Inganni e illusioni ecco perché la politica ha premiato Grillo

Se un cittadino dello Stato ruba viene definito ladro, ma non per questo lo sono anche tutti gli altri. In politica invece…

Nessuna democrazia può funzionare senza il consenso del popolo, come «non può esserci democrazia funzionante» senza i partiti, che, tuttavia, necessitano di un forte rinnovamento per uscire dalle logiche «di mera gestione del potere». Durante questi anni, la cattiva gestione della cosa pubblica ha allontanato gli italiani dalle decisioni che riguardano il loro futuro, creando una netta frattura tra società e sistema politico, tra cittadino e istituzioni. Per comprendere la portata del fenomeno, basta pensare che da dicembre 2012 ad oggi, oltre il 30 per cento degli italiani ha dichiarato di non aver più fiducia in nessuno, né a destra, né a sinistra e né al centro. Alla base di tutto ciò, il dover fare i conti ogni giorno con una burocrazia costosa, lenta e inefficiente; un servizio pubblico sempre più scadente; un sistema politico corrotto basato su favoritismi fatti a familiari, amici e conoscenti e senza pene certe per coloro che commettono reati.

 

Questa realtà nazionale si riflette anche a livello locale, creando caste politiche che si coprono a vicenda, innalzando un muro insormontabile per il cittadino. E, come se non bastasse, in procinto delle votazioni, si rinnova l’eterno inganno per il popolo, con programmi di partito datati che vengono spolverati e rimessi alla moda. Arrivano così i “maghi” di partito, i cosiddetti esperti o tecnici, per lo più vecchi parlamentari ricchi di esperienze politiche che, dopo aver scrutato per giorni gli articoli dei quotidiani e studiato gli umori della gente, ricorrono alle “ricette” di sempre.

Nel nuovo disegno è dato a ciascuno il suo: al contadino la protezione dell’agricoltura, all’industriale quella dei suoi prodotti; il consumatore ottiene la difesa dei suoi acquisti, ai lavoratori vengono aumentati gli stipendi, agli anziani le pensioni. Lo Stato provvede generosamente ai giovani o ai senza lavoro, il commercio sarà favorito, i prezzi dei carburanti saranno ribassati, e le imposte, se non verranno abolite, saranno però ridotte.

Ma è possibile una simile elargizione di denaro in uno Stato che vanta un debito pubblico di oltre duemila miliardi di euro? Per afferrare meglio il concetto proviamo a paragonare lo Stato a un condominio e le tasse alle rate che i condomini pagano per far fronte alle spese comuni, quali: la pulizia delle scale e dei cortili, la manutenzione dell’ascensore, la verifica periodica degli estintori, la potatura del giardino condominiale, la sostituzione periodica delle lampadine a servizio della struttura. I tributi dovrebbero servire all’erario per far funzionare i servizi comuni a tutti i cittadini: sanità, pensioni, viabilità, sicurezza, scuola. Come accade in ogni condominio che si rispetti, ognuno spera di avere un amministratore corretto e la stessa cosa, a maggior ragione, sperano i cittadini dello Stato: avere dei governanti irreprensibili. Purtroppo, tutti noi sappiamo che non è cosi e un esempio inconfutabile è rappresentato dai numerosi scandali che imperversano ogni giorno sulle prime pagine dei quotidiani nonché dal gigantesco esercito di dipendenti pubblici generato da anni di clientelismi politici, stratosferico rispetto alle reali necessità del Paese.

Con l’attuale organizzazione potremmo avere dei servizi degni di uno sceicco e invece collezioniamo ogni giorno disservizi e inefficienze, caratteristiche più in linea con quelle di una nazione del Terzo mondo che di un Paese dell’Occidente industrializzato. Se consideriamo che la Svezia con una spesa di molto inferiore a quella italiana –siamo nell’ordine di 10 punti percentuali di differenza – riesce a garantire una rete capillare ed efficiente di servizi, con: aiuti alla famiglia, pensioni, assistenza sanitaria, sussidi di disoccupazione, assicurazioni contro infortuni e malattie a tutti gli abitanti indipendentemente dalla nazionalità, viene il sospetto – più che fondato – che qualcuno faccia la “cresta” sulle nostre tasse dirottando chissà dove enormi flussi di denaro. E qui alcune nozioni di idraulica possono esserci d’aiuto. Sappiamo tutti che l’acqua arriva nelle nostre case attraverso gli acquedotti che, in teoria, dovrebbero essere integri, senza perdite lungo la rete di distribuzione. Purtroppo, però, le tubature sono spesso soggette a pressioni di esercizio elevate che possono provocare notevoli perdite occulte. In aggiunta a ciò degli abusivi possono allacciarsi illegalmente all’impianto utilizzando a costo zero questo bene prezioso.

