Colpi e ritardi, il calciomercato della Serie A deve dirci ancora tanto

Colpi e ritardi, il calciomercato della Serie A deve dirci ancora tanto

Guida al calciomercato della Serie A. Tra venti giorni comincerà il campionato più competitivo e avvincente degli ultimi 8-9 anni. Almeno, così si pensa; da qualche anno si è ricominciato a spendere (non solo in alta classifica) e la qualità media si è alzata. I ritorni di Sarri e Conte rendevano tutto ancora più affascinante e avvincente, in attesa di un mercato di casa nostra che si preannunciava il più pirotecnico dell’ultima decade. Invece sono (quasi) tutti in ritardo, tra walzer che non partono, big che non vogliono andarsene e morse di procuratori troppo strette. Analizziamo i possibili colpi del calciomercato della Seria A.

CORSA SCUDETTO

La speranza è che possa essercene una. La Juve dà ancora l’impressione di giocare un campionato a parte, ha aggiunto ad una rosa che lo scorso anno staccava il Napoli di 11 punti quel fenomeno di De Ligt e s’è rifatta il look in mediana quasi a 0 (commissioni permettendo) con Ramsey e Rabiot. I giovani Demiral e Luca Pellegrini (fortissimi) sono le altre facce di un mercato cui era difficile e poco sensato chiedere di più. Però Sarri s’è messo in testa di far giocare largo Ronaldo, ha avallato la cessione di Kean e non si è strappato i pochi capelli rimasti quando Paratici gli ha fatto capire di voler fare lo stesso con Mandzukic e Dybala. Il figlioccio Higuain è ancora lì che s’allena e gioca ma teoricamente sarebbe fuori dai piani, ha chanches di rimanere come alternativa ad un nuovo attaccante che dovrà arrivare. Lukaku sembrava uno sgarbo di Paratici al mentore ed ex amico Marotta, poi in realtà l’affare era fatto ma Dybala a Manchester proprio non vuole andarci, a meno che non lo ricoprano d’oro (ha chiesto 13 milioni l’anno). Quindi s’è bloccato tutto e solo il tempo (non tantissimo) potrà dirci di più sul nuovo attacco della Juve di Sarri.

Romelu Lukaku, 26 anni

Lukaku e Dybala sono nomi che circolano parecchio pure in orbita Inter. Il primo era l’obiettivo dichiarato con cui sostituire e cancellare Icardi, che è sempre lì e rifiuta tutto e tutti sperando in un rilancio della Juve. Da Appiano però non sono disposti ad accontentare le richieste dello United (85 milioni) e se la dirigenza inglese non accetterà le condizioni nerazzurre entro giovedì (60 milioni più 5 di bonus) Conte dovrà farsene una ragione. S’è allontanato dall’Inter pure Dzeko, perché i 20 milioni chiesti dalla Roma sono giudicati eccessivi per un 33enne in scadenza, così l’ex tecnico di Juve e Chelsea ha fatto il precampionato con Perisic adattato da seconda punta e il 17enne Esposito (che bravo!). La mano del tecnico s’è già vista nelle amichevoli disputate, Godin, Sensi, Barella e Lazaro significano un buon mercato fino alla mediana, però ora serve accelerare per presentarsi ai nastri di partenza come credibile avversaria della Juve. Chi non ha problemi di credibilità è il Napoli che ha cambiato poco e bene. Dietro è arrivato Manolas a formare con Koulibaly la coppia centrale più forte del campionato, la mediana è stata rinforzata con il macedone Elmas, uno dei prospetti più interessanti d’Europa; Ancelotti e i tifosi ora aspettano come Godot quel colpo da 90 promesso da De Laurentiis. In principio doveva essere James, che però può arrivare solo in prestito secondo diktat dirigenziale, poi era vicinissimo Pepè del Lille, ma l’Arsenal “fattura cinque volte il Napoli” e ha offerto di più al giocatore. I nomi buoni rimangono due e hanno caratteristiche e ruoli assai differenti: il già citato Icardi e il messicano Lozano (più fattibile). Arrivasse l’argentino lascerebbe Milik, con l’ala del PSV entrerebbero in ballottaggio Zielinski e Insigne, visto che le amichevoli estive raccontano di un passaggio al 4-2-3-1.

Irving Lozano, 18 gol nell’ultima Eredivisie

CORSA CHAMPIONS

L’impressione è che, come lo scorso anno, la corsa più avvincente sarà quella per il quarto e ultimo posto valido per la Champions. In lotta le solite quattro (Atalanta, Milan, Roma e Lazio) con il Toro più staccato. Difficile al momento stabilire una griglia di partenza. Roma e Milan stanno cambiando tanto, bisogna capire se bene o male. Fonseca e Giampaolo devono ricostruire, la Roma ha perso pezzi importanti reinvestendo tanto su profili più meno giovani ma già testati come Mancini, Spinazzola, Veretout e Diawara, più lo spagnolo Pau Lopez, portiere più caro della storia giallorossa. La piazza non si scalda troppo e le prossime mosse (col sogno Higuaìn sullo sfondo) dipendono dalla permanenza o meno di Dzeko.

Prima di Pau Lopez il portiere più caro della storia giallorossi era Pelizzoli, acquistato nel 2001 per 27 miliardi

Giampaolo ha portato a Milanello le mezzali dell’Empoli retrocesso (Krunic e Bennacer), gli manca un trequartista vero per il 4-3-1-2, deve capire dove piazzare Suso e gli servono punte, magari seconde. In pochi hanno capito (almeno in termini economici) il cambio Cutrone-Leao orchestrato con Jorge Mendes. Bene Theo dietro. Sembrano messe meglio Lazio e Atalanta, che hanno cambiato poco e benino. La Lazio si è mossa presto portando alla corte di Inzaghi un laterale perfetto per il suo modulo come Lazzari e un giovane con ottime referenze dietro come Vavro, da testare comunque nel nostro campionato. Così come il carneade Jony, preso praticamente a 0 dal Malaga e che nelle amichevoli estive non è sembrato troppo a suo agio come quinto a sinistra. In Liga faceva l’esterno d’attacco. Il resto del mercato dipendeva dalle cessioni, su tutte quella monstre di Milinkovic, che non c’è stata e probabilmente non ci sarà: l’unica vera pretendente, lo United, non ha ceduto Pogba e quindi non ha necessità di intervenire in maniera così consistente in mediana, difficile possa muoversi qualcosa di così grosso in tre giorni. La permanenza del serbo non è certo una cattiva notizia, anzi: solo Lotito deve convincersi del contrario e fare uno sforzo in più sul mercato. L’Atalanta ha ceduto il più sostituibile dei suoi big (Mancini) e portato in rosa due giocatori importanti come Muriel e Malinovskyi; con un sostituto all’altezza per il nuovo centrale giallorosso e un’alternativa di spessore in più in mezzo al campo non sarebbe utopico pensare alla Dea ancora tra le prime quattro.

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