Coni, la Fin squalifica Malagò. Lui: “Tranquilli e divertiti”

Coni, la Fin squalifica Malagò. Lui: “Tranquilli e divertiti”

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ROMA- “Si commenta tutto da solo, è la dimostrazione che siamo nel giusto ad aver voluto portare avanti la riforma della giustizia sportiva. Qualsiasi commento è superfluo, siamo tranquilli e sereni ma soprattutto quasi divertiti. Non tanto per l’illogicità quanto per il nonsenso di tutto questo”. Parole del presidente del Coni, Giovanni Malagò, dopo la sua squalifica di 16 mesi inflitta ieri dalla Disciplinare della Fin, per “aver violato i principi di lealtà e correttezza ed aver espresso in Giunta Coni giudizi ritenuti lesivi in merito alla Fin”.

La sentenza si riferisce al procedimento sulle frasi dette dal Presidente del Coni, lo scorso 4 marzo quando parlò di “doppia fatturazione” per 820 mila euro in riferimento ai lavori di manutenzione della piscina del Foro Italico. Nel caso fu coinvolto ed indagato il Presidente della Federnuoto Barelli e le indagini sono tuttora in corso. Barelli di risposta aveva chiesto alla procura  federale di “valutare” se Malagò avesse utilizzato “dichiarazioni lesive della reputazione” e così, dopo gli accertamenti, la Fin ha stabilito che il suo parlare di “doppie fatturazioni” dovesse essere punito con la squalifica per “mancata lealtà”.

“Quanto ho riferito in Giunta – spiega Malagò – mi era stato riferito dagli uffici del Coni, è un mio preciso dovere istituzionale di vigilanza, per cui siamo nel pieno rispetto di quello che è il ruolo che peraltro credo sia sacrosanto esercitare”. “Conoscete bene il nostro mondo, è un fatto difficile da spiegare per chi non è super addetto ai lavori. Semplicemente perché sono tesserato, peraltro orgogliosamente, di una federazione come di tante altre. Come dirigente di un’associazione sportiva e anche come praticante è giusto che lo sia”.

Redazione Sportiva

30 settembre 2014

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