PASQUA ITALIANA: uova senza sorpresa?

Pasqua bassa, morale  in sintonia. La Settimana Santa ci sta regalando  un meteo mono-tono,  di piogge a tappeto, di nuvoloni  neri  col sole che ci prova ma non ce la fa tanto. Già, una canzone  italiana  mononota come quella del complesso  Elio e le Storie Tese  che accompagna  il teatrino politico di  “consultazioni” tragicomiche..

    L’unico ad avere le idee chiare è il cittadino, che sa esattamente quali sono i suoi bisogni e  le priorità  da mettere sul tavolo. Il triangolo di… Rubik , Be-Gri-Be,  è davvero un rompicapo. E’ netta l’impressione  che sia in primo piano solo  la reciproca opportunità  di spostare le pedine in un senso o nell’altro, da destra a sinistra, dall’alto o dal basso, da est o da ovest, in modo tale che gli incastri non portino a un risultato finale deleterio per l’uno o l’altro partito, soprattutto in vista di nuove  elezioni. Ecco il punto, il fine ultimo di tanti tentennamenti.

Al momento non viene proprio da ridere, eppure qualcuno riesce a strapparci un sorriso.  La sinistra  di Bersani si prepara al redde rationem con  Napolitano imbastendo sul suo carnet  appuntamenti  improbabili  con varie rappresentanze di categorie e sottocategorie. Fra i primi  nel carnet  degli incontri è risultato  il giovane scrittore d’assalto  Saviano, quello che la sa lunga sulla camorra, e con il prete attivista Don Ciotti.  Con tutto rispetto per  Saviano e Don Ciotti, ma,…. caro onorevole Metafora, sistemiamo  prima la disoccupazione dilagante dei giovani per non farli naufragare  nei guadagni  pericolosi, sistemiamo in qualche modo il credito alle imprese per una boccata di ossigeno.  Poi, lo sfizio di un discorsetto con gli amici consiglieri  se lo sarebbe potuto togliere in  un secondo momento! 

    Grillo, ripulito dalle scarmigliature, nella sua mise  tuttonero  esce dalla prima consultazione con  Napolitano  dichiarando con grande euforia che, sì, dovrà  proprio cambiare il soprannome di “Morfeo”  all’anziano Presidente. E’ proprio una priorità!  Napolitano gli è piaciuto moltissimo e si sono capiti a perfezione!   E non si sono accapigliati come  s’era previsto.  Posa  storica davanti ai fotografi con i  capogruppo Lombardo e Crimi.  Bene bene, al Colle ci sono arrivati, già qualche bicchierino di carta superfluo levato di mezzo dai lunch di Montecitorio. Che bravi ragazzi, ci rappresentano, cominciano a fare piazza pulita.
    Ieri i grillini si sono incontrati in streaming con Bersani. Il  metodo non fa una piega, è il segno di una politica nuova in ossequio alla trasparenza. Ci dobbiamo abituare. Bersani, occorre dirlo, si è prodigato  pacatamente in ogni modo, mancava l’inginocchiatoio:  un ennesimo rifiuto di 5 stelle, ma il braccio di ferro tirato troppo per le lunghe  può diventare pericoloso per il bene del Paese.
    Il Cavaliere di Arcore  pare si sia ripreso dagli impedimenti oculari  riscuotendo  consensi da folle  abbagliate  dal suo indiscusso “appeal”  comunicativo e dallo specchietto per le allodole del rimborso IMU.  Oggi rimane indubbiamente l’unico a possedere il carisma e la gente s’imbambola.   Anche  il comico  stellato  sa bene  come solleticare la domanda popolare. Intanto, all’estero ci prendono in giro dicendo che l’Italia sta in mano a  due burattinai.

      Così  ci vedono oltralpe. Ci sentiamo molto, ma molto offesi, per la storia che abbiamo alle spalle, per i cervelli buoni che hanno fatto il nostro patrimonio di secoli. Non è retorica, è orgoglio italiano.  Ormai l’Italia è come una vecchia signora in un meraviglioso castello  fatiscente. O buttarlo giù o aggiustarlo dalle  fondamenta. Ma è un lavoretto serio, capillare, preciso, di microchirurgia, che non si può affidare a personaggi indecisi,  agli arruffapopoli, agli opportunisti della politica.  I giovani possono farcela con l’aiuto di chi ha più esperienza.  Quella simpatica sicumera di Renzi può dire qualcosa di nuovo e costituire una pietra di raccordo. Ma Bersani per ora non sembra raccogliere certe sfide che potrebbero condurlo là dove non vuole dirigersi.

     Il nuovo presidente del Senato Grasso, appena insediato,  si è visto costretto a difendersi dagli attacchi  retrospettivi del lingualunga  Travaglio, il quale ha accusato l’ex magistrato antimafia di non essersi dimostrato poi così tanto determinato, specie nell’affaire Andreotti, quando, dopo quella  discussa assoluzione,  non firmò  la revisione del processo in Cassazione.  E così in questi giorni non si è fatto altro che parlare della faccenda Grasso-Travaglio, una polemica sterile, cattiva, scomodando opinionisti e filosofi come  Massimo Cacciari, il quale peraltro si è espresso molto lucidamente e imparzialmente al riguardo.  

     Hanno attaccato anche il Papa di  essere stato compiacente a suo tempo  col potere argentino, questo Papa che ci resta come  unico punto fermo, l’unico riferimento che ci solleva  dalle  incertezze del momento. Calma, teniamoci  al presente e alle persone  dell’oggi.

     “Chi ha dato, ha dato, ha dato…. chi ha avuto, avuto avuto, scurdammece ‘o passato…” recita una vecchia canzone napoletana.  La dietrologia non porta da nessuna parte. Guardiamo avanti e affrettiamoci. Noi, un governo lo vogliamo,  con  una  riforma elettorale che chiami i cittadini come parte in causa.  Subito. Non cincischiamo.  

Angela Grazia Arcuri

Roma, 27 marzo 2013.

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