Sport invernali: mondiali da urlo per i colori italiani al femminile. La regina si chiama Arianna Fontana, la principessa ha il nome di Karin Oberhofer

Sport invernali: mondiali da urlo per i colori italiani al femminile. La regina si chiama Arianna Fontana, la principessa ha il nome di Karin Oberhofer

Week end che regala tante soddisfazioni ai colori azzurri nei mondiali di short track e biathlon. In Russia la Fontana si conferma uno dei talenti migliori dello sport italiano, in Finlandia la Oberhofer centra uno splendido bronzo

 Arianna FontanaCaschetto biondo, occhi vispi, sorriso che non manca mai e… medaglia sempre al collo. È questo l’identikit di Arianna Fontana, fenomeno dello short track italiano. La sua unica sfortuna (che poi sfortuna non è) è quella di praticare uno sport per pochi intimi, poco trasmesso dalle tv anche se le caratteristiche per appassionare tutti (velocità, adrenalina e tanta imprevedibilità) le possiede. La ventiquattrenne di Sondrio non ha nulla da invidiare infatti ai grandi dello sport azzurro. A neanche sedici anni vinceva la medaglia di bronzo a Torino 2006 nella staffetta femminile e già si mostrava come una predestinata. Oggi a quasi dieci anni da quel momento e dopo aver trovato tanto spazio sui podi mondiali e olimpici di uno sport tradizionalmente dominato dagli asiatici, dimostra di essere uno dei più grandi talenti azzurri facendo incetta di medaglie ai Mondiali di Mosca. Già sabato Arianna aveva scritto un altro pezzo di storia vincendo i 1500 metri, primo oro mondiale della sua carriera, sconfiggendo nella finale a quattro anche l’inevitabile gioco di squadra delle tre fortissime coreane terminate tutte alle sue spalle. Poco dopo si era messa in tasca il bronzo nei 500 metri, proponendosi come una delle pretendenti alla medaglia nell’all round, cioè il titolo che premia la miglior pattinatrice del mondiale tenendo conto dei risultati delle quattro gare singole (500, 1000, 1500 e 3000 metri). Domenica è continuata la festa azzurra con il bronzo nei 1000 metri e il quarto posto nella gara meno congeniale ad Arianna, i 3000 metri, risultati che le hanno permesso di ottenere l’argento nell’all round, alle spalle solo della fortissima coreana Choi Min-jeong. La nostra triplice medagliata olimpica a Sochi 2014 ha poi trascinato sul gradino più basso del podio della staffetta le compagne di nazionale Lucia Peretti, Elena Viviani e Arianna Valcepina chiudendo con ben cinque medaglie personali e riscrivendo la storia dello short track italiano. La piccola Arianna non finisce di stupire e chissà quante altre medaglie potrà mettersi al collo nella sua potenzialmente ancora lunga carriera.

 oberhofer_gettySpostandoci nell’estremo nord europeo, a Kontiolahti (Finlandia) troviamo un’altra piccola ma grande donna: lei è Karin Oberhofer, atleta più esperta della nazionale azzurra di biathlon che nelle ultime stagioni sta ottenendo ottimi risultati confermati anche ai mondiali appena terminati nel paese scandinavo. Dopo il bellissimo ma atteso bronzo di venerdì della stessa Oberhofer insieme a Lisa Vittozzi, Nicole Gontier e Dorothea Wierer nella staffetta femminile, l’Italia ottiene un’altra medaglia, sempre di bronzo, nella giornata di domenica. La stessa Karin compie una delle migliori gare della carriera riuscendo a salire sul gradino più basso del podio nella 12,5 km mass start e riscattandosi da quel quarto posto nella sprint di Sochi che ancora bruciava. La ventinovenne di Bressanone comincia la gara in sordina: due errori ai primi due poligoni la costringono a inseguire, ma i dieci bersagli perfettamente centrati delle serie in piedi la fanno risalire fino ai primi posti a poco più di due chilometri dal traguardo. E in questo momento comincia il capolavoro: Karin sembra leggerissima sugli sci, in pochissimo tempo mangia i dieci secondi che la separano dal podio recuperando le atlete che le contendono una medaglia. La tedesca Hildebrand scompare e anche la ceca Soukalovà, famosa per la sua velocità sugli sci, deve soccombere. Solo la fortissima Domracheva, bielorussa tre volte campionessa olimpica lo scorso anno, forse la più forte biathleta delle ultime stagioni, tiene il passo dell’azzurra. La medaglia di legno sembrava avvicinarsi ma sul rettilineo finale la Oberhofer tira fuori una grinta da leonessa e va a precedere la bielorussa ottenendo, tra la gioia inaspettata di tutto lo staff azzurro in tribuna e il suo sorriso incredulo, un bronzo che sa di magico, dietro solo alla tedesca Preuß, argento, e all’ucraina Valj Semerenko, oro. L’altra azzurra in gara, Dorothea Wierer, chiude con un deludente ventisettesimo posto pagando le troppe imprecisioni al poligono. L’atleta di Brunico chiude il mondiale senza medaglie individuali in cui si sperava fortemente, visto l’andamento della stagione, e con un amaro quarto posto per solo quattro decimi di secondo nella 15 km.

La medaglia della Oberhofer è solo la punta di ormai un solido iceberg chiamato “nazionale italiana di Biathlon” che si conferma dunque in crescita, soprattutto tra le ragazze. I due bronzi di Kontiolahti si sommano a quello ottenuto sempre dalla staffetta femminile ai mondiali di due anni fa e allo storico terzo posto ottenuto dalla squadra italiana nella staffetta mista agli ultimi Giochi Olimpici. Senza dimenticare inoltre i numerosi podi ottenuti dai nostri italiani nelle ultime stagioni di Coppa del Mondo. Questa disciplina che unisce la forza e la fatica dello sci di fondo alla concentrazione e alla precisione del tiro con la carabina sta diventando una felice realtà nel nostro paese e i giovani che si affacciano a questo sport sembrano promettere bene. Non resta che aspettare e sperare in altre imprese come quella portata a termine da Karin.

Lorenzo Vailati
16 marzo 2015

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