Roma Felix: una capitale progettata secondo i modelli delle “città” calviniane?

Roma Felix: una capitale progettata secondo i modelli delle  “città” calviniane?

Da Roma ladrona a Roma Felix. Uno sguardo alla Giunta presentata dal nuovo sindaco della capitale Virginia Raggi ci allieta della speranza che il cambiamento radicale proposto dai 5stelle conduca finalmente alla scomparsa di un consunto e deleterio establishment amministrativo da destinarsi alla… saponificazione. La città viene restituita ai cittadini. E che finalmente sia.

Un sorriso ci coglie, da inguaribili utopici del vivere, quando, nello scorrere i titoli dei 9 assessorati, tre in particolare attirano la nostra attenzione, e cioè:

  • Assessore alla Città in movimento
  • Assessore alla Roma Semplice
  • Assessore alla qualità della vita.

Ecco, in queste tre dizioni non sembra affatto peregrino avvertirvi quel certo sapore dei modelli urbanistici utopici e differenziati delle “città invisibili” di Italo Calvino, laddove ogni abitato urbano è visto nell’approccio poetico e metaforico ai diversi aspetti della vita umana. Ed è probabile che il direttorio 5stelle vi si sia ispirato grazie alle particolari filosofie ereditate dal suo fondatore spirituale Casaleggio.

romaIl libro di Calvino è senza dubbio quello che più stimola la curiosità di illustratori e progettisti. Significativo appare il contributo dell’arch. peruviano Karina Puente Frantzen che ha voluto illustrare le “città” di Calvino in un suo progetto-omaggio allo scrittore. E’ questa una delle illustrazioni, dove non ci rimane difficile voler individuare la nostra Roma, una città Una ed unica, dalla quale sia possibile far diramare dal centro alle periferie le varie intelligenze gestionali per una migliore sostenibilità ambientale, culturale, qualità e crescita di vita del cittadino.

Coi piedi per terra, non saranno petali di fiori a cospargere il cammino dei 5Stelle. Sono in molti a chiedersi quanto sia ampio il… raggio di autonomia del nuovo sindaco Raggi; ma, sgombrato il campo dalle critiche anche sessiste mosse nei suoi confronti, convien che qui si taccia, lasciando che la nuova squadra dei “semplici” dia inizio ai lavori.

E se c’è da rimuovere l’inferno, Calvino suggerì alla fine del suo libro che bisogna “…..cercare e sapere riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”. L’utopia è anche rischio.

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