Fabrizio Frizzi e la sua Italia…“meravigliosa”

Fabrizio Frizzi e la sua Italia…“meravigliosa”

Anche per i refrattari a qualsiasi tipo di quiz televisivo arriva il momento in cui ci si sofferma, un po’ a caso e un po’ per curiosità, su uno dei game show – come li chiamano – che fanno la fortuna degli ascolti pre-serali.

Parliamo dell’Eredità, specie di settimana enigmistica da tempo viaggiante sulle onde elettromagnetiche delle frequenze Rai. E capita proprio quando  la conduzione passa da Carlo Conti, in tutt’altre faccende affaccendato, a Fabrizio Frizzi.

Che c’è che non c’è, la cosa  finisce per acchiapparci, ponendoci di fronte a un bell’interrogativo: quello di chiedere a noi stessi se avremmo il coraggio o… l’impudenza di esporci in un gioco che richiede ottima memoria, prontezza di riflessi insieme a un bel pizzico di fortuna. Da casa  ci sentiamo tutti professori, trasformandoci poi in tanti asinelli una volta alle prese col pulsante dei minuti che non perdona ogni piccola, umana esitazione.

Fabrizio Frizzi 2.0

Frizzi non ha bisogno di presentazioni, avendo superato fin da ragazzo tanti traguardi professionali. Ora, 58 anni e non ci si crede, resta sempre il ragazzone di una volta, un ragazzo un po’ cresciuto, con il suo bell’ottimismo, la risata a fior di labbra, l’atteggiamento tutto suo di fronte ai concorrenti che ogni sera snocciolano come un rosario l’elenco delle loro virtù professionali o dei loro virtuosismi poetici o canori, che Frizzi commenta con un trionfale “Ma che meraviglia!”. E’ il suo leit-motiv, il suo mantra per farli sentire persone speciali. Ma, oltre il target cultural-nozionistico (ché non fa male a nessuno una ripassata di quanto abbiamo studiato a scuola) non possono sfuggire i messaggi che ci vogliono essere trasmessi.

Un Paese “meraviglioso”

Anche a Viale Mazzini si fanno i “compiti a casa”… provvedendo a tenerci in allegra forma. E insieme alle competizioni tersicoree della evergreen Milly Carlucci, strizzata nei suoi bustier, ci offre con l’Eredità uno spaccato dell’Italia più operosa, quella dove tutti lavorano e si danno un gran  daffare. Qui confluiscono persone di varia età e professione, dallo studente all’avvocato, dal commercialista all’imprenditore, dalla casalinga ecologista  all’ingegnere in pensione. E, secondo amici o parenti che li accompagnano, saranno tutte persone “solari, determinate, uniche, splendide”, “amici insostituibili”, “mogli e madri perfette, che si distinguono in cucina nella preparazione di manicaretti e torte”. Salvo poi ad uscir fuori i difetti più comuni, come la permalosità, la testardaggine, il perfezionismo, il “braccino corto”, il disordine, la mancanza di puntualità negli appuntamenti, ma soprattutto un diffuso stato di ansia.

Tipi da copertina

Ne vien fuori una sorta di indagine Doxa, in cui l’Eredità si rivela un palcoscenico privilegiato di varie tipologie umane, come certuni che si fanno ben ricordare.

Vedi il giovane giornalista che si presenta con la spavalderia di chi è sicuro di vincere perché, grazie al giornale dove collabora nel suo paese, “tutti lo portano in palmo di mano a cominciare dal sindaco che gli affida molti incarichi” (sic!) e che sua “principale ambizione nel prossimo futuro è quella di  presentare il festival di Sanremo al posto di Carlo Conti (ancora sic!!!)”. E, mentre Fabrizio Frizzi, con un “meraviglioso!” di circostanza cerca  in maniera diplomatica di smorzare gli entusiasmi velleitari del giovane, segue il prevedibile ruzzolone dello stesso tra gli scogli del passato remoto di certi verbi, con altre amenità grammaticali.
Sempre in tema di rappresentanti della comunicazione (meglio non vantarsene), vedi l’altra giornalista, nota negli ambienti del sottobosco  culturale della Capitale (più che altro per le sue tette gonfiate ovunque in bella mostra), la quale supera se stessa alle prese con certe nozioni le più elementari, battendo in veloce ritirata dopo l’infelice performance.

Vedi quello che vuole conoscere ogni Paese del mondo imbarcandosi sulle navi da crociera come intrattenitore, il quale probabilmente ha un’idea assai vaga della geografia del “suo” Paese, sfuggendogli che Lecce sta nelle Puglie anziché in Liguria e collocando di sana pianta Sassari in Basilicata, forse per accostamento vagamente onomatopeico ai “sassi” di Matera.

Le   4 “professoresse” 4

frizzi

Questa è l’Eredità, una divertente palestra di sgomitate col sorriso sulle labbra per arrivare da campioni al gioco finale della “ghigliottina” dove  sono in palio parecchi golosi soldini; dove i più modesti si rivelano i più bravi; dove quasi tutti cantano e compongono poesie, viaggiano, fanno sport e promuovono iniziative a carattere sociale per il bene della loro comunità.

Tutto ciò  condito  dal  contributo delle  quattro sexy “professoresse” Ludovica, Eleonora, Laura e Francesca , ultima ma non ultima, la cui ugola canterina unita a una certa vena di comicità scatena nel parterre delle fragorose risate. Un mondo così, quello delle probabilità improbabili, dei sottili confini tra il vero e il non vero, di notizie le più strane e curiose, di conferme o smentite sulle più incallite credenze popolari.

Ne esce fuori il Paese dell’allegria, delle “meraviglie”, quello avviato ad uscire fuori dall’impasse con i “398.000 posti di  lavoro in più” – decantati  dal governo il 1° maggio – “di cui 354.000 a tempo indeterminato grazie al job-act …. e 373.000 disoccupati in meno” (!?)….

Bisognerebbe chiedere al pallottoliere delle “quattro professoresse” di farci capire qualcosa nel balletto delle cifre, noi che siamo capaci soltanto dei conti della serva.

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