Nemeos Jiu Jitsu: la nostra intervista a Remo Cassella

Nemeos Jiu Jitsu: la nostra intervista a Remo Cassella

Ciao Remo, benvenuto su 2duerighe.com, iniziamo con qualche domanda di rito: come e quando ti sei avvicinato al BJJ?

Ciao a tutti ragazzi,mi sono avvicinato ad ottobre 2007, mi ero da poco trasferito a Roma per i miei studi universitari ed ho colto l’occasione per provare questo BJJ di cui sentivo tanto parlare. Come molti giovani ero attratto da quello che all’epoca si chiamava Vale Tudo, ma non c’erano palestre di livello all’epoca, così ripiegai sul Jiu Jitsu essendone uno dei pilastri fondamentali. Col tempo finii con l’innamorarmene e mi dedicai appieno al solo BJJ.

Quali sono le difficoltà che hai incontrato in questo sport durante i primi mesi di pratica?

Mah, diciamo che la difficoltà principale è riuscire ad evolvere il bisogno che ci porta in palestra in qualcosa di positivo e costruttivo. Tanti ragazzi si avvicinano per il bisogno di sfogarsi, come se la pratica sportiva fosse un angolo buio e socialmente accettato in cui combattere le proprie angosce e frustrazioni, “facendo a botte” in modo socialmente accettabile. Beh, niente di più errato. Questa modalità è un vicolo cieco, non porta da nessuna parte. Finita l’euforia dei primi facili traguardi, delle prime gare, ci si rende presto conto che il BJJ, come tutti gli sport del resto, richiede tanto tanto impegno, e non riesce più ad assolvere alla funzione di “sfogo” ma diventa esso stesso fonte di stress e si finisce per smettere. Fatelo invece perché banalmente vi piace, perché vi piace imparare ad usare ogni angolo del vostro corpo, perché vi piace passare ore con i vostri compagni ad imparare movimenti sempre più estremi e articolati, o per qualsiasi altro motivo, ma che sia un motivo positivo.

 Qualche consiglio da dare a chi si avvicina al BJJ?

Cercate una palestra seria in cui ci sia un ambiente sereno, dove l’insegnante abbia valori umani validi. Non cadete nel tranello di giudicare il vostro insegnante “solo il maestro di lotta” perché ci passerete tante ore insieme e alla lunga le sue capacità umane faranno la differenza.

Come maestro quali valori cerchi di trasmettere ai tuoi allievi?

Sicuramente di essere leali con se stessi e con gli altri, di divertirsi sempre, di gareggiare il più possibile, e di praticare con l’idea di diventare uomini migliori e poi atleti. Credo fortemente che per essere bravi atleti bisogni essere delle brave persone. Mi direte che esistono delle eccezioni, ma mi piace pensare che i grandi atleti pessimi nella vita privata, abbiano raggiunto quel livello nonostante le loro nevrosi e non grazie ad esse. Chissà dove sarebbero arrivati senza quelle zavorre.

Nemeos è una realtà giovane: quando, come e perché è nata quest’idea?

Si, la Nemeos l’ho fondata circa un anno fa. Il come, beh, ho preso il treno e sono andato a Milano a trovare il mio Maestro Federico Tisi, il fondatore della Tribe Jiu Jitsu di cui facevo parte, e gli ho spiegato le mie motivazioni e le mie intenzioni. Ero un po’ emozionato perché ne abbiamo passate tante insieme, e temevo che avremmo potuto non capirci, invece è stato un incontro sereno e di grande crescita. Federico mi ha fatto un in bocca al lupo sincero e la cosa mi ha reso molto felice. Ho un bel ricordo di quella giornata. Il perché l’ho fatto è molto semplice, perché volevo qualcosa che rispecchiasse in pieno la mia idea del Jiu Jitsu. Del resto ogni accademia è un piccolo mondo con regole proprie che palesano l’ordine di valori che l’insegnante pone nella pratica sportiva, ed io ho sentito l’esigenza, dopo più di 10 anni di pratica, di costruire qualcosa che rispecchiasse la mia scala valoriale.

Quali obiettivi avete per il futuro?

Conquistare il mondo! Scherzo, far crescere il gruppo il più possibile, farli divertire… ed ovviamente gareggiare!

Parliamo di agonismo, il tuo più bel ricordo legato ad una gara?

Rome International Open 2016. Se non erro, raggiunsi l’argento perdendo con un ragazzo dell’Uganda, ma in semifinale vinsi 5 a 0 il pupillo di un’acclamata scuola inglese, fu bellissimo sentire il mio maestro, i miei compagni ed i miei studenti esplodere di gioia a fine lotta. Capii che li avevo emozionati e fu bellissimo.

Hai un lottatore di rifermento?

Come Marcelo Garcia non c’è nessuno.

Social e medaglie, ti è capitato di vedere un uso improprio di didascalie sotto le foto condivise? La tua opinione a riguardo?

Si purtroppo e mi rattrista molto, perché in fondo più che gli altri stai ingannando te stesso, che è la cosa più grave, evidenza inoltre che si gareggia per i motivi sbagliati. Sul tatami di gara si sale per se stessi, non per dimostrare qualcosa a qualcuno. Se ricevi una medaglia perdendo alla prima perché si è solo in 3 o peggio in 2 non puoi omettere il “piccolo” dettaglio dell’essere anche arrivato “ultimo”. Ma poi si ritorna alla domanda di prima, perché lo fai? Per essere un uomo migliore o per raccontarti frottole?

Tema sempre caldo, i famosi “Creontes”; ci sono varie scuole di pensiero  esposte pubblicamente da maestri  italiani ed internazionali a riguardo; tu cosa ne pensi?

Si quest’argomento mi fa sempre molto sorridere perché senti della roba allucinante. Il tema è complesso ma inizio col dire che i Creontes non esistono. Il ragazzo quando entra in palestra la prima volta non sa in che ambiente si troverà, se continuerà, se gli piacerà ecc, quindi è plausibile che maturerà l’eventuale idea di abbandonare il corso dopo mesi se non anni, e se non dovesse trovarsi bene, o si rende conto di aver bisogno di un’altra tipologia di insegnante fa benissimo a cambiare, anzi deve farlo! L’importante è che la decisione venga comunicata al vecchio insegnante e posta nel modo corretto, separandosi da adulti senza cancellare il passato… in effetti non propriamente facile. No?!

Prima dei saluti ricorda ai nostri lettori dove e quando possono venire a trovarti.

Certo. Siamo a Roma, in via Cristoforo Colombo 112 presso l’Overload Gym, una bellissima struttura con insegnanti molto qualificati e preparati. L’allenamento è tutti i giorni dal lunedì al venerdì ed abbiamo sia turni ad ora di pranzo che a cena. Per gli orari precisi consiglio sempre di visionare la nostra pagina Facebook  (https://www.facebook.com/nemeosjiujitsu/) o la nostra scheda su Google Maps.

Grazie per il tempo dedicatoci.

Grazie a voi ragazzi, è stato un piacere.

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