Kazan 2015, ancora medaglia per Tania in coppia con Verzotto! Bronzo epico anche dalla staffetta veloce!

Kazan 2015, ancora medaglia per Tania in coppia con Verzotto! Bronzo epico anche dalla staffetta veloce!

Il medagliere azzurro si arricchisce si altre due bronzi grazie al sincro misto dai tre metri dove la Cagnotto, insieme a Maicol Verzotto, mette il punto esclamativo ad un mondiale per lei eccezionale e a alla 4×100 sl. Dotto, Orsi, Santucci e Magnini centrano la prima medaglia azzurra nel nuoto in vasca in questi mondiali di Kazan e prova convincente anche del Settebello che vince e si guadagna l’Ungheria.

 Tania - VerzottoAltre due medaglie azzurre in questo mondiale russo che, per ora, sembra portare bene alla nostra nazionale. Altri due bronzi, a distanza di poche ore l’uno dall’altro, che non possono che fare farci esultare. Ma andiamo con ordine. La prima gioia di giornata ce la regalano Tania Cagnotto e Maicol Verzotto nell’inedita gara del sincro da tre metri, disciplina in cui, va detto, la medaglia era accessibile per la coppia azzurra, ma gli ostacoli per raggiungerla erano comunque numerosi. Ostacoli come la coppia canadese o quella australiana, e magari anche i russi e i messicani, considerando i cinesi inarrivabili. I due compagni di allenamento in quel di Bolzano hanno però fatto una gara regolare, di alto livello, senza eccessive sbavature e si sono così assicurati un posto sul podio alle spalle proprio dei cinesi Wang e Yang, oro meritatissimo, e i canadesi Abel e Imbeau-Dulac , partiti male ma autori di due tuffi finali da urlo. Un bravo va quindi a Maicol Verzotto, capace di prestarsi ai tuffi dal trampolino che non sono la sua specialità abituale, con grande sangue freddo e precisione, e un brava, anzi bravissima (siamo certi che Verzotto non si offenderà), va a Tania, non solo per la gara di ieri, ma per tutto il mondiale, l’ultimo e il migliore della sua lunga carriera.

Poche ore dopo alla Kazan Arena (lo stadio di calcio del Rubin Kazan adibito a piscina per l’occasione) cominciavano a darsi battaglia gli squali del nuoto tra le corsie, e tra loro si facevano notare anche i quattro azzurri della staffetta veloce. Alla partenza Luca Dotto si manteneva in contatto sulla folta linea dei migliori, dopo duecento metri la vasca era ormai divisa in due gruppi e Marco Orsi era là davanti in compagnia di Francia, Russia e Brasile. Prima dell’ultima frazione Michele Santucci aveva intelligentemente lasciato andare Gilot e Morozov, troppo forti per lui, restando a ruota del brasiliano e infine il veterano Filippo Magnini dava a tutti una lezione di grinta e carattere strappando un ottimo crono e precedendo di quasi un secondo il Brasile. Oro ai francesi e argento ai russi in questa finale in cui mancavano clamorosamente Usa e Australia, eliminate nelle batterie del mattino, due assenze che non tolgono valore alla medaglia degli azzurri capaci, oltre che a nuotare un tempo invidiabile, di essere nel posto giusto al momento giusto. E si sa, un pizzico di fortuna non guasta mai.

Buona prestazione anche dalla staffetta veloce femminile che centra un sesto posto con record italiano annesso con il quartetto composto da Erika Ferraioli, Silvia Di Pietro, Laura Letrari e Federica Pellegrini nella gara vinta dall’Australia davanti a Olanda e Usa. Settimo posto soddisfacente Diletta Carli nei 400 sl, nella gara che a Roma e a Shanghai fu della Pellegrini e che adesso è della terribile ragazzina statunitense Katie Ledecky.  La diciottenne, detentrice del record del mondo nei 400, 800 e 1500 sl, ha preceduto l’olandese Sharon Van Rouwendaal, nuotatrice davvero polivalente che aggiunge questo argento ai due metalli già conquistati nel nuoto in acque libere, e l’australiana Jessica Ashwood. Ma Katie Ledecky non è, e non sarà, l’unica reginetta di questo mondiale: la svedese Sarah Sjöström, che a soli sedici anni vinceva l’oro a Roma, fa una gara mostruosa nella semifinale dei 100 farfalla e stampa il nuovo record del mondo con un 55”74 da brividi. In questa gara non accedono alla finale di domani le azzurre Ilaria Bianchi, fuori in semifinale, e Elena Di Liddo, fuori già al mattino così come Andrea Mitchell D’Arrigo nei 400 sl, Lorenzo Antonelli nei 100 rana, Piero Codia nei 50 farfalla e Alice Mizzau nei 400 sl.

L’altra medaglia d’oro assegnata ieri è stata quella dei 400 sl uomini andata al collo del cinese Sun Yang, fenomeno che sfiderà Gregorio Paltrinieri nei 1500 in cui è bicampione mondiale in carica, davanti al giovane inglese James Guy e al veterano canadese Ryan Cochrane.

Nella piscina dei tuffi il programma di questi mondiali si è concluso con la piattaforma maschile che prometteva fuoco e fiamme e che non ha deluso le aspettative anche se alcuni atleti, come Minibaev o Klein, si sono chiamati fuori molto presto con qualche errore di troppo. Oro alla Cina grazie a Qiu Bo autore di una gara da urlo con una media di quasi cento punti a tuffo. Argento al campione olimpico statunitense David Boudia che ha l’unica sfortuna di trovare sulla sua strada la perfezione dei tuffi del cinese. Bronzo a Thomas Daley che con un ultimo tuffo da tutti 9.5 scalza dal podio il messicano Ivan Garcia.

Grande prova, finalmente, degli azzurri della pallanuoto che conducono sempre il gioco nell’ottavo di finale contro il Canada portando a casa il match per 8-2. Tutti si augurano che gli azzurri abbiano finalmente trovato la forma giusta necessaria anche per affrontare i maestri dell’Ungheria nel proibitivo quarto di finale che aspetta il Settebello.

Oggi al via le qualificazioni dei tuffi dalle grandi altezze al maschile, disciplina che ha esordito ud un mondiale di nuoto due anni fa. Nella spettacolare gara, che vedrà gli atleti tuffarsi nel fiume Kazanka da 27 metri, farà il suo esordio anche l’azzurro Alessandro De Rose, ventitreenne di Cosenza. Occhi puntati in casa Italia sulle ragazze della pallanuoto che affronteranno la Grecia in un difficile quarto di finale che è ormai uno scontro tradizionale tra queste due nazionali e che inevitabilmente rimanda la mente degli appassionati alla finale di Atene undici anni or sono.

Lorenzo Vailati
3 agosto 2015

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