Cose del Campidoglio e realtà dimezzate

Cose del Campidoglio e realtà dimezzate
Vincenzo De Luca

E’ una cosa curiosa come il mondo stia camminando sulla metà delle cose o, meglio, sulle cose a metà. Tale è la sensazione quando vedi, ad esempio, uno Stato-non Stato (come l’ Isis o Daesh che dir si voglia) fare il diavolo a quattro per mettere le mani sull’occidente, e un partito-non partito come il Movimento 5Stelle, nato secondo un’ideologia anti establishment, comportarsi invece contro certe regole di trasparenza indispensabili a pilotare fuori dall’impasse una città che, in quanto Caput Mundi, non può essere governata brancolando nel buio delle direttive e dei detto-non detto.

Certe bugie e certi nascondimenti hanno le gambe corte e quel primo sussulto di ottimismo che ci colse come benvenuto al primo sindaco donna ab urbe condita ( vedi il nostro pezzo scritto con l’aiuto del…piccione di Marc’Aurelio) va a rinculare come un colpo di fucile. Ma aspettiamo ancora un po’ e, prima o poi, la Giunta raffazzonata della prim’ora verrà ripulita dalle fronde già rinsecchite ancor prima del cadere delle foglie d’autunno.

E si spera che l’operazione della “cerca” dei nuovi assessori non avvenga ancora tra i bidoni della “spazzatura” che la Raggi ogni mattina frequenta con la solerzia della buona mater familias. Diamole ancora delle possibilità, giustificando qualche sua indecisione come novizia della politica, perché la politica – checché se ne dica – non si impara da un giorno all’altro.

L’essere-non essere

Eccoci quindi a vivere tra l’irre e l’orre…. come prima, più di prima. Mentre si parla tanto di “realtà aumentata”, ci vien fatto di pensare – di contro – a una “realtà dimezzata”. Ma nel timore di andarci ad infognare in un assunto che ci vede lontani nel tempo dagli studi di filosofia, si potrebbe girare il dibattito ai filosofi di professione.

D’altronde è sotto gli occhi di tutti che stiamo vivendo anni difficili e molto fluidi, dove chi desidera affermare ciò che vuole essere si trova di fronte un branco di idioti che si affannano a sbatterti in faccia i loro modelli di vita come universalmente giusti e dove la realtà percepita si consuma nella perenne mutevolezza dell’attimo fuggente che cambia come l’acqua del fiume eracliteo. Siamo-non siamo, vediamo-non vediamo, sentiamo-non sentiamo, amiamo-non amiamo, crediamo-non crediamo. Ma chi diavolo siamo e come viviamo? Bisogna agitare perbene il bussolotto per vedere quale razza di uomini ne vengono fuori e quale strana trasmutazione abbia subito il nostro dna.

La violenza della politica

campidoglio
Vincenzo De Luca

Già, la politica ha accenti forti, la politica è violenza, sopraffazione, inganno, ipocrisia. Ma la politica è anche bella quando un uomo di politica sa uscire fuori dal piattume di quanti bazzicano il semicerchio trasformando il dibattito in momenti di ars comica.

E Vincenzo De Luca, nel video di Lira Tv che ha fatto il giro del web, lancia ben precise invettive contro gli “scolaretti” 5 Stelle che fino a ieri mangiavano pane e Nutella e fanno fatica coi congiuntivi. E quando l’ineffabile governatore della Campania recita in prima persona, non si capisce se a parlare sia lui stesso oppure Crozza, tanto il comico ligure sa identificarsi nell’enfasi declamatoria e nel forbito eloquio del De Luca con quelle sue metafore care al teatro dell’assurdo. Ma il vero De Luca stavolta, alieno da ogni metafora, sembra essersi divertito assai a spedire tutti i rappresentanti dei 5Stelle … nel paese degli “alberi pizzuti” con una locuzione assai pesante e liberatoria, cara al gergo romanesco.

Noi romani siam’ qua, quattro milioni di romani ad aspettare le avvisaglie di qualche cambiamento, pazientemente seduti sulle sponde del Tevere che un tempo era biondo ed ora ricettacolo di tutte le immondizie e rifugio degli homeless. Ci consoliamo ammirando le Pleiadi che appaiono nel cielo assai più luminescenti delle cinque- stelle-cinque che ancora non riescono ad illuminare di luce propria il Colle Capitolino.

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