Non sono rari i casi in cui l’acqua dispersa supera il 50% di quella totale immessa nella rete. Ciò significa che solo la metà di questa risorsa viene messa a disposizione dell’utente, al quale, sopratutto nei mesi estivi, vengono richiesti grandi sforzi e sacrifici per la riduzione degli sprechi. Non si nota per caso una certa analogia con il nostro sistema di riscossione dei tributi? I contribuenti tirano fuori dalle proprie tasche i soldini, lo Stato provvede a sperperarli e, dopo aver raschiato il fondo del barile, aumenta ulteriormente le tasse chiedendo ai cittadini nuovi sacrifici. In aggiunta a ciò, proprio come accade con le tubazioni danneggiate, gran parte di questo denaro si “disperde” lungo il suo tragitto, finendo nelle mani di politicanti senza scrupoli, che, anziché utilizzarlo per il bene comune, lo impiegano per interessi personali.

Altro tema di attualità che non può di certo passare inosservato è quello legato al mercato del lavoro. Mentre scriviamo questo articolo, oltre due milioni di persone in Italia non hanno più un impiego e di questi, circa il 70% è costituito da lavoratori sopra i 35 anni, persone troppo “vecchie” per trovare una nuova occupazione e troppo giovani per andare in pensione.  Sappiamo tutti quanto sia difficile far cambiare idea alle persone e quanto sia ancora più complicato farlo con gli anziani a causa delle loro differenti esperienze, opinioni, abitudini e comportamenti. Questa realtà si  riscontra anche nel corso di una campagna elettorale, dove è più facile convincere chi non ha mai partecipato alla vita politica, di chi, al contrario, ha già appartenuto a un partito ricco di tradizioni e memorie. L’obiettivo principale degli astrologi di partito sono tre:

  • i giovani, abitualmente inquieti, perennemente insoddisfatti e per questo facilmente influenzabili dai condizionamenti esterni;
  • gli imprenditori, sempre più stretti nella morsa della crisi e per tale motivo attratti da qualsiasi forma di incentivo economico a sostegno delle assunzioni;
  • le famiglie, preoccupate per la situazione dei propri figli senza un lavoro stabile e per questo sempre più esposti alla criminalità.

Assicurare ai ragazzi una collocazione nel mondo del lavoro significa colpire a colpo sicuro e acquisire in modo semplice e veloce un consenso che si trasformerà in voto. Tale assenso raccoglie cittadini di ogni fascia di età ma penalizza uomini con anni e anni di esperienza, efficienti e preparati, che restano esclusi dalla sfera di operatività dello sgravio e di conseguenza senza più un impiego. Non sarebbe forse più giusto concedere agevolazioni fiscali a quelle società che investono nel personale e che dispongono al loro interno di un organico variegato? L’azienda ideale potrebbe essere composta da personale qualificato e non, con: giovani fino a 35 anni (in misura del 45% della forza lavoro); personale over 35 (45%); diversamente abili (10%). Così facendo si innesca ed alimenta un sistema di reclutamento del personale che, oltre a produrre occupazione, crea dialogo tra due diverse generazioni: una che ha tanto da raccontare e insegnare, l’altra che ha necessità di ascoltare e imparare.

Se vogliamo cambiare il nostro Paese non servono rottamatori, salvatori della Patria o particolari “ortotteri”, ma è necessario riacquistare semplicemente il senso dell’unità. Ciò significa non solo amare l’Italia, ma anche partecipare attivamente alla vita politica, nel rispetto delle istituzioni e del Tricolore. Non possiamo colpevolizzare un’intera comunità per le gesta poco ortodosse di alcune persone, così come non possiamo giudicare un partito per le azioni spregiudicate, illegali e per questo inaccettabili di alcuni politici. Gesù diceva: «Chi è senza peccato scagli la prima pietra…» e aveva ragione, perché tutti abbiamo il nostro scheletro nell’armadio! Spesso, però, il popolo italiano ha idee vaghe, confuse e si lascia trasportare dai “falsi profeti”, uomini che rinnegano il passato e che promettono di cambiare il mondo e il corso della storia alimentando odio e  disprezzo nei confronti dei predecessori. Non è così che si cambia il Paese!

Il popolo deve prendere coscienza del suo immenso valore e deve tornare ad occuparsi della cosa pubblica, recuperando l’orgoglio nazionale e il senso dello Stato. Se la Germania oggi ci calpesta e deride, la colpa è solo la nostra, perché «non siam popolo, perché siam divisi». Basta dunque con dichiarazioni irresponsabili nei confronti di questo o quel politico: alziamo la testa e rimettiamoci in discussione.

Roberto Mattei

2 marzo 2013

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