Sara Gama e Stephanie Frappart: i volti di un calcio che cambia

Sara Gama e Stephanie Frappart: i volti di un calcio che cambia
"Fonte: Ansa.it"

“Spero di essere d’esempio per le ragazzine” : questa potrebbe essere l’affermazione che accomuna due storie che il mondo del calcio ci ha raccontato la scorsa settimana. Sono le storie di due donne che si sono trovate a sfatare un tabù molto radicato, quello della disparità di genere nel calcio professionistico, e speriamo ad aprire una strada per tante altre ragazze che hanno voglia di mettersi in gioco in questo sport. In questa disciplina sportiva infatti, come in molte altre realtà, rimane ancora molta strada da fare per arrivare ad una parità fra ambito femminile maschile, sia per quanto riguarda la visibilità concessa sia per quanto riguarda gli investimenti in fatto di sponsor.

La vicepresidente Sara

La protagonista della prima storia è Sara Gama, triestina classe 1989, capitana della nazionale italiana e giocatrice della Juventus Women. Da sempre in prima fila per affermare i diritti delle calciatrici, Sara è il volto che ha trascinato sempre più persone ad avvicinarsi a questa disciplina nel corso degli anni. Lo scorso novembre, in un’intervista rilasciata al Messaggero ha raccontato come il più difficile ostacolo per le calciatrici probabilmente sia “[…]trovare qualcuno che credesse in noi. E quello non è stato un ostacolo ma il passaggio che ha cambiato le cose. Conta anche far sentire la propria voce […]” e ha poi aggiunto “[…] Pregiudizi e ostacoli si abbattono con la conoscenza e conosci una cosa se ne parli, se a quella cosa dai dignità e rilevanza”. Questo è stato anche il motivo che l’ha spinta a scrivere un libro per raccontare di sé e del proprio sport; proprio in quest’ottica, Sara si dice convinta che per far emergere il calcio femminile serva che lo sport si faccia conoscere, che faccia parlare di sé per attirare attenzione sulle competizioni, come succede in campo maschile. Per queste sue doti nel 2019 è stata nominata come una delle 100 donne più influenti nel nostro paese da Forbes.

Dal 2017 siede anche in Consiglio Federale dove lo scorso lunedì è stata nominata vicepresidente dell’Associazione Italiana Calciatori, ruolo che finora non era mai stato affidato ad una donna. Sara farà parte della squadra del nuovo presidente Umberto Calcagno, che sostituisce l’uscente Damiano Tommasi.

Stephanie e il nuovo primato

La seconda storia invece ha come protagonista Stephanie Frappart, arbitro francese, che la scorsa settimana ha diretto la gara di Champions League fra Juventus e Dinamo Kiev. È stata la prima volta che una donna ricopriva questo ruolo in questa competizione.
Andando a vedere più da vicino la storia di Stephanie, si scopre che non è la prima volta che quest’arbitro fa parlare di sé per aver ottenuto qualche primato: nell’aprile 2018, infatti, è stata la prima donna a dirigere una gara della massima serie maschile francese e nello stesso anno ha diretto anche la finale di Supercoppa Europea. Non solo la Champions League per lei in questo 2020, ma un’altra competizione, l’Europa League, dove ha esordito il 2 ottobre 2020.
Per Stephanie quella dell’arbitraggio è stata una passione che ha coltivato fin dalla più giovane età, più precisamente dai 13 anni, quando ha cominciato a muovere i primi passi sulla scia di due grandi esempi, Nicole Petignat, la prima donna ad arbitrare la Coppa Uefa nel 2003, e Bibiana Steinhaus, che invece è stata la prima donna ad arbitrare in un grande campionato europeo. Sicuramente nei prossimi mesi la vedremo protagonista di tante altre partite importanti.

Queste due ragazze hanno portato una ventata di cambiamento nel mondo calcistico.. che sia solo l’inizio?

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook