Tavullia – ha decretato un Jorge Lorenzo campione del mondo. Il Dottore ha chiuso in quarta posizione partendo dall’ultimo posto in griglia dopo una settimana infuocata da polemiche e commenti. Il contatto con il niño Marquez e la conseguente squalifica nel post-Sepang non sono tuttavia elementi utili a  rendere negativa una stagione di per se sensazionale. A inizio campionato infatti nessuno ci credeva: “Rossi è invecchiato”, “la Honda è più veloce”, eccetera. E invece Valentino ha stupito tutti, avversari e detrattori, tifosi e seguaci. Fin dal primo Gp di Qatar, Rossi, piazzando un trio tutto italiano assieme ai ducatisti Dovizioso e Iannone, riuscì a far capire che lui, a 36 anni, c’era. E oggi, dopo 18 gare, parlare di un Marquez battagliero solo con Pedrosa e mai pericoloso con il connazionale Lorenzo è fuorviante ed esclude la bellezza delle due ruote, che in molti non trovano più dopo l’alleanza ispanica. “È stata una stagione veramente bella – ha dichiarato Rossi dopo la gara – perché ci siamo costruiti questa possibilità. Non ho mai sbagliato – continua – e sono stato competitivo”. Poi il Giappone e quei 18 punti di distacco ottenuti a Motegi sembravano un’ipoteca sul mondiale ma poi, col Gran Premio d’Australia, la realtà ha bussato alla porta del sogno targato 46. “Da Phillip Island – spiega Rossi – è successo qualcosa che nessuno si aspettava: Marquez è stato imbarazzante, una cosa bruttissima per il nostro sport. E da lì tutto è cambiato perché ho dovuto lottare contro due piloti, pure molto veloci. Oggi tutti hanno visto il loro piano”. Il prossimo anno il Dottore sarà ancora in sella alla Yamaha M1 per cercare di

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook