That’s storia, that’s gloria of… Trump

That’s storia, that’s gloria of… Trump
(fonte immagine: www.ilgiornale.it)

Trump
Donald Trump (fonte immagine: cnn.com)

Può bastare il solo leit-motiv di una vecchia canzone di fine anni Novanta, “The glory of love”, può bastare una sola foto con la citazione di ciò che diventerà uno storico aforisma che recita “E’ assai difficile attaccarmi sull’immagine perché io sono così bello”. Può bastare questo per tratteggiare la personalità di un uomo che oggi balza in primo piano sulla scena politica mondiale: l’inaspettato e discusso 45° presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump.

Mr. Personality – così ci piace chiamarlo tanto appare capricciosa, colorita e colorata la sua immagine – in realtà è una figura imponente. Settanta anni, 1,91 di altezza e 91 kg di peso, ha avuto tre mogli e cinque figli, ultimo dei quali Barron William nato il 20.3.2006 dall’unione con la statuaria modella slovena naturalizzata statunitense Melania Knauss (46 anni). Il piccolo Barron, un bellissimo bambino alle soglie degli 11 anni, ha una straordinaria somiglianza con il padre che se lo porta sempre appresso con la chiara intenzione di ammaestrarlo alla scuola dei tycoon.

Trump
Foto di famiglia (fonte immagine: luxgram.com)

Le mani sulle spalle del figlio, come trofeo del suo dna da presentare al mondo, Donald non pone tempo in mezzo e già si è messo all’opera, dopo che alla Casa Bianca hanno provveduto a dare una bella sforbiciata al suo ciuffo ribelle. Per la cronaca, i bene informati fanno sapere che i capelli sono tutti suoi, anche se tinti, e non un parrucchino, mentre i maliziosi preferiscono optare per un “riportino” che supplisca una naturale incipiente calvizie dell’età.

Un oroscopo da vero Gemelli

Nato il 14 giugno 1946, Trump rivela puntualmente tutte le caratteristiche del segno dei Gemelli, governato da Mercurio pianeta della comunicazione.

Votati al successo, determinati, ambiziosi, impazienti, dispotici, ardenti, abili nell’osservare tutto ciò che li circonda, coraggiosi nelle battaglie che ritengono giuste, reattivi contro le ipocrisie, amano la libertà fisica e mentale e amano vivere nel lusso: queste le caratteristiche del segno che sembra non falliscano nel neo Presidente Usa.

Solitamente di bell’aspetto, i nativi Gemelli risultano assai graditi all’altro sesso, specie se, come Trump, contano all’attivo un patrimonio da sballo, esentasse.

A proposito di donne, si parlò molto a suo tempo della corte serrata che Trump fece a Lady Diana, quasi sfiorando lo stalking. Accadde nel periodo in cui Trump era già in crisi con la prima moglie Ivana e Diana agli inizi di un matrimonio col principe Carlo rivelatosi fallimentare. L’appassionato Trump si era innamorato di Diana e la voleva a tutti i costi, informandosi a destra e a manca sulle fasi del rapporto con il marito (già amante di Camilla, ora sua moglie dopo la morte di Diana) e inviandole giornalmente enormi mazzi di fiori, che Diana puntualmente cestinava. Pare comunque che, a detta delle amiche, ne fosse piuttosto lusingata facendoci sopra qualche pensierino, ma ritenendo alfine di non concedere quel “sì” che forse le avrebbe salvato la vita ed ora l’avrebbe vista come First Lady d’America.

Populismo trumpiano?

Il gran dibattito che anima ora gli analisti è quello di collocare Trump in una precisa categoria politica, esercizio non facile date le variabili caratteriali dell’uomo e le situazioni mondiali del momento. Di sicuro Trump parte con delle idee precise in mente e ciò che suscita qualche perplessità è l’entourage governativo di cui si è circondato che non lascia adito a bene sperare per le promesse fatte a favore delle istanze popolari che hanno favorito la sua vittoria.

All’intellettuale Obama segue dunque Trump il populista. Sicuramente Trump esibisce un atteggiamento tutto suo, ostile ai principi democratici. Ma ciò è frutto degli eventi che in questi ultimi decenni vedono il mondo cadere nel caos, laddove l’invocazione alla democrazia si rivela soltanto una strategia capitalistica. E Trump intende cambiare il gioco delle parti.

Si potrebbe fare un parallelo tra le tragedie climatiche che stanno travolgendo il nostro Paese e le componenti sociali che conducono a certi cambiamenti politici. Infatti, come la mancanza di prevenzione e il palleggiamento o addirittura il rifiuto delle responsabilità causano tante catastrofi umane, anche la politica contiene una sua naturalità di cambiamento derivante da ripetute, miopi e dispersive capacità di governo che conducono inevitabilmente a una concentrazione di forze ed energie anche dispotiche, anche autarchiche.

Addio al TTIP

Quando Trump, nel discorso dell’Inaugurazione il 20 gennaio scorso, ha detto fra l’altro: “… Dobbiamo proteggere i nostri confini dalle devastazioni di altri Paesi che distruggono i nostri prodotti…”, ebbene qui l’Italia deve mettere i puntini sulle “i”, come suol dirsi. Chi copia i prodotti italiani dalla Cina all’America? Chi copia la nostra mozzarella, il nostro parmigiano chiamandolo “parmesan”, chi la nostra pizza napoletana e tutto il resto?

Carissimo Donald, puntualizziamo. Qui è l’Italia che non vuole i vostri prodotti americani confezionati non si sa con quanti Ogm. Vedi caso, uno dei primi atti ufficiali di Trump è stata la firma di abrogazione del T.T.I.P. (Transatlantic Trade and Investment Partnership), sul quale scrivemmo nel novembre 2014 un pezzo da queste stesse pagine dal titolo “Cambieremo? Forse col TTIP…”. Voi mangiatevi le cose vostre, noi mangeremo le nostre bontà mediterranee. Vediamo come si metterà con le multinazionali europee che speravano in questo trattato.

Ai tempi di Stalin, gli operai italiani dicevano speranzosi: “Ha da venì Baffone!” ( i più giovani lo chiedano ai loro nonni). Ed ora già qualcuno, prima della sua elezione, cominciava a dire : “ Ha da venì Trump!”.

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