Buon compleanno, Zlatan. L’animale che non può essere addomesticato

Buon compleanno, Zlatan. L’animale che non può essere addomesticato
Fonte: Pianeta Milan

“Un Mondiale senza di me è poca cosa, non c’è davvero nulla da guardare e non vale nemmeno la pena aspettarlo con ansia.” (Zlatan Ibrahimović)

39 candeline oggi per Zlatan Ibrahimović, The God, il fenomeno calcistico e mediatico dell’ultimo ventennio. Sempre con la risposta pronta e lo sguardo della sfida, Zlatan è uno dei calciatori più tecnicamente apprezzati e pagati a livello mondiale, un fenomeno che conquista nonostante il carattere poco docile. Ma perché piace tanto? Cosa affascina di Zlatan? È una macchina da corsa che non si fa pilotare se non da sé stesso, è spontaneo e non si lascia influenzare dal politically correct.

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Fonte: Sportal

Zlatan. 44,5 milioni di follower e 22 seguiti

Voi parlate, io gioco.” (Zlatan Ibrahimović, rivolto ai giornalisti)

Non a caso chiamato The God, Zlatan è la descrizione perfetta del lemma “egocentrismo”. Consapevole delle proprie capacità, il giocatore svedese non si cela dietro un dito e ostenta doti e competenze, senza dimenticare di scagliare taglienti frecciatine agli avversari. La calma non è il suo mestiere e in campo non mancano le discussioni, le provocazioni e i momenti caldi al limite della rissa.

Un uomo chiamato divinità non può non sostenere questa nomina anche sui social. A fronte dei 44,5 milioni di follower su Instagram, sono solo 22 i contatti seguiti dal calciatore svedese. Nessun compagno, nessun avversario, nessun amico: solo i suoi collaboratori, i team più noti, alcuni brand e Zlatan Ibrahimović Parfums. Determinato e caparbio, non lo ferma alcunché, neanche il Covid-19 blocca la bestia indomabile, che corre sul tapis roulant in attesa del risultato dell’ennesimo tampone, definendosi “un animale che non può essere addomesticato”, un campione che non si lascia sconfiggere né in campo né dal Coronavirus.

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This animal cannot be tamed

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Zlatan. Oltre all’ego c’è di più

Ovunque vada, la gente mi riconosce, mi chiama per nome, fanno il tifo per me. Ma ci sono dei nomi che nessuno si prende cura di ricordare, dei nomi per cui nessuno fa il tifo: sono quelli degli 805 milioni di persone che, oggi, soffrono la fame nel mondo. Ho tifosi che mi sostengono in tutto il mondo. D’ora in avanti, vorrei che questo sostegno andasse alle persone che soffrono la fame, perché sono loro i veri campioni.” (Zlatan Ibrahimović)

Nato dal nulla, Zlatan si è fatto da sé, sfuggendo alla strada e alle cattive compagnie e puntando sul talento e sulla passione. Roccia dal cuore pulsante, non dimentica le origini e non sottovaluta il peso mediatico che ha il suo personaggio, sfruttandolo anche per fare del bene e per dar voce a tutti coloro che non vengono ascoltati e ogni giorno nel mondo muoiono di fame, dimenticati e lasciati a sé stessi. Non è magnanimità ostentata, è consapevolezza dei propri privilegi e voglia di aiutare gli altri.

Mascherato da nemico della cordialità, Zlatan è invece un esempio anche di autoironia. Ospite di James Corden al The Late Late Show nel 2018, Zlatan Ibrahimović can really do anything e dimostra anche in quell’occasione di sapersi mettere in gioco ironicamente sfidando sé stesso e affrontando una serie di test divertenti somministratigli dal conduttore americano per mettere alla prova le sue capacità e strappare il velo di rudezza e scortesia che lo avvolge. Dal filo interdentale ai nomi delle Kardashian, Zlatan non si astiene dall’affrontare tutte le prove e canzonare anche sé stesso.

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