Donald “The Trumpet”: come t’erudisco i pupi

Donald “The Trumpet”: come t’erudisco i pupi
Donald Trump (Foto radiosound95.it)

Suona dunque la tromba proclamando “pel di carota” 45° Presidente degli States. E scompigliando non solo la sua chioma ma l’ intero establishment. “Boccuccia di rosa” ha saputo vomitare le peggiori cose, quelle che solo un uomo straricco e stra-vagante poteva permettersi di sbattere in faccia alla gente, in barba al buongusto e al politically correct. Trump è uno che non ha peli sulla lingua, uno maledettamente diretto, cui  né i genitori dediti ai loro affari, né le prestigiose Accademie militari frequentate, hanno saputo insegnare alcuni valori morali né tantomeno a non dire pubblicamente che “il re è nudo”. Di sicuro, un uomo illuminato  più che altro nella parte energetica inferiore (e lo dichiarava ), un presidente che la gente non voleva, che guardava come a un fenomeno da baraccone.

trump
Donald Trump (Foto radiosound95.it)

Uno che,  a sfogliare la galleria delle immagini,  è capace di  mille facce, le più buffe, le più teatrali, smorfie, sberleffi, bronci, boccucce, linguacce,  ammiccamenti, “vaffa” assai ben mimati con le dita e l’espressione talmente crudele come sanno essere spesso i bambini, quelli cui manca uno schiaffone dato per bene, perché nessuno gliel’ha mai dato e lui è rimasto un bambino, un bambino irrisolto.

Un tiro alla fune

Ormai  dobbiamo convincerci – almeno per quattro anni –  a conoscerlo più da vicino. Forse, continuerà a non piacerci. Ma non è che la Clinton piacesse tanto di più, americani ed europei sulla stessa lunghezza d’onda secondo i sondaggi e le interviste.

Agli elettori di Trump gliene poteva fregar di meno che fosse uno xenofobo, sessista e maschilista, del suo ridicolo parrucchino che vola via ad ogni alito di vento, dell’esaltazione dei suoi virtuosismi sessuali tipo del “ce l’ho duro” leghista. Con evidenza, lui ha saputo parlare alla pancia della  gente, dei ceti più deboli che non si sentivano rappresentati dall’entourage di Hillary, amica dei potenti e di buona parte dei salotti hollywoodiani.

Forse un errore, quello di Trump, convinto di poter scombussolare tutto l’assetto globale, politico ed economico, come un errore quello degli osservatori di volerlo bollare al pari di una catastrofe. Bisogna aspettare prima di suonare la tromba dell’apocalisse. La realtà è che quella grinta  dovrà plasmarsi a qualche resa, a modificare certi suoi inaccettabili atteggiamenti. Perché? Perché non glielo permetteranno.

Lo abbiamo visto in visita ad Obama, serio e compunto come uno scolaretto davanti al professore, mentre il Presidente ancora in carica gli faceva un certo discorsetto – anche se visibilmente a denti stretti – come ad ammansire la tigre ruggente. Similmente,  a denti assai stretti la Hillary ha dovuto rendere omaggio alla sua elezione, con la rabbia, la delusione e le lacrime a stento represse. E’ un gioco al quale ormai devono tutti sottostare ad evitare che l’ America cammini per i fatti suoi, in quell’isolazionismo temuto da molti come deleterio a certi discorsi in atto tra le due sponde del mondo occidentale. Se il dialogo dovesse fallire, la frattura porterebbe conseguenze facilmente immaginabili.

A questo punto, tutti si chiedono quale ricaduta si avrà negli affari politici di casa nostra. C’è chi esulta e chi trema. En attendant Godot….

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook