Vincolo sportivo: verso modifiche importanti grazie alla Riforma dello Sport

Vincolo sportivo: verso modifiche importanti grazie alla Riforma dello Sport

La questione del vincolo sportivo è il tema caldo di queste ultime settimane nel mondo della pallavolo, e non solo. Questo perché, recentemente, il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora in una diretta Facebook ha annunciato che nella prossima riforma, il cui Testo Unico dovrebbe essere approvato tra fine luglio e inizio agosto, si andrà verso l’abolizione del vincolo nel dilettantismo.

Cos’è?                                             

L’argomento è così complesso che nel corso degli anni ciclicamente è sempre tornato alla ribalta.

Ma vediamo nel dettaglio cosa si intende per  vincolo sportivo: un atleta, quando decide di affacciarsi al mondo della pallavolo, per poter giocare deve tesserarsi in una società. Nello stesso momento in cui avviene il tesseramento, entra in gioco anche il vincolo sportivo: è da quell’istante che l’atleta ha l’obbligo di giocare per l’interesse di quella società; qualora volesse giocare per un’altra squadra dovrebbe avere il permesso della società che l’ha tesserato in origine. Il tesseramento è un obbligo per l’atleta e ha durata di un anno; dal quattordicesimo anno d’età però, inizia un rapporto con la società di più lunga durata, ovvero fino al compimento dei 24 anni. Questo vincolo decennale era stato creato perché in origine si volevano tutelare tutte le società sportive dilettantistiche che investivano nella formazione sportiva degli atleti giovani e che, una volta formati, si trovavano a vederli andare a giocare in altre società più prestigiose.

La cessione definitiva dell’atleta ad un altro club porta guadagno alla società dove questo era tesserato.

Il punto di vista degli atleti

Negli anni però questo legame con le società è stato sempre più visto da famiglie e atleti come una costrizione: a inizio carriera era considerato, forse, come una vera e propria opportunità, che poi man mano che talento e capacità del giocatore crescevano, si rivelava come un legame difficile da “tagliare”. Tanti giovani addirittura hanno deciso di abbandonare la carriera nella pallavolo a causa di una gestione sbagliata e non consona del vincolo da parte delle società, tante famiglie hanno messo soldi di tasca propria per far cambiare le cose. In più occasioni gli atleti di tutte le categorie hanno cercato di alzare la voce per mettere luce sulla questione. Nelle scorse settimane infatti, come abbiamo raccontato, è nata l’AIP, Associazione Italiana Pallavolisti, che tra i tanti obiettivi si è posta proprio quello di tutelare i diritti degli atleti e portare la loro voce nei tavoli di discussione.

Il parere della Federazione

Durante l’ultimo Consiglio Federale invece, il presidente Pietro Bruno Cattaneo si è espresso in merito a questa affermando che, nel caso in cui venisse confermata l’abolizione del vincolo sportivo nel dilettantismo, l’attività di molte società del territorio sarebbe messa a dura prova.

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